Confcommercio Valle d’Aosta promette battaglia contro la struttura che sorgerà nel Quartiere Dora

«Presenteremo osservazioni disposte da legali e tecnici contro il nuovo centro commerciale»

Data pubblicazione 26 Agosto 2026
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AOSTA (zgn) «Entro i termini procederemo con le osservazioni predisposte sia da legali che da tecnici incaricati». Ad annunciarlo, durante la recente audizione davanti alla quarta Commissione consiliare Sviluppo economico del Consiglio Valle presieduta da Josette Borre, in merito al nuovo centro commerciale nel Quartiere Dora ad Aosta, è stato il direttore generale di Confcommercio Valle d’Aosta Adriano Valieri.

«Non siamo stati coinvolti»

E sono tanti gli aspetti da chiarire che Adriano Valieri ha elencato, sottolineando innanzitutto il disappunto dell’Associazione per non essere stata coinvolta nelle decisioni del Comune: «In nessuna delle riunioni fatte nei mesi scorsi sulla situazione del commercio si è parlato di un Pud che può “modificare” gli equilibri come quello del Quartiere Dora».

Tra le principali perplessità di Confcommercio figurano le dimensioni del futuro centro commerciale. «Infatti il decreto legislativo del 31 marzo 1988 - ricorda Adriano Valieri - precisa che per grandi strutture di vendita si intendono gli esercizi commerciali aventi superficie superiore a 2.500 metri quadrati. E si intende per superficie di vendita di un esercizio commerciale l’area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili. Non costituisce superficie di vendita quella destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi. Non essendo presenti i progetti non è possibile verificare se la superficie adibita alla vendita rientra nei limiti dei 2.500 metri quadrati. A queste superfici si aggiunge il corpo nord di un centro medico per altri 1.000 metri quadri. A tal proposito rimarchiamo le dichiarazioni dell’Amministrazione comunale, riportate anche sugli organi di stampa: “L’intenzione dell’Amministrazione è quella di favorire l’insediamento di un servizio alimentare di prossimità”. Chiediamo al Sindaco se ha visionato il progetto proposto. La “media superficie” che verrà realizzata sarà grande come l’Md e il Lidl messi insieme, oppure il Conad di Sarre con il Famila, con meno di 1.500 metri quadrati l’uno. Quanto dichiarato è in contrasto con i limiti previsti ad Aosta, come indicato dallo sportello unico, dove la dimensione massima della superficie di vendita per un servizio alimentare di prossimità, definito come esercizio di vicinato, è di 250 metri quadrati».

«Dubbi sulle dimensioni»

Adriano Valieri aggiunge che «Sempre l’Amministrazione comunale afferma di venire incontro alle richieste dei residenti. Gli stessi residenti sono a conoscenza che di fronte ai condomini verranno realizzati circa 25.000 metri cubi fuori terra e con un verde residuo di meno di 2.500 metri quadrati su un lotto di circa 11.500 metri quadri? Gli stessi residenti sanno molto bene della presenza a poche centinaia di metri di altri centri commerciali».

Secondo Adriano Valieri «Viene indicato che il progetto non deve essere assoggettato né a Valutazione di impatto ambientale né a Valutazione ambientale strategica. Non condividiamo questo punto, in quanto ci risulta che le nuove volumetrie superino i 10.000 metri cubi».

Gli oneri di urbanizzazione

Quindi Adriano Valieri osserva che «Su circa 11.500 metri quadrati, 4.000 vengono ceduti gratuitamente al Comune, per non precisate opere. Verde pubblico? Parcheggi? E la struttura in progetto genera entrate da oneri di urbanizzazione per quasi 600.000 euro».

Questo, rileva Adriano Valieri, è un passaggio cruciale: «Non si devono svendere le superfici libere in cambio di oneri di urbanizzazione, Tari, Imu e imposte sulle insegne. Ne va del futuro non solo delle piccole attività di quartiere, ma anche di quelle di medie dimensioni con riflessi sull’occupazione».

A tale proposito Adriano Valieri sottolinea: «La nostra preoccupazione è il continuo proliferare di queste superfici, vedi le zone dove dovrebbero sorgere altri ipermercati della rotonda a Quart lungo la statale e dell’ex deposito Polma in viale Piccolo San Bernardo ad Aosta, e l’inevitabile impatto sugli esercizi di vicinato di Aosta e non solo come già previsto dalle province di Trento e di Bolzano, chiediamo che la Regione intervenga quanto prima per porre limiti a questa espansione nella Plaine delle medie superfici, predisponendo un testo coordinato in materia di programmazione urbanistica del settore commerciale».

Sondaggio contrario

Adriano Valieri ricorda poi il sondaggio promosso da Confcommercio Valle d’Aosta sul nuovo centro commerciale al Quartiere Dora: «Dopo una settimana sono state 600 le risposte, il 98 per cento delle quali completamente contrario alla sua realizzazione».

Adriano Valieri conclude: «Il nostro timore è che non vi sia nessuna attenzione al tessuto imprenditoriale con oltre 1.000 imprese ad Aosta che vanno salvaguardate. Bisogna invece tutelare le micro imprese già in difficoltà perché sono cambiate le abitudini del consumo».

  • Il lenzuolo con la scritta “No cemento” appeso in un balcone dei condomini davanti all’area verde del Quartiere Dora dove dovrebbe sorgere il nuovo centro commerciale
    Il lenzuolo con la scritta “No cemento” appeso in un balcone dei condomini davanti all’area verde del Quartiere Dora dove dovrebbe sorgere il nuovo centro commerciale
  • Il direttore generale di Confcommercio Valle d’Aosta Adriano Valieri
    Il direttore generale di Confcommercio Valle d’Aosta Adriano Valieri