Skyway protagonista del docufilm ArchitetturaAlpinA, progetto sull’architettura di montagna che diventa cinema

Data pubblicazione 19 Marzo 2025
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COURMAYEUR (fci) Un progetto unico: per la prima volta, 10 Ordini degli Architetti, da tempo riuniti nell’Associazione Architetti Arco Alpino (AAA), con il progetto cinematografico d’autore ArchitetturAlpinA esplorano lo scenario alpino italiano lungo un arco di 1.200 chilometri e 52mila chilometri quadrati per identificare buone pratiche architettoniche e progettuali contemporanee in grado di incidere positivamente sul territorio e migliorare la qualità della vita delle persone e delle comunità alpine.

Le riprese di ArchitetturAlpinA sono state affidate alla regista Francesca Molteni-Muse Factory Projects che intende osservare, documentare e raccontare, soprattutto attraverso la voce di chi vive queste trasformazioni, un’opera che ognuno dei 10 Ordini Architetti alpini, da Cuneo a Udine, ha selezionato.

Le 10 realizzazioni - nelle quali abitanti, lavoratori, studenti, turisti, amministratori pubblici, vecchie e nuove generazioni, nuovi mestieri e mestieri della tradizione trovano altrettanti esempi di qualità architettonica, di rispetto e valorizzazione territoriale e comunitario nei quali investire per il proprio futuro - spaziano dal ventre delle montagne alla cima dei giganti perennemente innevati, dalle Cozie alle Giulie.

Storie che raccontano di scuole innovative, di recupero di intere borgate, della restituzione di spazi pubblici, riqualificazione di alpeggi, cave-teatro, infrastrutture futuristiche che sono frutto di lungimiranza, partecipazione, processi condivisi, sinergie interprofessionali, partenariati virtuosi, progettazione attenta e rispettosa dei luoghi.

Il progetto selezionato per il territorio della Valle d’Aosta è «La funivia del Monte Bianco e Skyway: due approcci diversi alla fruizione della montagna». «È stato selezionato in seno al nostro territorio Skyway, - spiega Sandro Sapia, presidente dell’Ordine degli architetti valdostano - perché si tratta di un progetto complesso che non riguarda solamente la realizzazione di una semplice funivia, seppur spettacolare, ma la creazione di un’esperienza che modifica l'approccio alla fruizione della montagna, che diventa quinta scenografica arricchendosi di ulteriori usi e attività (il museo, il cinema, il ristorante)».