IL SINDACO RAFFAELE ROCCO DOPO LE ANALISI: «I PRIMI RISULTATI SONO FAVOREVOLI»

Emergenza acqua potabile, da bollire in diverse zone. «Approfondimento necessario per individuare la causa»

Data pubblicazione 2 Settembre 2026
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AOSTA (fci) "I primi risultati sono favorevoli per Escherichia coli e batteri coliformi, ma sono ancora parziali e devono essere completati con gli esiti relativi agli enterococchi. È quindi giusto considerarli un primo segnale positivo, senza abbassare il livello di attenzione". Lo riferisce il sindaco di Aosta Raffaele Rocco, in relazione alla contaminazione dell'acqua per uso domestico, in alcuni pozzi della città. "Gli interventi di disinfezione sono stati rafforzati, - riferisce - sono stati installati 4 cloratori e sono in corso ulteriori controlli sugli impianti e sulla rete. È inoltre importante precisare che nessuna analisi ha evidenziato contaminazioni di natura chimica".

Il Sindaco del capoluogo precisa che "l'ordinanza resta comunque in vigore e deve essere rispettata con scrupolo fino a quando il quadro analitico e le valutazioni sanitarie non consentiranno di revocarla. Parallelamente agli interventi immediati, Sev-Services des Eaux Valdotâines dovrà proseguire l'approfondimento necessario per individuare la causa e definire le misure capaci di prevenire nuovi episodi. Continueremo a rendere pubblici gli esiti e le attività svolte".

Dai controlli finora effettuati emerge un problema esclusivamente microbiologico. Nessuna delle analisi condotte sul territorio di Aosta, infatti, ha evidenziato contaminazioni di natura chimica.

Gli esiti sugli enterococchi intestinali sono attesi per oggi sabato 29 e solo quando saranno disponibili anche questi risultati e sarà completato il quadro dei controlli potrà essere effettuata, insieme all’Usl, una valutazione complessiva della situazione.

Il pozzo di Montfleury e dei serbatoi di Pont d'Avisod, Tramail, Excenex, Arpuilles, Talapé e Bornyon risultano contaminati. Resta in vigore l'ordinanza - di giovedì - del sindaco Raffaele Rocco che prevede l'obbligo di bollitura in diverse zone del comune, tra cui la parte collinare e precollinare, fino a Excenex e Entrebin e compresi alcuni tratti di via Parigi, una parte di Porossan, il Quartiere Dora, corso Ivrea e le vie limitrofe, e, a ovest, regione Mont Fleury e parte di via Piccolo San Bernardo.

Obbligatorio bollire l'acqua del rubinetto e la precauzione vale per ogni tipo di consumo umano: alimentazione, lavaggio di frutta e verdura, igiene orale, biberon per i neonati. Non è la prima volta che accade: lunedì 3 agosto il divieto aveva interessato alcune zone di Porossan.

Problema simile riscontrato a Saint-Christophe - dove è stato disposto l'obbligo di bollitura in alcune zone - una delle ipotesi è che la siccità abbia indebolito la portata delle sorgenti a monte.

"Le famiglie, gli anziani, i commercianti e tutti coloro che, per la seconda volta in poche settimane, devono riempire pentole, bollire l'acqua e domandarsi se quella che esce dal rubinetto sia sicura. Governare una città significa garantire prima di tutto i servizi essenziali. E l'acqua potabile non è un dettaglio, non è una concessione e non è materia da propaganda: è un diritto fondamentale". Lo afferma il commissario regionale di Fratelli d'Italia, Walter Musso, in relazione alla non potabilità dell'acqua in diverse zone di Aosta. "Altro che un piccolo inconveniente: mezza città - spiega - è nuovamente senza acqua potabile e senza sapere per quanto tempo durerà questa situazione".