AOSTA (mye) Mercoledì scorso, 19 marzo, la Biblioteca regionale “Bruno Salvadori” ad Aosta ha ospitato la conferenza della storica dell’arte Sandra Barberi intitolata “Palazzo Roncas, la splendida dimora del barone rampante aostano”. L’introduzione è stata a cura della dirigente della Struttura Patrimonio storico-artistico Viviana Maria Vallet, che ha annunciato: «Abbiamo concluso in questi giorni l’ultimo intervento di restauro degli elementi decorativi di Palazzo Roncas, grazie a nuovi fondi reperiti l’anno scorso».
Un primo intervento era stato effettuato negli anni 1986-1992 dai restauratori Achille Gallarini e Maria Gabriella Bonollo di Nus e un nuovo restauro, resosi necessario per arginare i danni da infiltrazioni dai tetti, aveva avuto una lunga progettazione, dal 2011 al 2016, ed era iniziato nel 2019.
Ricostruendo la storia di Pierre-Léonard Roncas, Sandra Barberi ha evidenziato che «Faceva parte della nuova nobiltà di toga, impegnata nell'esercizio di cariche amministrative, che nel ducato sabaudo affianca e sostituisce, a partire dalla fine del XVI secolo, l'antica nobiltà di spada. Nipote di un macellaio e figlio di un medico, scala rapidamente tutte le tappe della carriera di funzionario di corte, fino a diventare nel 1603 primo segretario di Stato».
Nel 1596 è nominato pari del regno di Savoia e nel giro di una decina di anni otterrà il titolo di barone di Châtel-Argent e di Saint-Pierre. All’inizio del Seicento Pierre-Léonard Roncas avvia la costruzione di un palazzo nel centro di Aosta. «Si tratta di una dimora di rappresentanza, - precisa Sandra Barberi - un investimento simbolico per affermare il proprio prestigio, anche perché l'esercizio delle sue cariche a corte gli imponevano di passare gran parte del tempo a Torino, dove infatti si era costruito negli stessi anni un palazzo nella parrocchia di San Tommaso. I documenti attestano che nel 1605 il palazzo aostano era eretto, almeno nelle sue strutture essenziali; in realtà non sarà mai completamente finito anche perché, con una inversione della parabola altrettanto repentina dell'ascesa, Pierre-Léonard sarà vittima delle complesse vicende politiche che alla corte sabauda contrappongono il partito filofrancese a quello filospagnolo e quindi sarà imprigionato dalla fine del 1607 al 1630. Sarà scarcerato solo alla morte di Carlo Emanuele I, forse grazie anche al generoso prestito di 10.000 ducatoni che farà al nuovo duca, Vittorio Amedeo I».
Il genere pittorico scelto per la decorazione del porticato e del loggiato di Palazzo Roncas è quello della grottesca, che godeva di grande favore alla corte sabauda e si trova perciò in numerose dimore nobiliari piemontesi. Tuttavia le strette analogie stilistiche rilevabili con la volta dell’Ospedale Maggiore di Lodi, decorata nel 1593 dal pittore Giulio Ferrari, consentono di ipotizzare l’attività delle stesse maestranze anche ad Aosta.
Dal l’inizio del Seicento Giulio Ferrari è attivo a Vercelli, dove esegue diverse decorazioni nelle strutture dell’antico Ospedale, confrontabili con quelle di Palazzo Roncas.
Le ricerche di Sandra Barberi hanno permesso di trovare il modello per quasi tutti i soggetti delle volte, desunte da serie di incisioni fiamminghe di fine Cinquecento raffiguranti i 12 segni zodiacali, le stagioni, i 7 pianeti, i 4 elementi, i 4 temperamenti e storie bibliche; le raffigurazioni delle lunette derivano invece da raccolte di imprese tardo cinquecentesche. Il prestigioso palazzo, l’impresa architettonica e artistica più significativa in Valle d’Aosta a cavallo tra Cinque e Seicento, ora diventerà sede della Soprintendenza regionale.