Elezioni comunali, il Consiglio di Stato respinge il ricorso di Giovanni Girardini

Data pubblicazione 10 Giugno 2026
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AOSTA (zgn) Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del candidato sindaco Giovanni Girardini con vice Sonia Furci - sostenuti da Forza Italia, La Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia e Lega Vallée d’Aoste - relativo alle elezioni comunali di Aosta. La sentenza, pubblicata lunedì 1° giugno, ha confermato in via definitiva l’esito del ballottaggio di domenica 12 ottobre scorso, stabilendo che Raffaele Rocco e Valeria Fadda restano rispettivamente sindaco e vice sindaco della città. Giovanni Girardini aveva impugnato la sentenza con cui venerdì 30 gennaio il Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta aveva ritenuto valido il risultato del ballottaggio a favore dei candidati della coalizione formata da coalizione Rev, Stella Alpina, Partito Democratico, Pour l’Autonomie e Union Valdôtaine. Il Consiglio di Stato ha respinto l’Appello, ritenendo infondate o inammissibili le censure proposte e confermando quindi la legittimità dell’esito elettorale.

«Il Comune ha operato correttamente»

«La sentenza conferma la piena correttezza dell’operato dell’Ente e degli uffici comunali nello svolgimento delle procedure elettorali, - evidenzia una nota del Comune di Aosta - riconoscendo la regolarità delle operazioni poste in essere in tutte le fasi della consultazione». Per il Comune di Aosta questo pronunciamento «Rappresenta un riconoscimento chiaro del lavoro svolto con rigore, trasparenza e correttezza dagli uffici comunali nell'espletamento di una procedura particolarmente delicata e rilevante per la vita democratica cittadina. La decisione contribuisce inoltre a chiudere una fase di incertezza, restituendo piena stabilità al quadro istituzionale e amministrativo». L’Amministrazione comunale esprime pertanto «Apprezzamento per il lavoro svolto dagli uffici e da tutto il personale coinvolto nelle operazioni elettorali, il cui operato è stato confermato anche in sede di giudizio di secondo grado. L’esito della sentenza valorizza il corretto funzionamento della macchina comunale e il rispetto delle regole a presidio della trasparenza, della regolarità delle procedure e della volontà espressa dagli elettori».

Sulla vicenda intervengono pure il segretario politico di Pour l’Autonomie Aldo Di Marco e il presidente Marco Carrel che ribadiscono «L’importanza di ogni singolo componente della coalizione per raggiungere un risultato che rimane molto risicato. Proseguiremo la nostra azione, lavorando a sostegno della maggioranza da cui attendiamo risposte concrete ai bisogni della nostra città alpina e chiediamo sempre maggiore ascolto e collaborazione con la minoranza consiliare che si è dimostrata in questa prima fase di legislatura costruttiva e propositiva». Secondo Aldo Di Marco e Marco Carrel «L’esito del Consiglio di Stato deve permetterci di lavorare per unire tutti e affrontare al meglio le sfide che ci attendono».

Giovanni Girardini: «Siamo la voce dei cittadini»

Dal canto suo Giovanni Girardini, appresi i contenuti della sentenza che respingono il suo ricorso, lunedì scorso ha ammesso che «Oggi non è un bellissimo giorno, né per me, né per la mia squadra che mi ha sempre sostenuto e ci ha creduto fino in fondo. E' arrivata la sentenza del Consiglio di Stato che pur ritenendo legittimo il ricorso lo rigetta. Lasciando così le cose come stanno, 6 voti differenza tra la nostra lista e la lista Rocco-Fadda, che continuerà a governare la città». Giovanni Girardini aggiunge: «Loro probabilmente ora staranno gioendo e stappando bottiglie di champagne, non so il motivo per cui si debbano stappare bottiglie con 6 voti di differenza, ma hanno vinto e bisogna rendere l’onore delle armi, come si suol dire, e riconoscere che anche per un voto si vince. E che quindi tocca a loro governare la città». Giovanni Girardini conclude con un appello ai suoi elettori: «Quello che vorrei dire a tutti coloro che ci hanno creduto tanto e hanno creduto che Aosta, che al Comune di Aosta potesse esserci un cambio di sistema, e che hanno creduto insieme a me e alla mia squadra che il sistema Valle d’Aosta è malato e deve cambiare, è che dobbiamo accettare la sentenza perché i giudici sono i giudici e bisogna rispettare quello che hanno deciso. Ma allo stesso tempo vorrei rassicurare tutti che dall’opposizione noi continueremo a essere la vostra voce, che continueremo a portare avanti le vostre istanze e fare in modo che questa maggioranza governi meglio di come farebbe se non ci fossimo noi all’opposizione».

