COURMAYEUR (peb) Tradizioni, memoria e ricordi sono il fil rouge di «Les Badochys de Courmayeur - 70 ans de mémoire en mouvement», la mostra fotografica che viene inaugurata oggi, sabato 18 luglio, alle 18 al Jardin de l'Ange, primo appuntamento delle celebrazioni dedicate ai settant'anni dello storico gruppo folkloristico di Courmayeur.
La mostra resterà visitabile fino a venerdì 21 agosto e si svilupperà come un percorso diffuso tra il centro del paese e i villaggi, trasformando Courmayeur in una galleria a cielo aperto.
Fondati nel 1956, Les Badochys sono diventati negli anni uno dei simboli più autentici dell'identità culturale della Valdigne.
«Il gruppo è stato fondato da alcuni giovani di Courmayeur con l'intento di salvaguardare le tradizioni e valorizzare la musica popolare. - ricorda l'attuale presidente Marta Borettaz - Il costume femminile, però, ha origini ancora più antiche: risale agli anni Trenta, quando la principessa Maria José del Belgio, futura e ultima regina d'Italia, soggiornò a Courmayeur in occasione del viaggio di nozze con Umberto II. L'abito venne impreziosito con il pizzo di Cogne, il grembiule di seta e gioielli ispirati a Casa Savoia. Quello maschile, invece, richiama le uniformi delle truppe napoleoniche che attraversarono la Valle d'Aosta all'inizio dell'Ottocento. Oggi stiamo vivendo una fase molto positiva: contiamo una cinquantina di componenti tra adulti e "Petits Badochys", nati negli anni Ottanta grazie a mia madre Daniela Scalvino e a Giorgio Gialdrone. Attraverso danze e musiche partecipiamo alle principali manifestazioni popolari, arrivando anche in Sicilia, con l'obiettivo di custodire un patrimonio fatto di gesti, tradizioni e memoria collettiva, coinvolgendo anche i più giovani e le scuole. È un'eredità che non guarda al passato con nostalgia, ma continua a rinnovarsi grazie a chi la vive ogni giorno e la proietta nel futuro.»
È proprio questa l'idea che anima il progetto fotografico firmato da Ricardo Vitorino Espinheira, fotografo di Courmayeur, chiamato a raccontare il gruppo con uno sguardo lontano dall'immagine tradizionale del folklore: «Avevo già organizzato una mostra fotografica a Lisbona, nel 2002, e questa è la mia prima in Valle d'Aosta. - racconta Ricardo Espinheira - Avevo già collaborato con Courmayeur Turismo e ci eravamo trovati molto bene, così mi hanno coinvolto in questo progetto. Tra lo scorso inverno e l'inizio della primavera ho lavorato a questi scatti, cercando di raccontare la tradizione con uno sguardo più moderno e un po' fuori dagli schemi.»
Nei suoi scatti, infatti, i Badochys indossano gli abiti storici, ma si muovono nella quotidianità contemporanea: pattinano al Courmayeur Sport Center, giocano a golf, percorrono la Val Ferret, frequentano le piste da sci e i luoghi della vita di tutti i giorni. Il costume diventa così un ponte tra epoche diverse, capace di ricordare che l'identità non appartiene soltanto ai giorni di festa, ma accompagna la comunità nella sua quotidianità.
«Questa mostra fotografica vuole essere un tributo ai 70 anni dei Badochys, ma anche l'occasione per raccontare chi siamo davvero: una comunità con una storia ben definita, capace di intrecciare folclore, territorio e memoria, anche in un'epoca segnata dalla terza rivoluzione digitale. - commenta l'assessore al turismo Simone Casale Brunet - Oggi il vero lusso risiede nelle tradizioni più autentiche, che abbiamo scelto di condividere con uno sguardo nuovo, attraverso immagini insolite ma profondamente rappresentative della nostra comunità. Questo progetto è stato possibile con il sostegno del Consiglio Valle e grazie alla collaborazione di Courmayeur Turismo e dell'amministrazione con Skyway Monte Bianco, Courmayeur Mont Blanc Funivie e tutti gli operatori che hanno scelto di mettersi a disposizione per realizzarlo.»
L'inaugurazione è accompagnata da una loro esibizione, seguita da un momento di dialogo dedicato alla storia del gruppo e al suo ruolo nella conservazione del patrimonio immateriale locale. Ad arricchire il percorso, la Biblioteca comunale ospita l'opera «L'amour en tete - L'Amoù én téiha» dell'artista valdostana Chicco Margaroli, realizzata per il settantesimo anniversario e ispirata alla tradizionale cuffia femminile del costume locale.
Arabella Pezza