La ricorrenza verrà festeggiata domani, domenica 28, in piazza della Chiesa e poi a Skyway Monte Bianco

Courmayeur, l’Unità Soccorso e Ricerca da trent’anni al servizio della comunità

Data pubblicazione 1 Luglio 2026
I volontari dell’Unità di Soccorso e Ricerca di Courmayeur durante un’esercitazione
I volontari dell’Unità di Soccorso e Ricerca di Courmayeur durante un’esercitazione
3 minuti di lettura

COURMAYEUR (peb) Domani, domenica 28 giugno, a Courmayeur in piazza della Chiesa, e successivamente a Skyway Monte Bianco, verrà celebrato il 30esimo anniversario dell’Unità Soccorso e Ricerca, storica realtà del volontariato locale che da 3 decenni opera nel sistema valdostano di Protezione Civile. Una ricorrenza importante per un’associazione nata nel 1996 e diventata nel tempo un punto di riferimento nelle attività di soccorso, prevenzione e supporto alla popolazione ai piedi del Monte Bianco.

L’Unità Soccorso e Ricerca Courmayeur venne costituita ufficialmente il 17 giugno 1996 da Angelo Pergolini, Enrico Baldi, Dario Sannicolò, Mauro Maino e Stellio Federico Nelva, cui era giunto il prezioso sostegno del sindaco Ferdinando Derriard. Già nello stesso anno arrivò l’iscrizione al Registro regionale delle organizzazioni di volontariato della Valle d’Aosta, seguita nel 1997 dal riconoscimento del Dipartimento nazionale della Protezione Civile. Oggi il gruppo ha sede in via delle Volpi a Courmayeur e gli attuali componenti sono la presidente Nella Alina Borettaz, il suo vice nonché segretario e tesoriere Nicola Bergomi, il consigliere Giovanni Grobberio, Mattia Agazzini, Marco Agnelli, Claudio Bergomi, Riccardo Bergomi, Raul Gaglianone, Paolo Gatti, Antonella Grieco, Silvia Lugano, Alfredo Mazzola, Maggiorino Michiardi, Cristian Pisano, Dario Sannicolò, Sara Sannicolò e Giancarlo Telloli.

Fin dalla nascita, il gruppo ha operato in un contesto particolare e delicato come quello del comprensorio del Monte Bianco, dove l’attività di Protezione Civile richiede preparazione tecnica, conoscenza del territorio e capacità di intervento rapido. Nel corso degli anni i volontari hanno preso parte a esercitazioni, attività di ricerca persone disperse, supporto logistico durante emergenze e assistenza alla popolazione in occasione di eventi straordinari o situazioni di criticità.

Memoria storica del gruppo, Dario Sannicolò ricorda gli esordi: «Nella lunga vita associativa spiccano in particolare gli interventi su valanga, a Dialley e al Rifugio Elisabetta, su frana, al Mont de La Saxe e in Val Ferret a Le Pont e La Palud, le numerose ricerche di persone in quota e lungo il corso dei torrenti. A fianco, si è sviluppata la costante attività in seno alla Colonna Mobile della Protezione Civile Valdostana che ha visto l’intervento di personale e mezzi dell’Unità Soccorso e Ricerca nelle maxi emergenze in Italia ma anche in altri Paesi: dalla Missione Arcobaleno svoltasi in Albania tra maggio e luglio 1999 ai terremoti in Abruzzo nel 2009, in Emilia Romagna nel 2013 e nel Centro Italia nel 2016, sino alle Emergenze neve a Teramo nel 2017 ed alle devastanti alluvioni in Valle d’Aosta nel 2000, in Emilia Romagna e Toscana nel 2023, a Cervinia e Cogne nel 2024 fino all’incendio boschivo di Aymavilles nel 2023 e, lo scorso mese di febbraio, l’evacuazione di Rhêmes-Notre-Dame a seguito di una valanga».

Lo spirito che accompagna da sempre l’Unità Soccorso e Ricerca è quello del volontariato al servizio della comunità. Una missione che si è evoluta insieme alle esigenze della montagna moderna e ai nuovi scenari di rischio, dalla gestione delle emergenze meteo-idrogeologiche fino alle attività di monitoraggio e prevenzione.

«Impegno non trascurabile è stato poi richiesto per l’assistenza a eventi sportivi e pubblici di rilievo, - prosegue Dario Sannicolò - dal Tor des Géants alle Coppe del Mondo di Sci a La Thuile e Cervinia, oltre a competizioni ciclistiche e di mountain bike. Sono state decine le persone che hanno prestato gratuitamente la loro attività in seno all’associazione, guidata nel corso degli anni oltre che da me stesso dai presidenti Angelo Pergolini, Enrico Baldi, Gianni Allonzi, Giancarlo Telloli, Edy Ansermé, Adriano Vilardo, Sebastiano Crosio, Silvia Lugano e oggi Nella Borettaz. Un pensiero affettuoso e commosso non può infine non accompagnare quei volontari che sono deceduti nel corso degli anni: Alessio Allegri, Luigi D’Antoni e Gianni Agazzini».

Il trentennale rappresenterà dunque non solo un momento celebrativo, ma anche l’occasione per ripercorrere la storia di uomini e donne che, lontano dai riflettori, hanno dedicato tempo, formazione e professionalità alla sicurezza del territorio. Trent’anni vissuti accanto alla comunità di Courmayeur, in un legame costruito giorno dopo giorno attraverso presenza, disponibilità e senso di responsabilità.