MORGEX (mpl) Aveva un suo modo di porsi, autorevole, elegante nel suo impermeabile chiaro. Ettore Jaccod era l’uomo che amava le soluzioni, capace sempre di individuarle o di indurre qualcuno a farlo.
D’altronde risolvere i problemi dovrebbe essere il compito di ogni buon amministratore e Ettore Jaccod lo era senza dubbio, con il suo sorriso sotto gli occhiali che non ammetteva tante repliche e che invitava tutti, senza mezze misure, ad individuare il come e il quando.
Uomo dal carattere pratico, Ettore Jaccord era nato il 24 gennaio 1949, un lunedì, a Morgex, figlio di Tommaso e di Ottavia Pareyson, originaria di La Salle. Per gli studi aveva scelto di andare lontano dal paese che amava.
Ivrea negli anni Sessanta, grazie all’Olivetti, offriva il percorso da perito industriale e così lui lo completò, prima di trovare lavoro come ispettore del lavoro e, proprio in tale contesto, affinare la capacità di comprendere i problemi del settore, confrontato ai tanti cambiamenti nelle normative.
Cresciuto unionista, attivo nella sezione di Morgex, spesso critico sulle scelte del Mouvement ma non per questo assente dal dibattito, nel turbinio del 1968 aveva conosciuto a Courmayeur Giuseppina Capparella, che ogni estate saliva con la famiglia da Poggio Mirteto di Rieti. Nel 1975, dopo 7 anni di fidanzamento, il matrimonio con trasferta di amici e parenti sino al paese di lei e l’anno successivo la nascita della figlia Diana, seguita nel 1981 da Davide.
Fu nell’ambito dell’Ispettorato del lavoro che nacque l’amicizia con Roberto Vicquéry che lo volle al suo fianco come segretario prima all’Assessorato della Sanità, dal 1993, e poi in quello dell’Agricoltura, sino al 2005, ben 12 anni trascorsi per Ettore Jaccod in un ruolo molto suo, così abituato a risolvere una questione dopo l’altra da farsi apprezzare da tutti.
Nel frattempo, non poteva mancare l’attenzione per il suo paese e la sua Valdigne, dove si dedicava alla vigna di famiglia come socio conferitore alla Cave, oppure a realizzare i cesti di vimini che gli ricordavano un passato da mai dimenticare. Così fu vice sindaco a fianco dell’amico Guido Cesal, dal 1995 al 2000 e contemporaneamente presidente della Comunità montana Valdigne Mont Blanc: anche in questi 2 incarichi la sua capacità di ragionare e di cercare soluzioni pratiche fu fondamentale per creare dialoghi, iniziative e portare a termine progetti.
Con la pensione e la fine delle varie esperienze amministrative in Regione, Comunità montana e Comune, non si è fermato, scegliendo il carcere di Brissogne per diventare volontario, nell’ascolto e nel consiglio. Un impegno nel quale Ettore Jaccod ha investito tanto, curioso come era di conoscere mondi nuovi e mentalità diverse, sempre rispettoso delle opinioni altrui.
Lo stesso approccio che ha tenuto nei confronti del male, fino a sabato quando si è spento all’Hospice del Beauregard, con vicini i suoi cari. Poi il ricordo bellissimo di tutti coloro che lo hanno conosciuto, a cominciare dalla sua gente, di Morgex e della Valdigne. Lunedì pomeriggio una folla lo ha atteso per accompagnarlo in chiesa e poi per salutarlo ancora una volta, l’ultima.