AOSTA (mye) Il caldo di metà luglio mette alla prova anche le opere esposte alla Mostra concorso, nel padiglione in piazza Chanoux ad Aosta fino a domani, domenica 26 luglio, visitabile dalle 10 alle 22.30. Le montagne-portacandela in ceramica di Silvia Fiore (Lab5Atelier) avevano candele sottili che si sono ammorbidite e adagiate sui crinali, creando di fatto una nuova versione del manufatto.
«Il mio voleva essere un portacandele capace di parlare delle criticità delle nostre montagne», spiega l’artigiana. Sono sciolte, ma per finta, anche le galline di TAC! Atelier di Chantal Godio, primo premio della sezione.
«Le ho chiamate “C’era una gallina” - racconta Chantal Godio - sono realizzate con una lavorazione complessa e diversi accorgimenti per creare l’effetto sospeso senza che si rompano. La superficie è smaltata, si possono lasciare i diversi strati per creare un’evoluzione dell’installazione». Chantal Godio è molto soddisfatta: «Quest’anno per la ceramica c’è stata grande partecipazione, 13 opere, e ciascuno ha creato secondo la propria personalità. Non c’è un pezzo uguale all’altro».
Il caldo è stato ancor meno clemente con il legno di noce e pino che Peter Trojer ha utilizzato per la credenza “Polystyrène”, dalla lavorazione originale che richiama materiali sintetici. Dopo due giorni di esposizione il mobile è stato spostato dal padiglione, dove stava patendo le temperature estive.
«Tutte le lavorazioni riprendono tecniche tradizionali come gli incastri a coda di rondine. - spiega Peter Trojer - Volevo evocare materiali semplici e d’uso comune, come plastica e polistirolo, trasferendone la texture sul legno».
Il legno è materia centrale anche nelle “Scene di una vita in un villaggio di montagna valdostano” che Sonia Biagiotti (Domus Picta) interpreta nel suo stile personale: «Come sempre ho utilizzato attrezzi della tradizione contadina – un cerchio di botte, un piccolo asse per lavare nella fontana, una paletta per infornare il pane – che fanno da base alla descrizione di momenti di vita in un villaggio di montagna. L’idea è di mettere su legno scatti in bianco e nero».
Non temono il clima, invece, le “mantelline da pastore” in Drap di Valgrisenche.
«Abbiamo voluto rendere omaggio alla figura del pastore. - spiega Luana Usel, de Les Tisserands, che con Aslik Aloyan ha ottenuto il secondo premio - proprio nell’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori dichiarato dall’Onu, con una versione più contemporanea del drap. Per la prima volta è stato realizzato un filato bottonato, con un filo grigio naturale e “bottoni” di pura lana bordeaux, blu, neri e senape. Abbiamo aggiunto una “pèlerine” di pura lana, removibile, che richiama la tradizionale copertura delle spalle».
Il ferro da stiro, invece, il caldo lo cerca: è il tema interpretato da Livio Mognol e dai suoi allievi riuniti nell’Associazione En-fer.
«Ci siamo ispirati a un libro del nostro presidente Marco Pozzini, che è collezionista. - riferisce Mario Boggia, primo premio per il ferro battuto - Nel pezzo che ho riprodotto è possibile cambiare l’anima, per avere sempre il ferro caldo, con le pinze per non bruciarsi e il supporto inclinato per fare comodamente il cambio».
Roberto Zavattaro ha fatto incetta di premi, con due secondi, per il mortaio in pietra locale e per la scatola porta sale, e un terzo posto per il pestello per tabacco.
«Il pestello è in legno di bosso - dice Roberto Zavattaro - e il mortaio in serpentino, con il pestello in marmo verde dorato di Verrayes. Nella scatola porta sale, come da tradizione, ho aggiunto un cassettino per i fiammiferi, che si riteneva restassero più asciutti vicino al sale».
