Allarme siccità, la desarpa anticipata di un mese non è più solo un’ipotesi

Data pubblicazione 22 Luglio 2026
L’assessora regionale all’Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod
L’assessora regionale all’Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod
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AOSTA (zgn) Caldo anomalo e siccità anche in Valle d'Aosta: si può parlare di emergenza? Abbiamo fatto il punto con l'assessora regionale all'Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod. «Non siamo ancora ai livelli della crisi del 2022, - afferma Speranza Girod - ma i segnali ci impongono massima attenzione. Lunedì 29 giugno è stato riconvocato insieme agli assessori Davide Sapinet e Luigi Bertschy l'Osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica, istituito a seguito della siccità del 2022, e lunedì 27 luglio avverrà un ulteriore incontro per l'aggiornamento. I dati emersi sono chiari: temperature superiori di 3-4 gradi centigradi alla media, precipitazioni primaverili dimezzate, manto nevoso ridotto del 61 per cento rispetto alla media storica con esaurimento anticipato di circa un mese della risorsa nivale, portate dei fiumi, Dora Baltea in testa, attorno al 50 per cento della media a giugno. Non parlerei di emergenza dichiarata, ma di una situazione da monitorare costantemente: se nelle prossime settimane non arriveranno precipitazioni adeguate, il quadro può aggravarsi rapidamente».

Allevamento e agricoltura: chi soffre di più e perché?

«Il comparto zootecnico e in particolare gli alpeggi d'alta quota sono i più esposti, perché spesso non possono contare su sistemi irrigui e l'assenza prolungata di precipitazioni sta già producendo effetti sulla vegetazione pascoliva anche alle quote più elevate. Nei fondovalle si registra invece una riduzione della produzione del primo taglio dei prati, pur con una buona qualità del foraggio; la vera preoccupazione è però il ricaccio, cioè la ricrescita dopo il taglio, che rischia di essere insufficiente dove non si riesce a garantire un adeguato apporto irriguo».

Ci sono alpeggi rimasti senza acqua e se sì come viene affrontata la situazione?

«Al momento non parlerei di alpeggi “rimasti senza acqua” in senso assoluto, ma abbiamo casi puntuali di difficoltà di approvvigionamento e pascoli che mostrano segnali di stress idrico. Per questo abbiamo riattivato gli stessi strumenti del 2022: la casella emergenza-irrigua@regione.vda.it per raccogliere le segnalazioni dei Consorzi di miglioramento fondiario, e abbiamo affiancato a queste segnalazioni una verifica diretta sul territorio da parte dei tecnici e periti dell'Assessorato. Le segnalazioni formali finora sono limitate nel numero, ma alcune evidenziano criticità puntuali che stiamo seguendo con attenzione, anche perché la situazione potrebbe peggiorare nelle prossime settimane».

A questo punto non è più solo un'ipotesi una desarpa anticipata in tutta la nostra regione, magari addirittura prima della fine di agosto? Per esempio si parla di situazioni critiche a Pila e a Torgnon.

«È un rischio concreto che non nascondiamo, ma non è ancora una certezza. Se la situazione non dovesse migliorare, il rischio di una demonticazione anticipata in alcuni alpeggi c'è, ed è un aspetto che seguiamo con particolare attenzione perché non riguarda solo l'organizzazione della monticazione, ma ha ricadute sulla gestione del bestiame e sulle filiere. Oggi non parlerei di un fenomeno generalizzato a tutta la regione, la situazione non è uniforme sul territorio e si osservano con attenzione le aree dove la criticità è più avanzata».

Quali contromisure sono possibili da parte della regione per combattere la siccità che sta colpendo il mondo dell'allevamento e quello agricolo?

«Stiamo agendo su più fronti. Con la deliberazione di Giunta numero 690 del 19 giugno 2026 abbiamo aggiornato i criteri per le manutenzioni straordinarie delle infrastrutture rurali e irrigue: possibilità di derogare alle tempistiche ordinarie per i Consorzi in caso di carenza idrica dimostrabile, e massimali aumentati. In sede di assestamento, che auspico andremo ad approvare a fine mese, sono previsti circa 3.900.000 euro aggiuntivi a favore dei Consorzi di miglioramento fondiario, utili anche per intervenire tempestivamente. Per gli interventi infrastrutturali irrigui di scala maggiore, che il solo bilancio regionale non può sostenere, sono state presentate da 9 Consorzi di miglioramento fondiario richieste, per interventi sovracomprensoriali, per un totale di 185 milioni sul portale nazionale PNIISSI per accedere ai fondi statali. Per le aziende agricole eventualmente danneggiate resta disponibile lo strumento degli aiuti per avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, il cui bando verrà attivato se vi saranno le condizioni per la dichiarazione con decreto assessorile. Nella terza variazione di bilancio che abbiamo licenziato in Giunta giovedì scorso, 16 luglio, e che approderà nelle Commissioni consigliari nei prossimi andremo ad istituire 2 Fondi, uno per i danni alle attività produttive e l'altro per interventi di prevenzione e contrasto al cambiamento climatico quindi anche per carenza idrica, atto che conferma la grande attenzione sul tema da parte di tutto il Governo regionale e che ci vedrà impegnati nei prossimi anni in una programmazione di interventi strutturali e non solo emergenziali».

Qual è la situazione della produzione di frutta e dei vigneti?

«Per quanto riguarda la frutticoltura, i tecnici informano che al momento la situazione è sotto controllo. I meleti sono mediamente irrigati e non si registrano particolari criticità. Le temperature molto elevate potrebbero rallentare la crescita delle mele, ma è ancora presto per capire se il caldo di queste settimane avrà effetti sulla produzione complessiva. La situazione sarà quindi monitorata con attenzione. Anche per i vigneti non si segnalano, al momento, particolari problemi produttivi nelle aree in cui è possibile garantire un'adeguata irrigazione. Lo stato sanitario delle vigne è buono, popillia japonica permettendo, e, allo stato attuale, il quadro complessivo del settore vitivinicolo resta positivo».