
AOSTA (zgn) All’anagrafe era stato registrato come Gerlando Presti, ma tutti lo chiamavano Gino. Era un gran lavoratore. Tanto che nella sua vita è stato cameriere, appena quindicenne, quindi operaio alla Cogne e successivamente fabbro per poi decidere di mettersi in proprio come falegname e restauratore di mobili. Una trentina di anni fa, infatti, aprì il suo laboratorio “Arte e Restauri” a La Grenade di Sarre, poi chiuso a metà degli anni 2000, quando scoprì di avere anche un’anima da commerciante che lo portò a fare la spola tra Aosta e Brescia. In questa città aveva allestito in un capannone un mercatino dell’usato dove si poteva trovare di tutto: dai soprammobili ai lampadari fino alle riproduzioni in vetroresina a grandezza naturale di animali.
Primogenito di 6 fratelli, Gino Presti venne alla luce il 31 dicembre 1962 a Haunstetten, un quartiere meridionale di Augsburg, in Germania, entrato a far parte della città nel 1972 durante la riforma amministrativa della Baviera. Il padre Salvatore di Aragona nell’agrigentino siciliano, aveva trovato lavoro come metalmeccanico e aveva lasciato l’Italia con la moglie Bernardina Brogna, calabrese di San Giorgio Morgeto. Poi la famiglia di trasferì ad Aosta, prima in via Près des Fossés e poi in viale Europa.
Gino Presti si sposò nel 1989 con Felicita Chentre che gli diede Carlo nel 1993, Claus nel 1996 e nel 2010 Priscilla. Oltre al lavoro e all’amore per la sua famiglia, Gino Presti era un grande appassionato di musica, cucina, mobili e arredamento.
Nel 2020 gli fu diagnosticato un male incurabile. Lunedì 7 si è spento all’età di 63 anni all’Ospedale di Aosta. L’ultimo saluto nella chiesa di Porossan giovedì scorso, 10 settembre, dove don Ivano Reboulaz ha celebrato le esequie ricordando che i suoi valori erano il rispetto, l’amicizia e la famiglia. Lascia anche i fratelli Toti, Peppi e Fabrizio.