Le motivazioni della sentenza

Il Consiglio di Stato, esaminando i contenuti del ricorso di Giovanni Girardini, osserva che «Non è condivisibile l’assunto con cui parte appellante deduce che, in presenza di uno scarto di soli 15 voti, il principio del favor voti avrebbe imposto un’interpretazione estensiva della validità della scheda elettorale». A tal proposito, i giudici precisano che «Ferma la rilevanza e centralità del suddetto principio, lo stesso non può trovare applicazione differenziata (e potenzialmente disparitaria) a seconda dell’entità dello scarto fra i candidati». Ne deriva che la sentenza respinge la critica mossa alla dichiarazione di inammissibilità per «Carenza d’interesse» delle doglianze su un numero residuale di schede, «Che gli stessi appellanti indicano in numero di 9». E ciò perché «Dalla stessa prospettazione di parte appellante» si evince «Come alcun vantaggio la stessa potrebbe ricavare dall’accoglimento delle richiamate censure, inidonee a sovvertire l’esito della competizione elettorale e perciò effettivamente non sorrette da alcun interesse». In merito alla dichiarazione del rappresentante di lista sulla qualificazione come bianche di 7 schede in un ufficio elettorale, i giudici sottolineano l’esigenza che gli elementi «Sulla cui base vengono sollevate le censure siano sufficientemente precisi e circostanziati, e che le censure non abbiano carattere esplorativo, come nella specie, nell’assoluta incertezza (stante il carattere meramente ipotetico dell’assunto) sull’esistenza del vizio e della sua entità». I giudici definiscono, inoltre, non «Suscettibile di favorevole apprezzamento» la circostanza segnalata nel ricorso di un irregolare trasferimento delle schede votate alla sezione 35, in quanto consegnate alla Polizia municipale invece che direttamente dal Presidente - accompagnato dalle Forze dell’Ordine -, e le presunte numerose irregolarità e incompletezze nella compilazione dei verbali di scrutinio di alcuni uffici elettorali. «Quanto al profilo di censura inerente all’irregolare trasmissione delle schede votate all’Ufficio elettorale numero 35, - si legge nella sentenza - è sufficiente osservare l’irrilevanza dell’episodio contestato ai fini della integrità e legittimità delle operazioni elettorali». E i giudici aggiungono: «Emerge che l’irregolarità compiuta si risolve a ben vedere nel non avere la Presidente percorso il tragitto dall’Ufficio elettorale al Polo per lo scrutinio a bordo della medesima vettura delle Forze dell’Ordine, insieme con i plichi, (....) pur avendo la stessa Presidente consegnato i plichi agli incaricati di Polizia Locale, nonché raggiunto costoro per la consegna finale delle schede al Polo centralizzato; ciò in un contesto ove i detti plichi erano rimasti del resto sempre nella sorveglianza delle Forze dell’Ordine ed erano risultati integri».

Per quanto concerne il secondo episodio contestato «Non vale a esprimere tuttavia, di per sé, ragioni circostanziate e utili, in termini sostanziali, a rendere inattendibili gli accertamenti dell’esito elettorale, né a fornire indizi concreti circa la sussistenza d’irregolarità materiali tali da compromettere effettivamente l’attendibilità dei risultati della votazione, arrestandosi la critica allo stadio del “metodo” seguito, come rifluente sui possibili controlli, senza fornire elementi evidenziali direttamente inerenti agli esiti delle operazioni compiute, né denunciare vizi sostanziali di tale rilevanza da inficiare l’intero procedimento di scrutinio posto in essere, e quindi assumendo la doglianza portato esplorativo e generalizzato».

  • Il sindaco Raffaele Rocco
    Il sindaco Raffaele Rocco
  • Il consigliere Giovanni Girardini
    Il consigliere Giovanni Girardini