AOSTA (mm4) La siccità dell’estate 2026 non ha causato problemi solamente agli alpeggi, con cali consistenti di produzione per le vacche in lattazione e discesa a valle dei capi anticipata di parecchi giorni. A subire le ripercussioni del caldo soprattutto di giugno e luglio sono stati pure i prati, tanto che la produzione di fieno denota un calo dal 30 al 40 per cento nel secondo taglio.
Insomma una situazione complicata, resa ancora più grave per gli allevatori che si sono già visti restituire i propri capi dai conduttori di alpeggio con largo anticipo e che devono per forza già pascolare il bestiame, con la previsione di utilizzare prima del previsto il fieno del primo taglio stoccato in vista dell’inverno.
Da alcune settimane il tema della siccità è al centro del dibattito del comparto agricolo e nei giorni scorsi l’assessore regionale competente Speranza Girod ha annunciato che verrà istruita la deroga a favore degli alpeggi, in particolare del carico minimo di bestiame in relazione ai giorni di permanenza in quota, in modo che chi ha dovuto rientrare prima a valle per cause di forza maggiore non venga penalizzato con la perdita dei contributi.
Lunedì 31 agosto il gruppo consiliare dell’Union Valdôtaine ha affrontato la questione ed è emersa la proposta di uno stanziamento straordinario di circa 5 milioni di euro per aiutare, con 150 euro a Uba, gli allevatori in relazione appunto alla perdita di foraggio. Una misura che ora dovrà essere condivisa con le altre forze della maggioranza in Consiglio Valle ma che sembra bene avviata.
Per il reperimento delle disponibilità finanziarie l’idea è quella di utilizzare parte dello stanziamento di 51 milioni di euro che verrà impegnato nella prossima variazione del bilancio della Regione, in approvazione nel Consiglio già convocato per mercoledì 23 e giovedì 24 settembre prossimi.