Tutti i premiati
Nelle sezioni Artisanat Valdôtain Historique e Artisanat Valdôtain Traditionnel, ha vinto la slitta da legna (attrezzi e oggetti per l’agricoltura) di Claudio Champurney, davanti a Marco Marconi e Marcello Damiano Berriat. Nella produzione artigianale di giocattoli ispirata alla Cornaille il primo premio è andato a Piero Zulian, seguito da Marco Marconi e Augusto Saltarelli; per i manufatti in vannerie, con la gerla, il podio è composto da Alessandro Sbicego, Angelo Nicco e Cristina Follioley. Tra gli oggetti torniti, il miglior pestello per tabacco è di Rudy Mehr, seguito da Les Tourneurs de la Basse Vallée al secondo posto e Roberto Zavattaro al terzo. Gli intagli decorativi sulla scatola porta sale hanno premiato Liliano Savoye, seguito ancora da Zavattaro e da Gaetano Fonte. Nei manufatti in pelle e cuoio, con la bisaccia da trasporto, si sono imposti nell’ordine Simone Fabbri, il laboratorio Minel di Anna Maria Malavolti e Le Cuir D’Andres di Villegas Castiglioni Aldo Andres.
Per le Dentelles di Cogne sul tema del centrino tutti i riconoscimenti sono andati alla cooperativa Les Dentellières de Cogne: primo premio a Viola Isabella Jeantet, secondo ad Anna Maria Rosset, terzo a Pierina Gerard. Nel Drap di Valgrisenche dedicato al mantello, il primo posto è per Alice Martinet e il secondo per Les Tisserands, Luana Usel e Aslik Aloyan. La categoria Chanvre di Champorcher, la tovaglia, premia la cooperativa Lou Dzeut, al secondo posto Felicina Rosa Colliard.
Per il mortaio in pietra locale, il primo premio è andato ad Alessio Mauro Ferrari e il secondo a Roberto Zavattaro. Per il ferro da stiro in ferro battuto, il podio è formato da Mario Boggia, Associazione En-Fer e Livio Mognol, mentre per le costruzioni in miniatura sulla baita di montagna il primo premio va a Romano Hugonin.
La produzione scultorea sul tema “Storie di un villaggio valdostano” premia per il bassorilievo, nell’ordine, Alessio Mauro Ferrari, Gianfranco Anzola ed Erick Bionaz; nella scultura a tutto tondo Siro Vierin, Corrado Abram e Domenico Minniti.
Per la sezione Artisanat Valdôtain, per i portacandele in ceramica, il primo posto è andato a TAC! Atelier di Chantal Godio, davanti a Michelino Fazzari e Raysor'g di Fabio Cornaz. Nei fiori in legno, con la stella alpina, è stata premiata Barbara Lenti, mentre nei manufatti in rame, il mestolo, ha vinto Massimiliano Guglielmetti; per il vaso in vetro è premiato Francesco Mandalari. Non sono invece stati assegnati premi nelle sezioni Mobili – la credenza, Pioun (sock) e Artisanat Artistique.
Appuntamenti
Prosegue anche il Foire Festival, organizzato dal Comune la sera dalle 20.30 in piazza Chanoux, oggi, sabato 25 luglio, con la Chorale Chatel Argent e domani, domenica 26, con il Coro Saint-Vincent.
L’Atelier des métiers, da giovedì prossimo, 30 luglio, a domenica 2 agosto, sarà aperto dalle 10 fino alle 20.30 giovedì e venerdì, fino alle 22.30 il sabato e fino alle 19 la domenica.
Da venerdì 31 luglio a lunedì 3 agosto, tra le 10 e le 19, il centro storico sarà animato da OrsOff, manifestazione ideata dallo Studio Seghesio e Grivon.
Il grande giorno della Foire d’été sarà invece sabato 1° agosto. Gli espositori - in tutto 407 - si distribuiranno nel centro di Aosta, per la tradizionale giornata di festa, allietata da canti, musica e animazioni attorno all’Atelier di piazza Chanoux.