COGNE (mes) Il futuro di Valnontey torna ad animare il dibattito politico a Cogne. Durante l’ultimo consiglio comunale - giovedì scorso, 4 giugno - che prevedeva l’approvazione del Dip (Documento di indirizzo alla progettazione) per il rifacimento del ponte di Valnontey e degli argini a monte e a valle dell’attraversamento, il consigliere di minoranza - ed ex sindaco - Franco Allera ha presentato, con il suo gruppo Ensemble pour l’Avenir de Cogne, una risoluzione. Ha ripercorso le tappe seguite dopo l’alluvione e ha sollecitato l’Amministrazione a compiere scelte chiare e definitive sul progetto di riqualificazione della località. Nel suo intervento, Franco Allera ha ricordato come il confronto sia iniziato nel febbraio 2025, quando una ventina di residenti chiesero un incontro per fare il punto sui lavori e sulle prospettive di rilancio. Pochi mesi più tardi, lo studio Sertec elaborò un rendering che illustrava alcune possibili soluzioni per la ricostruzione e la riqualificazione dell’area. In quella sede emerse un elemento considerato centrale: l’incompatibilità dell’attuale collocazione del ponte con le esigenze di sicurezza idraulica. Una valutazione che, secondo il consigliere, sarebbe stata poi confermata da ulteriori approfondimenti tecnici e universitari.
La proposta illustrata dal gruppo di Allera prevede la realizzazione di un unico ponte, collocato tra l’attuale attraversamento e il Bar du Village, accompagnato da opere di difesa idraulica, una nuova piazza davanti alla chiesa, interventi di arredo urbano, aree verdi e ricreative, un sistema automatizzato per la gestione dei parcheggi e una complessiva riqualificazione dell’abitato. Da parte loro il sindaco Denis Truc e l’assessore Leonardo Imbimbo Roullet hanno evidenziato come, nella sostanza, la proposta della minoranza e il quadro esigenziale predisposto dall’Amministrazione convergano su gran parte degli obiettivi. La principale differenza riguarda la cosiddetta “soluzione B”, che contempla la realizzazione di due ponti (un ponte carrabile più a valle e una passerella pedonale nella zona del ponte attuale) e che, secondo la maggioranza, dovrà essere valutata dai tecnici nelle successive fasi progettuali.
«La scelta di stilare un quadro esigenziale è stata una scelta oculata e non il frutto di un’indecisione politica. - ha detto il sindaco Denis Truc - Offre uno sguardo più ampio, mentre il Dip che approviamo oggi si concentra su interventi più specifici. Anche perché i finanziamenti hanno destinazioni specifiche e prevedono una serie di requisiti richiesti dalla Protezione civile». Entrando nel merito del tema centrale della risoluzione, relativo all'ipotesi di realizzare uno o due ponti, il Sindaco ha precisato che il documento predisposto dall'Amministrazione individua una preferenza netta.
«La risoluzione vuol fare emergere l’idea che non abbiamo le idee chiare, ma leggendo il quadro esigenziale si comprende che abbiamo indicato l’opzione A, quella che prevede un solo ponte, come prioritaria. Non si lascia la scelta in mano al progettista, ma, visto che i soldi in ballo sono tanti, si inserisce una opzione B che ci tutela in caso le analisi idrauliche dovessero definire non percorribile l’opzione A».
Il confronto si è poi acceso nel botta e risposta tra il Sindaco e il capogruppo di opposizione. Per la minoranza, le risorse disponibili dovrebbero essere utilizzate per dare forma a un progetto organico e complessivo, capace di restituire a Valnontey non solo la sicurezza necessaria, ma anche una prospettiva di sviluppo e rilancio. L’obiettivo, ha sottolineato il capogruppo, è evitare che residenti e operatori economici siano costretti ad attendere ancora anni per vedere completata la rinascita della località. Franco Allera ha espresso forte preoccupazione, soprattutto alla luce dei 13,6 milioni di euro già trasferiti dalla Regione per gli interventi post-alluvione.
«Con quale coraggio - ha detto Franco Allera - il Sindaco potrà spiegare agli abitanti di Valnontey che verranno realizzati soltanto il ponte e le arginature, mentre l’intera riqualificazione urbana sarà rinviata a data da destinarsi?»
«Esprimersi così significa fare terrorismo. - ha replicato Denis Truc - Non possiamo permetterci di perdere questi finanziamenti per via di voli pindarici e per la presunzione di aver inserito in questo Dip più aspetti di quelli che possono essere finanziati. La vostra è una strumentalizzazione del nostro modo di portare avanti il lavoro, che è quello conforme alle regole».
Al termine della discussione, la risoluzione della minoranza è stata respinta con 10 voti contrari e 4 favorevoli. Il Consiglio ha quindi approvato il Dip, con 10 voti favorevoli e 4 contrari. Il prossimo passo sarà ora quello relativo alla messa a gara della progettazione degli interventi per un importo di circa 500 mila euro.
Alessandra Merlo