Davide Ronc è il nuovo presidente dell'Arev. "Si dia la giusta dignità al lavoro dell'allevatore"

Data pubblicazione 3 Giugno 2026
Davide Ronc da giovedì è il presidente dell’Association Régionale Eléveurs Valdôtains - Arev
Davide Ronc da giovedì è il presidente dell’Association Régionale Eléveurs Valdôtains - Arev
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AOSTA (qdn) «Una volta si diceva "braccia rubate all'agricoltura", come se lavorare la campagna non richiedesse alcuna capacità. Adesso per fare l'allevatore devi sapere usare il computer, gestire il rapporto con il pubblico, risolvere mille problemi. Le cose sono cambiate ed è giusto che chi fa il nostro mestiere sia valorizzato nel modo corretto. Sono le prime parole di Davide Ronc di Saint-Rhémy-en-Bosses che giovedì scorso, 28 maggio, è stato nominato a larga maggioranza presidente dell'Arev - Association Régionale Éleveurs Valdôtains durante la prima riunione del rinnovato direttivo. Su proposta proprio di Davide Ronc (che alle elezioni di 2 settimane fa era stato il più votato con 66 preferenze) sono stati scelti come vice presidenti Omar Tonino (presidente uscente) e Gilles Colli (che alle elezioni avevano raccolto 59 voti a testa). Fanno parte del direttivo anche Silvia Balicco, Marino Denarier, Clara Vout, Julien Treves, Elvis Perucchione, Erik Lavy, Fabrizio Alleyson, Christopher Abram, Paolo Dalbard e Alessandro Consol. Nel consiglio direttivo è infine presente il nuovo presidente della sezione ovina e caprina Giulio Malcuit (i vice presidenti della sezione ovicaprina sono Daniele Morzenti e Cristina Cornaz).

«Sono stato il più votato ma lo scarto di preferenze era ridotto. Quindi avevo detto al presidente uscente Omar Tonino che avrei appoggiato una sua eventuale ricandidatura alla presidenza se avesse voluto proseguire. Lui invece ha preferito cedere a me il testimone – spiega Davide Ronc, che era il vice presidente uscente e che fa parte del direttivo dell'Arev da 20 anni – Il mio lavoro proseguirà nel segno della continuità e la presenza di Omar Tonino come vice presidente in questo senso è significativa. I problemi da affrontare, d'altra parte, sono noti. A cominciare dai costi di produzione sempre più elevati. E poi la problematica dei predatori selvatici che non possiamo risolvere da soli. Il riferimento, naturalmente, è al lupo. Tra le mie priorità ci sarà la salvaguardia della nostra razza e delle nostre tradizioni – prosegue Davide Ronc – Dobbiamo tutelare i piccoli allevamenti che sono quelli che mantengono il territorio nelle zone più difficili, e io ne so qualcosa visto che lavoro tutto l'anno a 1.600 metri. Senza l'allevamento anche il turismo perderebbe molto del suo "appeal" in Valle d'Aosta. Ci impegneremo al massimo e mi fa molto piacere che all'interno del direttivo ci siano tanti volti nuovi. Fin dalla prima riunione si è notata la presenza di persone preparate e motivate, che potranno portare idee nuove»

Daniel Quey