COURMAYEUR (peb) Due giornate nel segno dei sapori, delle tradizioni e della biodiversità alpina. Si è conclusa domenica scorsa, 6 settembre, la 26esima edizione de Lo Matsòn, che quest ’anno ha dedicato il proprio racconto alle “Botaniche Alpine”, portando nel cuore di Courmayeur produttori, artigiani, aziende agricole e appassionati di enogastronomia valdostana.
Il momento centrale è stato il tradizionale mercato della domenica, che ha animato le vie del centro dalle 9 alle 18.30, con i banchi dei produttori e numerose occasioni di incontro, degustazione e vendita diretta. Attorno al mercato si è sviluppato un programma più ampio, fatto di atelier, masterclass, incontri e appuntamenti dedicati alle erbe spontanee, ai fiori, alle radici e alle piante officinali, protagoniste dell’edizione 2026.
Tra le esperienze più particolari c’è stata “La Tavola Segreta”, organizzata sabato 5 settembre nella natura della Val Veny. Il luogo preciso è stato comunicato soltanto alla vigilia ai partecipanti, mantenendo fino all’ultimo la sorpresa. Una quarantina di persone si sono ritrovate attorno a un’unica grande tavola, in un contesto immerso nel paesaggio alpino, per un pranzo curato da Mimosa Milano e con un allestimento botanico firmato Haus of Ninja.
«Lo Matsòn è una delle manifestazioni che meglio raccontano l’identità di Courmayeur: non soltanto un mercato, ma il ritratto della nostra montagna attraverso i suoi prodotti, le persone che li realizzano in una filiera cortissima e un ambiente alpino sempre più fragile, che proprio grazie a questi produttori viene curato e custodito. - riferisce l’assessore al Turismo Simone Casale Brunet - In un mondo sempre più omologato, il vero lusso è l’autenticità. Il tema delle Botaniche Alpine ci ha permesso di dare a tutto questo una lettura contemporanea, in dialogo tra natura, cultura, gastronomia e creatività. E mi rende orgoglioso che per la prima volta accanto ai 70 espositori abbiano partecipato una trentina di operatori di Courmayeur - ristoranti, bar, hotel e commercianti - ciascuno con una propria declinazione de Lo Matsòn. È un modo per costruire un turismo sempre più attento alla qualità dell’esperienza e alla scoperta autentica del territorio, capace di generare valore per chi ci visita e, insieme, per la comunità che quel territorio lo custodisce».
Arabella Pezza