
AYMAVILLES (mes) C’è chi parte dalla Valle d’Aosta per trovare uno sbocco professionale all’estero e chi, dopo aver fatto esperienza in Europa, torna a casa con un’idea nuova per raccontarla. Lorenzo Alberti, 26 anni, di Aymavilles, ha seguito proprio questo percorso: da Aymavilles a Chambéry, fino a Valencia, tra studi, esperienze internazionali e lavoro nel settore alberghiero. E alla fine è tornato con lo sguardo rivolto alla sua terra d’origine, deciso a studiarne il patrimonio e a immaginare un modo diverso di valorizzarlo.
La sua tesi, nata durante il Master in Identificazione, Analisi e Gestione del Patrimonio Culturale all’Universitat de València, parte da una domanda semplice ma ambiziosa: come trasformare cultura, paesaggio, borghi, vino e tradizioni in un’esperienza turistica capace di vivere tutto l’anno, senza consumare il territorio ma contribuendo a renderlo più vivo? Il titolo: “I paesaggi del gusto in Valle d'Aosta. Pianificazione e valorizzazione del patrimonio gastronomico e vitivinicolo attraverso un itinerario culturale per lo sviluppo territoriale sostenibile e rigenerativo”.
Per il giovane di Aymavilles le esperienze all’estero hanno contato moltissimo. «Dopo aver frequentato l’istituto Corrado Gex di Aosta, indirizzo turistico, ho scelto l’Università della Valle d’Aosta. - racconta - Durante il secondo anno ho studiato a Chambéry, in Francia, mentre nel terzo ho svolto uno stage a Valencia. Sono state esperienze che mi hanno permesso di confrontarmi con realtà diverse e di sviluppare una dimensione internazionale. Dopo la laurea in Lingue e Comunicazione per l'impresa e il turismo ho lavorato per circa 2 anni nel settore alberghiero in Valle d’Aosta, soprattutto nel ricevimento e nell’attenzione al cliente. È stato importante conoscere il turismo anche dal punto di vista concreto, stando a diretto contatto con chi arriva nella nostra regione». Poi la decisione di tornare a Valencia. Perché? «A Valencia ero rimasto molto legato. Ho scelto il Master in Identificazione, Analisi e Gestione del Patrimonio Culturale perché sentivo il bisogno di specializzarmi e di unire la mia formazione turistica a una componente culturale e territoriale più forte». E la tesi è nata proprio da questo percorso.
«Un grande stimolo è arrivato dal direttore del Master, Jorge Hermosilla Pla, che ci ha incoraggiati a lavorare sui territori di provenienza. Per me è stato naturale scegliere la Valle d’Aosta. È il luogo in cui sono nato e cresciuto, a cui sono profondamente legato e che considero straordinario per la concentrazione di patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico in uno spazio relativamente piccolo». Lo spunto da cui è partito è stato: «Come valorizzare il nostro patrimonio senza concentrarsi esclusivamente sui periodi di maggiore affluenza turistica». «La destagionalizzazione è fondamentale. - riflette Lorenzo Alberti - Immagino un turismo capace di vivere durante tutto l’anno, ma senza arrivare alla massificazione e alla saturazione del territorio. La Valle d’Aosta dovrebbe puntare su un modello sostenibile e, ancora di più, rigenerativo: un turismo che non si limiti a consumare un luogo, ma che lasci qualcosa alle comunità che lo abitano. Da qui è nata l’idea di un itinerario culturale ed enogastronomico, un percorso che metta in relazione prodotti locali, vino, viticoltura eroica, borghi, castelli, paesaggio alpino e tradizioni. Non una semplice “strada del vino” o un itinerario gastronomico, ma un’esperienza capace di raccontare la Valle d’Aosta nella sua complessità e autenticità».
Per realizzarlo, secondo lo studente, però, serve una rete. «È un aspetto fondamentale. Credo sia necessario rafforzare la cooperazione tra pubblico e privato e creare occasioni di confronto permanenti tra viticoltori, produttori, guide, amministrazioni comunali, operatori turistici, enti regionali e associazioni. Solo mettendo insieme competenze e interessi diversi si può costruire una visione comune». Un altro elemento centrale del progetto è proprio lo storytelling. Per valorizzare un prodotto non basta mostrarlo: bisogna raccontare chi lo produce, perché esiste in quel territorio, quali sono le difficoltà e le conoscenze che si nascondono dietro una bottiglia di vino, un formaggio o una ricetta tradizionale.
L’obiettivo di Lorenzo Alberti adesso è quello rimanere in Valle d’Aosta e provare a trasformare quanto studiato in qualcosa di concreto. «Mi piacerebbe contribuire alla realizzazione di questa idea e, più in generale, lavorare per la valorizzazione del nostro territorio. - conclude - La Valle d’Aosta però non può essere pensata soltanto per chi viene a visitarla. Prima di essere una destinazione turistica è la casa di chi ci vive. Le comunità, i valdostani e le imprese locali devono essere i primi a beneficiare delle iniziative. Il turismo funziona davvero quando non rende un territorio soltanto più visitato, ma anche più vivo».
Alessandra Merlo