
AOSTA (gre) Negozi che chiudono e non vengono sostituiti da nuove attività, sia in centro che in prima periferia. Perché il commercio aostano è sprofondato in una crisi senza fine?
«Il tema del costo degli affitti è sicuramente uno di quelli più impattanti rispetto alla desertificazione che stiamo osservando. - dichiara l’assessora comunale allo Sviluppo economico e Attività produttive Simonetta Salerno - In molti casi i canoni richiesti non sono più compatibili con le condizioni del mercato e con la sostenibilità di un’attività commerciale. Capita quindi che i proprietari preferiscano mantenere chiusi i loro locali piuttosto che rivedere le proprie richieste. E’ una scelta legittima sul piano privato ma che ha ricadute evidenti sul piano collettivo: vetrine abbassate, spazi inutilizzati, minore attrattività e problemi di decoro urbano con vetrine che nel corso degli anni si presentano in condizioni di incuria, sporche o disordinate contribuendo a rendere la città meno bella. Su questi aspetti serve un cambio di approccio, basato sul dialogo ma anche sulla ricerca di strumenti che incentivino un utilizzo attivo degli spazi».
Come intervenire, allora? «Le abitudini di consumo non sono più quelle di un tempo. - risponde l’assessora Simonetta Salerno - Oggi fare commercio richiede capacità di aggiornarsi, innovare e leggere il mercato. Spesso manca anche una visione chiara su quali categorie merceologiche possano funzionare davvero ad Aosta: si aprono attività senza una strategia. La sfida è accompagnare il commercio verso modelli più solidi, competitivi e sostenibili. Servono competenze, specializzazione, qualità dell’offerta e spesso anche una presenza digitale che integri il negozio fisico».
Ma non è solo il centro storico a soffrire, anche in altre zone della città si moltiplicano le attività che chiudono. Si può addebitare tutto questo solo alla crisi economica, alla grande distribuzione, alle vendite online o c’è altro, come ad esempio la cattiva gestione dei parcheggi? «Non tutte le zone di Aosta stanno registrando chiusure indiscriminate. - precisa l’assessora Simonetta Salerno - Dove c’è collaborazione tra operatori, attenzione alla qualità e un rapporto forte con la clientela, il commercio riesce ancora a reggere. Attribuire tutto esclusivamente alla crisi economica, alla grande distribuzione o alle vendite online sarebbe riduttivo. Accanto alle politiche pubbliche, resta fondamentale investire sulla qualità di prodotto e di servizio, sulla costruzione di un’identità forte e sulla capacità di attrarre e fidelizzare una clientela consapevole. Sul tema dei parcheggi è giusto fare una riflessione onesta. Oggi molte persone non sono più abituate a spostarsi a piedi e tendono a valutare un’attività in base alla comodità immediata».
Cosa può fare l’Amministrazione per ridare linfa al commercio? «Abbiamo già iniziato a lavorare in modo concreto. - annuncia l’assessora Simonetta Salerno - Abbiamo convocato le associazioni di categoria in prima Commissione, perché il commercio si rilancia solo se si ascolta chi lo vive ogni giorno. L’obiettivo del Comune è quindi contribuire alla definizione di misure realistiche e concretamente applicabili, evitando soluzioni calate dall’alto e lavorando, insieme alla Regione, su politiche che rendano questi settori nuovamente sostenibili e attrattivi per le nuove generazioni. Inoltre la partecipazione del Comune di Aosta alla cabina di regia istituita dalla Regione è un passaggio politico di grande rilevanza, in cui confidiamo molto. La Regione ha dimostrato di voler assumere un ruolo di coordinamento strategico mettendo attorno allo stesso tavolo enti locali, portatori di interesse e competenze diverse, superando finalmente interventi frammentati e non comunicanti».
Roberto Guscelli