INTANTO DA GIOVEDÌ SCORSO, 6 AGOSTO, È STATA DISPOSTA LA RIAPERTURA DIURNA DELLA STRADA PRINCIPALE

La minaccia del ghiacciaio di Planpincieux si abbatte sui conti. Tra gli esercenti della Val Ferret cali fino al quaranta per cento

Data pubblicazione 12 Agosto 2026
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COURMAYEUR (peb) A 3 settimane dalle misure di protezione civile per l’improvvisa accelerazione dello scivolamento del ghiacciaio di Planpincieux (fino a 80 centimetri al giorno), la strada comunale della Val Ferret riapre. Nelle scorse settimane si sono verificati diversi crolli di porzioni, oltre a una fusione continua, quindi complessivamente il volume ora è minore. La velocità di scivolamento è cambiata poco - lo zero termico in quota non consente il rigelo notturno - però tra crolli di porzioni di ghiaccio e scioglimento della fronte, in buona sostanza non ci sono più 450 mila metri cubi di ghiaccio che rischiano di collassare.

Con l’ordinanza firmata giovedì scorso, 6 agosto, dal sindaco Roberto Rota, la viabilità della Val Ferret torna verso la normalità. Il provvedimento dispone che i giorno - dalle 7.30 alle 21 - il traffico veicolare (comprese le biciclette) in salita verso Planpincieux utilizzi la strada alternativa della Montitta, con senso unico alternato; il traffico in discesa verso La Palud utilizzi di nuovo la strada comunale principale, con senso unico in discesa. Di notte restano le limitazioni degli ultimi 20 giorni: dalle 21 alle 7.30 la strada comunale è chiusa al traffico pedonale e veicolare dal bivio della Montitta a Planpincieux ed è utilizzabile solo il tracciato alternativo della Montitta. Resta in vigore anche il divieto di transito, pedonale e veicolare, lungo la strada interpoderale per Rochefort e il coprifuoco per gli immobili che si trovano nella zona rossa e in quella gialla.

Un’estate difficile

È una delle cartoline più conosciute della Valle d’Aosta, meta ogni estate di migliaia di escursionisti, famiglie e appassionati di montagna. Ma quest’anno la Val Ferret si trova a convivere ancora una volta con una situazione eccezionale che riguarda il ghiacciaio del Planpincieux. L’accelerazione del suo movimento nelle scorse settimane ha fatto scattare le misure di Protezione civile previste per lo scenario di rischio più elevato, con una serie di limitazioni alla viabilità e all’accesso nella valle. Il fenomeno non rappresenta una novità assoluta: già negli ultimi anni, soprattutto durante i mesi estivi, l’innalzamento delle temperature ha favorito un aumento della velocità di scorrimento del ghiacciaio, rendendo necessario attivare i protocolli di sicurezza. Le misure interessano principalmente l’area di Planpincieux. Inevitabilmente la situazione modifica le abitudini di chi vive e lavora qui e richiede ai visitatori una programmazione diversa rispetto agli anni passati.

«I primi giorni di chiusura totale della Valle sono stati una vera e propria mazzata. - riferisce Ferruccio Salluard, titolare del ristorante Mont Dolent di Lavachey, a circa 5 chilometri da Planpincieux - Tutto è iniziato giovedì 16 luglio alle 16, quando è scattata l’allerta rossa della Protezione civile ed è stata disposta la chiusura totale al traffico. Il problema, però, si è aggravato la mattina successiva, il 17 luglio, quando tutti i randonneurs del Tour du Mont Blanc si sono ritrovati al piazzale Monte Bianco di Courmayeur senza la possibilità di salire per proseguire verso la Svizzera. Da sabato 18 luglio, quindi, i permessi di salita sono stati estesi agli autobus di linea e ai clienti che comunicavano la targa alle varie strutture, così da poter parcheggiare nei posteggi privati. Mercoledì 29 luglio, grazie all’intervento del sindaco Roberto Rota, che tengo a ringraziare, con la nuova ordinanza la Val Ferret è stata riaperta fino al raggiungimento dei 285 posti previsti. - prosegue Salluard - Oggi è possibile salire dalla Montitta, dove è stato istituito un senso unico alternato regolato da semaforo; tuttavia la strada è molto dissestata e si formano code sia in salita al mattino sia in discesa alla sera. Sono venuti anche gli assessori regionali Giulio Grosjacques e Davide Sapinet per verificare la situazione, ma l’unica soluzione che vedo al momento sarebbe quella di sistemare definitivamente la Montitta, così da garantire un accesso più fluido. Gli autisti degli autobus stanno facendo miracoli e a loro vanno i miei complimenti. Siamo un po’ demoralizzati perché registriamo un calo del 40 per cento, ma sappiamo che il Comune è informato di tutto, che si sta impegnando molto e che la questione è oggetto di confronto. È una situazione complicata ormai da anni.»

«Non abbiamo registrato una grande penalizzazione, perché i nostri clienti si sono organizzati comunicando le targhe e sono comunque riusciti a raggiungere la Val Ferret. - commenta Christel Berthod, contitolare del ristorante La Retze, a circa un chilometro da Planpincieux - Il problema principale, però, resta la strada della Montitta: il fondo è in condizioni molto precarie e alcune auto hanno riportato anche danni importanti. A questo si aggiungono i rallentamenti del traffico, con lunghe attese soprattutto la sera in discesa, ma anche al mattino in salita. Rispetto allo scorso anno abbiamo comunque avuto meno clienti, sia perché non c’era passaggio perché fino all’ora di pranzo non si vedeva nessuno sia perché credo che il motivo sia più generale: quest’estate si c’è meno gente anche a Courmayeur e questo inevitabilmente si è fatto sentire anche da noi.»

