AOSTA (ces) Mercoledì scorso, 11 giugno, ai Giardinetti di Sant’Orso ad Aosta, si è tenuta una festa speciale, commovente e piena d’affetto: numerosissimi genitori e bambini si sono stretti in un grande abbraccio per salutare due colonne storiche della Scuola Materna San Giuseppe: la maestra e coordinatrice Marina Garbolino e la maestra Francesca Minissale. Un momento di gioia collettiva, di memoria e riconoscenza, per due donne che hanno accompagnato generazioni intere con dedizione, passione e sensibilità.
Un saluto alla maestra Francesca Minissale
Il pensionamento ha coinvolto anche la maestra Francesca Minissale, amata da bambini e genitori per il suo spirito giocoso, la capacità di sorridere anche nelle difficoltà e l’ironia con cui ha saputo avvicinarsi a ogni bambino. Nonostante alcune fatiche di salute, è tornata il prima possibile dai suoi piccoli alunni, e durante la festa li ha abbracciati uno ad uno, regalando a tutti la sua solita allegria. Un’educatrice dal cuore grande, che ha saputo trasformare la fragilità in forza e la fatica in sorriso.
Marina: oltre l’apparenza, un cuore immenso
A fianco a lei, la maestra Marina Garbolino, punto di riferimento indiscusso della scuola, ha ricevuto un tributo corale per una vita dedicata all’ educazione e alla cura profonda dei bambini. Chi la conosce superficialmente può pensare che Marina sia una persona molto seria, persino severa. E in parte lo è: precisa, rigorosa, responsabile, ha sempre preteso molto da sé stessa e dato l’esempio con il proprio comportamento. Ma chi ha avuto la fortuna di andare oltre l’apparenza ha scoperto un’anima straordinariamente buona, relazionale, leale e affettuosa.
Marina ama stare in compagnia, ma soprattutto ama le relazioni vere. Quando crede in qualcuno, ci mette tutto: cuore, tempo, anima. La sua serietà è solo il segno di quanto prende sul serio la vita, le persone e il proprio lavoro. E dietro quella prima impressione, c’è una donna che fa ridere, emozionare, cantare, e stare bene.
Una cris1iana nei gesti, non solo nelle parole
Marina ha incarnato i valori cristiani non con discorsi, ma con i fatti. Sempre pronta ad aiutare chi era in difficoltà, a prendersi cura dei più fragili, a sostenere bambini e famiglie con una dolcezza silenziosa ma potente. Se un bambino arrivava con il grembiule rovinato, ci pensava lei. Se una famiglia aveva problemi economici, ci pensava lei. Senza mai far pesare nulla, con la grazia di chi ama senza bisogno di farsi notare. «È stata un Vangelo vissuto: – commentano i genitori – una maestra che ha evangelizzato con La pazienza, il sorriso e La cura quotidiana».
Un amore per la Valle e per tutti i suoi abitanti
Hanno portato avanti progetti culturali per insegnare ai bambini la storia e la geografia della loro terra: dal Monte Emilius alle leggende del Monte Bianco, ogni cima, ogni borgo, ogni personaggio storico è diventato canzone, gioco, scoperta. Con il progetto “Le Tor des Petits”, hanno fatto esplorare 35 montagne valdostane attraverso un libro-percorso illustrato e musicale, frutto del lavoro condiviso con i bambini. Un’opera che oggi vive anche fuori dalla scuola, nelle librerie e biblioteche della regione. Hanno promosso l’uso del francese e del patois, valorizzando le lingue locali, e hanno costruito ponti culturali con le famiglie straniere appena arrivate in Valle, offrendo accoglienza vera, fatta di ascolto e attenzione. «Nessuno è mai stato escluso: Marina ha saputo far sentire tutti a casa» assicurano i genitori.
Una guida per tutti
Marina ha coordinato il team delle maestre con competenza e rispetto, valorizzando ogni collega e ha raccolto e onorato l’eredità di Suor Isabella, creando una continuità profonda e spirituale che ha reso unica la Scuola San Giuseppe. Ora che Marina e Francesca si avviano verso una nuova fase della vita, la comunità scolastica non può che dire grazie. Grazie per le canzoni, i sorrisi, gli abbracci, le idee, la serietà, l’ironia e l’amore seminato con pazienza giorno dopo giorno. «Grazie, Maestre. Per aver dato radici forti ai più piccoli. – è il pensiero comune a tutti coloro che le hanno conosciute – Per aver creduto nell’educazione come gesto d’amore. Per aver reso, tutti, un po’ migliori».

