AOSTA (gre) Il detto «più negozi ci sono e più gente c’è» trova conferma anche ad Aosta. Con la chiusura - una decina di giorni fa - del Carrefour Market di corso Battaglione Aosta, il commercio della zona ha cominciato a sentire preoccupanti contraccolpi. Conti alla mano, lo affermano i titolari di vari negozi presenti nelle vicinanze del Carrefour, orfani a quanto pare di un consistente numero di clienti non più attirati dallo storico supermercato.
«Sì, lo abbiamo subito notato che qui passa meno gente, - afferma Angela Visentin, titolare del negozio di fiori l’Orchidea - chi andava a fare la spesa al Carrefour adesso non si vede più e se a questo aggiungiamo che molti residenti della zona sono partiti per le ferie, il tutto crea una situazione negativa. Io spero che si faccia avanti qualcun altro e che il market possa riaprire, anche se ho letto che il locale avrebbe bisogno di grossi lavori di ristrutturazione. Quindi non so quale possa essere il suo futuro».
Meno passaggio meno incassi? «Eh già, questo si nota nella chiusura della sera quando si tirano i conti». È pessimista pure El Shafy Mahamoud, con la sua kebaberia Sesamo che apre le sue vetrine proprio di fronte all’ingresso dell’ex supermarket: «Rispetto a prima c’è molta meno gente, soprattutto la mattina. Questa chiusura ha influito negativamente anche sul commercio della via e secondo il mio punto di vista, il calo di passaggi è cominciato già prima, quando la gente ha saputo che il market avrebbe chiuso i battenti. Noi abbiamo la nostra clientela fissa ma si tratta di persone di passaggio che magari dopo aver comprato il pane al market, si fermavano al mio negozio per portare a casa un kebab o una pizza. Ecco, questi non ci sono più. Speriamo dunque che possa riaprire magari con un altro marchio».
Pure per Ketty Sandon di Tuttocapsule il calo di gente si nota soprattutto la mattina. «Non c’è più il movimento di tutti i giorni - racconta - e questo è un po’ il sentito comune confermato anche dagli incassi a chiusura negozi dove i conti sono in ribasso rispetto a pochi giorni fa. Noi fortunatamente non ne abbiamo risentito molto perché abbiamo una clientela affezionata, però mi auguro che possa riaprire un esercizio di richiamo che possa riattivare il circolo di clientela».
Pengyu He, titolare di Casa Felice è di poche parole: «Grosso calo di gente, meno passaggio, meno potenziali clienti e quindi meno incassi, l’ho notato subito. Anche io ero cliente del Carrefour perché aveva dei buoni prezzi ed è davvero un peccato che abbia chiuso».
Stessi problemi al vicino Bar K2, storico locale riaperto nel febbraio scorso e gestito adesso dalla cooperativa Quadrifoglio. «Sicuramente il calo di gente ha influito per noi di una riduzione del lavoro del 50 per cento, - dice Luisa Garofalo dietro al bancone - perché la posizione era comoda per i clienti del supermercato, soprattutto per gli anziani pensionati che potevano farsi un caffè al prezzo di 1 euro, forse gli unici a farlo ad Aosta, quindi un punto di riferimento per il quartiere e per coloro che non avendo un’auto si spostavano a piedi. Tutto questo ha significato calo di cappuccini, croissant e caffè perché il Carrefour portava un bel giro di gente, anche turisti italiani e stranieri. Era un mercato di città, quindi con la sua chiusura, fine di tutto e devo dire che è un bel guaio. Per portare qui di nuovo la gente bisognerà reinventarsi» conclude Luisa Garofalo.
Roberto Guscelli