Aosta

Aveva insegnato al Liceo Classico e a quello Scientifico di Aosta, fu direttore della Fisaorchestra

Giancarlo Muzzolon: professore, musicista e pittore

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Giancarlo Muzzolon aveva 74 anni
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AOSTA (zgn) La cornice dell’epigrafe è un pentagramma costellato di note e in alto a destra, sopra la foto sorridente di Giancarlo Muzzolon, campeggia la sua frase preferita, un’esortazione che ripeteva ai suoi cari ma anche agli amici e agli studenti: «Vogliatevi bene». Un messaggio che nella sua semplicità racchiude il senso di una vita, perché tutti coloro che hanno conosciuto Giancarlo Muzzolon lo ricordano come una persona empatica, dolcissima, profonda e dotata di una rara intelligenza.

È stato per anni insegnante di italiano, latino e greco al Liceo classico e poi al Liceo scientifico di italiano e storia ma anche musicista, direttore d’orchestra e pittore: Giancarlo Muzzolon amava l’arte e ha sicuramente lasciato un segno nel mondo culturale valdostano. Dopo una lunga malattia neurodegenerativa si è arreso al destino sabato scorso, 12 luglio, nella Casa di riposo J.B. Festaz. Aveva 74 anni, nato ad Aosta il 15 giugno 1951, figlio unico di Arturo, operaio alla Cogne, e Maria Pol, sarta, entrambi di origini venete.

Nel 1974 aveva conseguito la laurea in Lettere moderne all’Università di Torino e nel 2005 il diploma in Strumentazione per banda al Conservatorio Giuseppe Verdi del capoluogo piemontese. Tuttavia la passione per la musica che nutriva Giancarlo Muzzolon affondava le radici nella sua infanzia, dato che a 8 anni studiava già la fisarmonica nella scuola del Cral Cogne. Era un allievo particolarmente dotato, tanto che divenne prima fisarmonica della Fisaorchestra della Valle d’Aosta per poi assumerne la direzione quando venne a mancare il suo maestro, Berto Berti, ruolo che mantenne fino allo scioglimento dell’ensemble avvenuto nel 1997.

Giancarlo Muzzolon fece parte pure del Coro Polifonico di Aosta però le sette note non erano l’unica forma artistica in cui si cimentava. Infatti era anche un apprezzato pittore che aveva una cifra stilistica molto personale: dipingeva con tecnica a olio e ad acquerello paesaggi valdostani, veneziani e veneti, porte e serrature nonché fiori, in particolare ninfee.

I funerali molto partecipati sono stati celebrati da don Giuliano Albertinelli lunedì 14 luglio nella Cattedrale di Aosta. Oltre alla moglie Miriam Mariotti, alla quale era legato dal 2007, che lo ha assistito amorevolmente sino all’ultimo e che in chiesa ha letto una struggente lettera di addio, lascia il figlio Gianluca che ha ereditato dal papà la passione per la musica, dato che è secondo violoncello dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Al Tempio crematorio, per l’ultimo saluto, si sono riuniti gli ex componenti della Fisaorchestra per un commovente omaggio musicale a quello che resterà per sempre il loro Maestro.