Oltre ottocento firme per chiedere al Consiglio Valle di intervenire sul Comune per il ritiro della variante urbanistica

Il Comitato Quartiere Dora Verde: «Depositata la mozione contro il nuovo centro commerciale»

Data pubblicazione 16 Settembre 2026
Il prato del Quartiere Dora ad Aosta dove è prevista la costruzione del nuovo centro commerciale
Il prato del Quartiere Dora ad Aosta dove è prevista la costruzione del nuovo centro commerciale
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AOSTA (zgn) Martedì scorso, 8 settembre, il Comitato Quartiere Dora Verde ha depositato ufficialmente alla Segreteria del Consiglio Valle la petizione popolare sottoscritta da 823 cittadini. «Con questo atto formale, i firmatari chiedono con forza al Consiglio Valle di farsi promotore di un’interlocuzione con il Comune di Aosta per il ritiro della variante urbanistica e l’apertura di un confronto reale e trasparente con i residenti del Quartiere Dora, le associazioni di categoria del commercio e le realtà locali. - precisa una nota - L’obiettivo è individuare per l’area una destinazione che risponda alle vere priorità della città: nuove abitazioni a prezzi accessibili, spazi verdi e di aggregazione o servizi di prossimità realmente utili, dicendo un fermo “no” all'insediamento di un’ulteriore grande struttura di vendita».

Il deposito delle firme giunge all’indomani del documento con cui Augusta Investimenti, società proprietaria dei terreni, ha difeso pubblicamente il progetto che prevede la sostituzione degli alloggi con un supermercato a marchio Coop. «Il Comitato accoglie favorevolmente il dibattito pubblico, - prosegue la nota - ma ritiene doveroso fare chiarezza su alcuni argomenti e numeri presentati dall'azienda che non trovano riscontro nei documenti ufficiali del Comune di Aosta consultabili fino a giovedì 24 settembre. Augusta sostiene che non costruire le case previste sia un “favore” al quartiere per evitare di sovraccaricare scuole e asili nido. Tuttavia, la deliberazione comunale d’adozione giustifica lo stesso stop alla residenzialità con motivi opposti, citando presunti rischi per la salute dovuti alla vicinanza dell'acciaieria Cogne. Una contraddizione evidente tra chi dice che “c'è troppa gente” e chi sostiene che “è pericoloso viverci”».

Il Comitato Quartiere Dora Verde aggiunge che «Augusta Investimenti parla di un risparmio di cemento confrontando il nuovo progetto con 6.513 metri quadrati residenziali e 1.918 metri quadrati direzionali. Peccato che la Deliberazione del Consiglio comunale numero 112 del 22 luglio scorso indichi per il progetto del 2012 tutt'altri numeri ufficiali (3.296,84 metri quadrati residenziali e 1.316,62 metri quadrati direzionali), praticamente dimezzati rispetto a quelli dichiarati dal privato».

Il Comitato Quartiere Dora Verde inoltre sostiene che «Non corrisponde al vero che tutti gli enti abbiano espresso un “sì” definitivo. Arpa Valle d'Aosta (nota del 3 dicembre 2025) ha richiesto integrazioni fondamentali su rumore ambientale e rocce da scavo mai pervenute dopo mesi, con il Comune che ha deciso di procedere ugualmente rinviando la questione al permesso di costruire».

Il Comitato Quartiere Dora Verde osserva poi che «Presentata come un “servizio di prossimità”, la struttura prevista è in realtà un supermercato di quasi 2.500 metri quadrati di superficie di vendita: circa 9 volte il limite massimo (250 metri quadrati) fissato dalla normativa regionale per gli esercizi di vicinato».

In merito ai terreni ceduti, il Comitato Quartiere Dora Verde calcola che «Dei 4.000 metri quadrati che verrebbero ceduti gratuitamente al Comune, oltre 900 metri quadrati - già acquisiti a titolo gratuito dalla città nel 2018 - tornerebbero in mano ai privati. Il guadagno netto per la collettività risulta quindi ampiamente ridimensionato rispetto a quanto sbandierato».

Il Comitato Quartiere Dora Verde infine precisa: «Non chiediamo ai cittadini e alle istituzioni di crederci sulla parola, ma di andare a verificare di persona i documenti ufficiali e le delibere pubbliche. Chiediamo rispetto per i residenti e per il futuro di questa area. Con 823 firme chiediamo alla Regione e al Comune di fermare questo progetto, di ascoltare i cittadini e di scegliere la strada di un quartiere con meno cemento, più verde e servizi reali per le famiglie».