COURMAYEUR (peb) «La storia dell’Auberge de la Maison l'abbiamo scritta grazie e con voi.» Con queste belle parole Alessandra Garin ha celebrato davanti a tanti ospiti e soprattutto amici il compleanno del suo prezioso hotel, «un giovane 30enne » come lo ha definito, non dimenticando di sottolineare come «abbiamo collaboratori che sono con noi dal 1996 e ne siamo orgogliosi».
I 30 anni dell’Auberge de La Maison sono diventati l’occasione per raccontare una storia che, in realtà, è iniziata molto prima del 1996. Lunedì scorso, 29 giugno, giorno dedicato ai Santi Pietro e Paolo, la rinomata struttura di Entrèves ha festeggiato l’anniversario con “La Grande Table du Village”, una tavola lunga 50 metri che ha attraversato il borgo ai piedi del Monte Bianco, con una mise en place bellissima e sontuosi addobbi floreali, riunendo 150 persone legate simbolicamente alla filosofia dell’Auberge: fare dell’ospitalità un’esperienza di condivisione e di profondo legame con il territorio.
La storia dell’Auberge de La Maison, però, affonda le proprie radici negli anni Cinquanta, quando la famiglia Garin, con Filippo e la moglie Esterina Vaudois, iniziò ad accogliere i primi turisti, contribuendo allo sviluppo turistico di Entrèves e di Courmayeur. Prima nell’estate del 1951 al Belvedere in val Ferret, poi dall’anno seguente all’Hotel della Brenva quindi aprendo nel 1965, in occasione dell’inaugurazione del traforo del Monte Bianco, La Maison de Filippo. Da quell’importante tradizione familiare nacque, nel 1996, il progetto dell’Auberge de la Maison: non semplicemente un albergo, ma appunto una casa capace di far sentire ogni ospite parte di un luogo.
In questi 30 anni la struttura è cresciuta senza mai perdere la propria identità, seguendo la filosofia del suo fondatore Leo Garin. Gli spazi si sono ampliati, i servizi si sono evoluti e l’area benessere è diventata uno dei punti di forza dell’offerta, mantenendo però intatto il carattere di dimora alpina. Legni antichi, camini accesi, tessuti ricercati, oggetti della tradizione e la costante presenza del Monte Bianco hanno costruito un’identità riconoscibile, lontana dal lusso ostentato e vicina, piuttosto, a quello dell’autenticità. Una filosofia racchiusa nel concetto di “Refuge du Bien Vivre”.
Una tappa significativa di questo percorso è arrivata lo scorso anno con il riconoscimento della quinta stella, approdo naturale di una crescita costruita nel tempo attraverso la qualità dell’accoglienza, la cura dei dettagli e un servizio sempre più orientato all’eccellenza. Oggi l’Auberge è guidato con un’esemplare professionalità da Alessandra Garin, terza generazione della famiglia, che continua a sviluppare il progetto nel segno della continuità e dell’innovazione. «Trent’anni non rappresentano un traguardo, ma una tappa. L’Auberge continua a guardare al futuro con la curiosità e l’entusiasmo di chi sente di avere ancora molto da costruire, insieme alle persone che ogni giorno ne fanno parte», ha ricordato Alessandra Garin durante la serata celebrativa, che la forte pioggia ha trasferito all’interno della struttura, con il taglio finale della torta che ha coinvolto tutti gli abitanti di Entrèves, per celebrare la storia di una famiglia che ha trasformato l’accoglienza in una cultura, contribuendo a fare di Courmayeur una destinazione di eccellenza.