Novità dell’estate 2026 in Val Ferret è il nuovo corso del Club des Sports di Planpincieux, che ha riaperto sabato 18 luglio dopo il passaggio di testimone dalla storica gestione di Franco Caramello a quella del giovane imprenditore Jacopo Aglietta.

«Abbiamo inaugurato sabato 18 luglio, esattamente due giorni dopo la chiusura della Val Ferret. - racconta il neo titolare Jacopo Aglietta - Ovviamente nei primi giorni abbiamo visto poca gente, ma fin da subito è stata data la possibilità di salire con il sistema di registrazione delle targhe e i clienti dei ristoranti hanno ricominciato ad arrivare. In molti inizialmente non sapevano ancora che la valle fosse nuovamente accessibile, ma con il passare dei giorni abbiamo visto un graduale ritorno dei visitatori anche da noi. Certamente il passaggio lungo la strada della Montitta può comportare qualche disagio e un po’ di attesa al semaforo, ma è un piccolo prezzo da pagare per poter tornare a vivere una valle splendida come la Val Ferret in estate. L’aspetto più importante è che sia nuovamente fruibile in condizioni di sicurezza, perché la sicurezza viene prima di tutto. Una volta arrivati quassù, il paesaggio ripaga ampiamente anche qualche minuto di coda. Al momento siamo aperti tutti i giorni dalle 9 alle 17 e stiamo registrando un buon riscontro: oltre alle attività già presenti, come minigolf, ping-pong, giochi per bambini e noleggio bici, abbiamo ampliato l’offerta con una proposta più orientata allo sport, con trekking notturni e social ride, iniziative che stanno riscuotendo un ottimo apprezzamento.»

Sempre a Planpincieux si trova lo storico hotel e ristorante Miravalle.

«Sono ormai 3 settimane che conviviamo con questa situazione e, al momento, registriamo un calo degli incassi di circa il 30 per cento. - spiega il titolare Marco Belfrond - Tra il senso unico alternato, che crea rallentamenti, e il timore legato al ghiacciaio, molti clienti rinunciano a salire in Val Ferret. Io stesso ho delle difficoltà per andare a fare la spesa a Courmayeur. A questo si è aggiunta la gestione dell’emergenza meteo di martedì: in via precauzionale è stato limitato l’accesso alla valle, sospesa temporaneamente la salita dei mezzi pubblici e predisposte misure di sicurezza fino al termine della fase di maltempo prevista. Fortunatamente il temporale non ha interessato la zona, a differenza di quanto successo a Cervinia, e la situazione è tornata rapidamente alla normalità, ma nel frattempo abbiamo perso clienti e prenotazioni. Comprendiamo che la sicurezza debba essere la priorità assoluta e che le decisioni siano state assunte anche in considerazione del perdurare del rischio legato al ghiacciaio, un rischio che permane dal 2019. Tuttavia, per il futuro auspichiamo che, quando possibile, le misure siano calibrate in modo proporzionato al rischio effettivo, perché provvedimenti di questo tipo hanno conseguenze economiche importanti e rischiano di trasmettere un’immagine della valle che scoraggia i visitatori anche nei giorni successivi.»

Prima estate anche per la Locanda Belvedere di Planpincieux, guidata da fine 2025 dall’imprenditore Mauro Orlandelli.

«La stagione estiva si sta rivelando soddisfacente. - dichiara Orlandelli - Il pubblico ci sta seguendo e dando soddisfazione e sta riconoscendo la qualità della nostra proposta. Abbiamo lavorato molto bene a giugno e abbiamo scoperto che esiste un turismo internazionale che frequenta il Monte Bianco che non solo è numeroso ma molto attento. La chiusura della strada a luglio con l'allerta ghiacciaio ci ha poi molto penalizzato, ma speriamo che si risolva almeno per la parte centrale di agosto dove aspettiamo il ritorno della nostra clientela».

La sicurezza deve restare la priorità assoluta e nessuno ha messo in discussione le misure adottate quando il rischio lo richiede. Il desiderio condiviso è piuttosto quello di individuare al più presto una soluzione che consenta di convivere con questa situazione, tutelando al tempo stesso le persone, la fruibilità della valle e il lavoro delle attività che, soprattutto durante la stagione estiva, vivono grazie ai visitatori.

Arabella Pezza

  • Christel Berthod contitolare del ristorante La Retze, a circa un chilometro da Planpincieux,
    Christel Berthod contitolare del ristorante La Retze, a circa un chilometro da Planpincieux,
  • Marco Belfrond titolare dell’hotel e ristorante Miravalle
    Marco Belfrond titolare dell’hotel e ristorante Miravalle
  • e Jacopo Aglietta nuovo gestore del Club des Sports di Planpincieux
    e Jacopo Aglietta nuovo gestore del Club des Sports di Planpincieux
  • La coda che si è formata mercoledì scorso
    La coda che si è formata mercoledì scorso