«OCCASIONI DI INCONTRO E COLLABORAZIONE CON ALTRE REALTÀ ARTIGIANALI, ITALIANE E STRANIERE»

La Foire d’été chiude le manifestazioni estive dedicate all'artigianato. Bilancio positivo sia per gli organizzatori che per gli espositori

Data pubblicazione 12 Agosto 2026
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Bilancio positivo per le manifestazioni estive dedicate all'artigianato valdostano, che a partire da sabato 18 luglio hanno animato il centro storico di Aosta. Il programma ha preso avvio con la 73ª Mostra-Concorso, allestita nel padiglione di piazza Chanoux, che ha esposto 191 opere appartenenti alle diverse tipologie della produzione artigianale, dalla scultura all'intaglio, dalla tornitura alla lavorazione della pietra, fino alla ceramica e al vetro. Per la prima volta la rassegna si è ispirata a un tema generale, «Scene di una vita in un villaggio di montagna valdostano ».

Nei giorni successivi ha aperto le porte l'Atelier des Métiers, dedicato agli artigiani professionisti: 46 espositori che hanno fatto conoscere e apprezzare il proprio savoir-faire, con un flusso costante di visitatori nelle diverse giornate di apertura.

Grande partecipazione anche per le altre 2 iniziative: «Tornitori senza Confini – Incontro tra Tradizioni, Territori ed Evoluzione della Tornitura», che ha riunito tornitori valdostani, di altre regioni italiane e stranieri in giornate di esposizione e dimostrazioni dal vivo, e ORSOFF, giunto alla sua quarta edizione, che ha portato il dialogo tra arte e artigianato lungo il percorso tra la chiesa di Santa Croce e la collegiata dei Santi Pietro e Orso, con spazi espositivi, laboratori, visite guidate.

A chiudere il calendario - sabato scorso, 1° agosto - la 57ª Foire d'été, che con circa 400 artigiani partecipanti e le numerose iniziative organizzate - dal riconoscimento delle essenze ai laboratori per bambini, dalla sfilata degli antichi saperi all'annullo filatelico, fino alla tradizionale corsa delle botti - ha regalato una giornata di festa.

« L’affluenza di pubblico registrata a tutti gli eventi conferma quanto l'artigianato valdostano sappia ancora affascinare ed emozionare. - ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Luigi Bertschy. - Quest'anno abbiamo voluto compiere un passo ulteriore, ponendoci l'obiettivo di creare occasioni di incontro e collaborazione con altre realtà artigianali, italiane e straniere: il percorso è iniziato con la tornitura, grazie al confronto tra artigiani valdostani, del resto d'Italia, francesi e svizzeri, e la nostra intenzione è di estenderlo negli anni a venire anche ad altre tipologie di produzione. Inoltre, con iniziative come ORSOFF, apriamo le nostre manifestazioni anche all'incontro con altre forme d'arte, convinti che il dialogo tra artigianato e arte sia un ulteriore terreno fertile di crescita culturale».

AOSTA (mye) La Foire d’été - sabato scorso, 1° agosto - ha portato allegria e sottolineato le passioni e le amicizie degli artigiani partecipanti. Diversi hanno presentato assieme la domanda, per avere lo stesso banco oppure essere vicini durante la giornata.

In via Sant’Anselmo, spiccano le magliette personalizzate degli amici Enri Belli e Piero Remondaz di Morgex e Roberto Abruzzino di Courmayeur. «Siamo in Fiera da 22 anni - racconta Enri Belli, che è accompagnato dal figlio Federico - Vicino alla mia officina a Morgex, ho un piccolo atelier: ci troviamo due volte a settimana. Abbiamo seguito assieme la scuola di scultura del maestro Florindo Padula, mancato nel 2021».

Gli stili si sono poi evoluti. Piero Remondaz predilige i lavori a motosega e i pinetti, Roberto Abruzzino si dedica alla scultura più tradizionale, dove emerge un uso del colore che viene dalla sua attività di pittore. Infine, Enri Belli realizza delicate stelle alpine ed espone anche una curiosa pipa a forma di totem colorato.

Si lascia ispirare dalle sue passeggiate Ezio Dejanaz di Châtillon. La sua ultima creazione, le «pecore snob», va a ruba. «Li ho chiamati “I signori della Tour Néran”, perché è lì che ho visto le pecore che mi hanno dato l’idea» racconta Dejanaz, in Fiera dal 2003. «Era la fine di gennaio del 2024 - prosegue - Qualche giorno dopo la Fiera di Donnas, passeggiavo sotto la Tour Néran e mi sono imbattuto in un gruppo di pecore. Giravano a coppie, io parlavo e davo loro erba, mi davano l’idea di una festa ai tempi degli Challant». Dalla loro aria un po’ snob sono nate le sculture con testa di pecora e, spesso, il maglione di lana, tutti intagliati nel legno.

È invece la prima partecipazione alla Foire per Manuela Cruscolo di Aosta. Ha portato il suo nuovo telaio a 4 licci per mostrare la lavorazione della canapa. «Avevo seguito un corso con Les Tisserand e ho comprato il telaio - racconta Manuela Cruscolo - Poi ho conosciuto diverse persone di Lou Dzeut e ho cominciato a lavorare la canapa. Mi è venuta l’idea di mischiare Valgrisenche e Champorcher, così nella canapa creo inserti in cotone o in lana Rosset, colorata con tinte naturali da cipolla e corteccia di melo e di ciliegio».

Dai cestini «alla valdostana», di cui è stato maestro nelle scuole di Antey-Saint-André e Saint-Christophe, Bruno Boch è passato a creazioni originali in vimini, come resistenti portavasi e piccole recinzioni modulabili. «Da quando avevo 14 anni ho sempre creato cesti - racconta Bruno Boch, classe 1948, che nel 2017 ha ricevuto il Premio Nozze d’Oro con la Fiera, per i suoi 50 anni di partecipazione - ora presento anche nuove creazioni, utili per abbellire i balconi o creare aiuole».

Lidia Frassy di Sarre partecipa da 15 anni alla Fiera con l’amica Marina Repetto Quart, con cui allestisce il banco. «Avevamo seguito il corso di vannerie a Sarre con Nadia Marquis e poi Diego Bollon - ricorda - Marina ora realizza casette per gli uccellini, io ho invece portato cesti valdostani e moderni, con salici decorticati e il caratteristico colore bianco. Abbiamo realizzato anche ciotoline e cucchiaini per decorazione».

Silvia accompagna la sorella Anna Vallomy, 23 anni di Lillianes, e la aiuta a promuovere le sue creazioni in cuoio lavorato, nel primo anno di partecipazione alla Fiera. «Quando studiavo all’Institut agricole - racconta Anna - ho partecipato a un corso facoltativo. Ho poi creato i collari per le campane, per le mucche dell’azienda di mio papà Carlo. Poi, navigando su Internet, ho trovato altre ispirazioni».

Sul suo banco si trovano quindi originali portachiavi, con il posto per l’accendino, e poi agende, portamonete, portadocumenti, borse, e anche braccialetti ed elastici per capelli.

È la prima volta in Fiera anche per Angelo Ronconi di Châtillon, che in via Croce di Città ha il banco vicino all’amico Daniel Pinet, sotto l’osservazione del maestro Manuel Baravex da cui hanno imparato per 4 anni. «Possiamo dire di essere “amici di sgorbia” - scherza Angelo Ronconi - Abbiamo portato alcuni pezzi realizzati nella scuola, poi ci siamo lanciati in altre creazioni originali. Ho portato i miei galletti rivisitati, di ogni dimensione, ma sempre con gli occhioni. Prima dipingevo, mi piace il surrealismo».

C’è tutta la famiglia di Nadia Jacquemet di Aosta, ad aiutarla a promuovere i suoi lavori al chiacchierino. «Ho imparato a 10 anni da mia mamma Alma Rossetti, che ora ne ha 96 - racconta Nadia, insegnante della scuola primaria in pensione - Imparare il punto base è difficile, meglio iniziare da piccoli. Ho cominciato a creare orecchini per mia nuora Valentina Artigli. Dopo averne ricevuti 30 paia mi ha iscritto alla fiera».

La corsa delle botti

Come da qualche anno a questa parte, la Foire estiva propone una parentesi goliardica con la corsa delle botti, manifestazione semisportiva che ha messo di fronte sei diverse squadre di artigiani e addetti ai lavori della fiera, che si sono sfidati in una doppia manche sul rettilineo di avenue Conseil des Commis.

La gara femminile ha visto il successo del team Enjoy Events, composto da Chiara Pjollaj e Giulia Bich, che in 1’54”13 hanno vinto sulle ceramiste dell’Atelier des Métiers Chantal Godio e Silvia Fiore (2’32”54).

Al maschile successo per i giovanissimi di Gignod Pietro Marcato ed Elvis Marcato, che in 1’28”38 hanno superato il mobiliere Fabio Cornaz con lo scultore Peter Trojer (1’30”09) e Claudio con Luca Ferrari (1’35”06), padre e figlio artigiani della pietra ollare. Fuori dal podio in 1’35”89 Cedric Cunéaz e Cedric Noussan.

Elena Meynet

 

 

 

  • Da sinistra Roberto Abruzzino, Federico Belli ed Enri Belli;
    Da sinistra Roberto Abruzzino, Federico Belli ed Enri Belli;
  • Ezio Dejanaz,
    Ezio Dejanaz,
  • Manuela Cruscolo,
    Manuela Cruscolo,
  • Bruno Boch
    Bruno Boch
  • e Lidia Frassy
    e Lidia Frassy
  • Silvia (a sinistra) accompagna la sorella Anna Vallomy,
    Silvia (a sinistra) accompagna la sorella Anna Vallomy,
  • Angelo Ronconi
    Angelo Ronconi
  • e Nadia Jacquemet
    e Nadia Jacquemet
  • I partecipanti alla corsa delle botti
    I partecipanti alla corsa delle botti