Aosta

Le opere sono esposte fino a domani, domenica 27 luglio, nel padiglione in piazza Chanoux ad Aosta

Svelati gli artigiani vincitori della Mostra concorso in attesa dell’Atelier des métiers e della Foire d’été

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La Mostra concorso è ospitata nel padiglione in piazza Chanoux
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AOSTA (mye) Si possono ammirare fino a domani, domenica 27 luglio, le opere selezionate per la 72esima edizione della Mostra-concorso dell’artigianato valdostano, esposte nel padiglione in piazza Chanoux ad Aosta, aperto dalle 10 alle 22.30. La giuria che ha assegnato i premi è composta dal presidente Guido Corniolo, Roberta Bordon, Susanna Belley, Barbara Bernardi-Gra-Tonetti e da un esperto per ciascuna categoria in concorso.

Categorie e premi
L’impatto, entrando nel padiglione, è di un allestimento arioso, con un viale centrale e spazi laterali in cui avventurarsi, come in un piccolo parco. Ci sono anche meno opere rispetto alle edizioni precedenti: 183 contro le 213 del 2024, le 204 del 2023 e le 301 del 2022.

Compaiono nomi nuovi, come Davide Brusaferro, vincitore della sezione Dentelles di Cogne con un “Addobbo di cestino per oggetti da neonato”. Appena 18enne, si è fatto notare anche nella Foire del 2024 come giovane promessa ottenendo il Premio Berthod. Alle Dentellières di Cogne resta una menzione, all’opera di Annamaria Rosset.

Un solo premio, il primo, è stato assegnato anche alla Ceramica, sul tema “Amicizia e convivialità in Fiera”, a Paolo Panozzo, per il Castello di Ussel in miniatura di Alessandro Carrara, per il Costume di Champorcher di Alice Martinet, al bellissimo tulipano selvatico in legno di Barbara Lenti, all’anello in oro con la coppa dell’amicizia di Laura Giuffré, alla fontana accogliente come un abbraccio in pietra di Enzo Cretier Payn, alla finestra in vetro colorato con vista sulla “Amicizia e convivialità in Fiera” di Comanufatto di Corinne Pellissier e l’originale interpretazione del tema nel ricco pezzo di Sonia Biagiotti di Domus Picta per la sezione Manufatti alternativi.

Riceve il premio di partecipazione il “pioun” di Roberto Barell della Società cooperativa D’Socka.

Sono 3 gli armadi nella sezione mobili, ma l’unico premiato, con il primo premio, è quello di Peter Trojer di Courmayeur. Il suo non è soltanto un oggetto d’arredo. «Il pensiero artistico – spiega Peter Trojer – è stato quello di creare un armadio che potesse essere anche una scultura, usando legno e ferro come quando scolpisco. Si intitola “Equilibre”, una scultura a tutto tondo che si può sfruttare in tutti i suoi lati, dall’apertura con la maniglia integrata nell’anta, alla seduta, allo specchio come schienale e la lama in ferro battuto e lavorato che tiene in equilibrio tutta la struttura, lavorato con tecniche differenti per dare una sensazione di usura e fragilità che però è in grado di sorreggere tutto il peso a sbalzo del manufatto».

Non è stato facile farsi notare con un oggetto quotidiano come il “Mestolo del casaro”, ma ci sono riusciti Renato Vacquin, primo premio, seguito da Enrico Chenal e Marco Marconi.

Nei tessuti, i gilet in canapa di Champorcher hanno sfumature e tagli originali, tutti firmati Lou Dzeut, la cooperativa che si prende primo e secondo premio, così come Les Tisserands, dove la maestria nel lavorare il Drap di Valgrisenche di Aslik Aloyan, primo premio, e di Luana Usel e Nadia Letey, secondo, prende ispirazione dai cappellini di epoche diverse.

È ricca di personalità anche l’insegna in ferro battuto di Livio Mognol di Saint-Pierre, primo premio, mentre il secondo va a Michel Favre. Alla vigilia dei 67 anni, Mognol si mette in gioco seguendo il proprio estro e “cuce” il ferro come se fosse il cuoio del suo fodero per coltello esposto poco lontano. «Ho cercato di dare all’insegna “Osteria” un effetto cuoio, con il ferro ossidato. – precisa Livio Mognol – La scritta è su entrambi i lati, l’ho immaginata su una strada, da qualunque parte si arrivi, si deve leggere. All’inizio pensavo a un ovale, poi, conoscendo bene le tecniche, ho preferito un rettangolo, come se fosse un cuoio teso. Come le insegne di una volta, dondola e cigola con il suo suono caratteristico».

Torna a vincere nella sezione giocattoli Luca Grigoletto, con la sua interpretazione della Carriola, mentre al terzo posto è Paolo Paris. Al secondo troviamo l’abile gressonaro Rudy Mehr, che ottiene poi il primo premio con la Grolla in legno, seguito da Roberto Zavattaro e Bruno Franco. Fuori concorso, ma da citare per l’originalità e il contrasto delle essenze lignee, è la grolla di Alessandro Podda di Le bois qui tourne. Roberto Zavattaro fa il bis del secondo posto, dal momento che anche l’anno scorso l’esito era stato lo stesso per la grolla in pietra.

Si distingue però per l’intaglio, dove primeggia e in cui riesce sempre a dare personalità ed effetto sorpresa. Il suo successo è seguito dal secondo a Ottavio Grange e dal terzo a Lucia Vallesi. «Il leggio da tavolo è per eccellenza quello da Messa. – racconta Roberto Zavattaro – Ho scelto quindi di alternare simboli come la croce ad intagli di fiori e di cuori, con un inserto centrale in pietra, un abbinamento che amo molto».

Nelle lavorazioni in pelle e cuoio, le fodere per coltello che ricevono un premio sono quelle di Giuseppe Bruno (primo), Alessandra Veruschka Fosseret (secondo) e Le Cuir D’Andres di Aldo Villegas Castiglioni (terzo). I cestini per il pane in vannerie sono quelli di Pier Perrin (primo), Constantin Mihalescu (secondo) ed Ezio Danne (terzo).

Spiccano le sculture, valorizzate dalla disposizione dell’intera mostra. Nel tuttotondo sono premiati Siro Vierin (primo), Giangiuseppe Barmasse (secondo) e Giorgio Perin Riz (terzo), nella loro interpretazione di “Amicizia e convivialità in Fiera”, con richiami alla veillà invernale.

Nel bassorilievo si mettono in evidenza i pezzi di Gianfranco Anzola (primo), Paolo Taldo (secondo) ed Erick Bionaz (terzo). Il tema assegnato è ampio. «Ho cercato di non scadere nella banalità. – afferma Gianfranco Anzola – Ho scelto la fascia laterale di un letto, in noce, pesante e buono dentro, senza tarlature. Ho scolpito di getto, senza preparare prima il disegno come al solito, e ho raffigurato 6 scene».

Prossimi appuntamenti
Il “Foire Festival” del Comune di Aosta prosegue, nel padiglione oggi, sabato 26, con inizio alle 20.45 Petites histoires de fleurs à pétales (de bois) di Eliana Berthod, domani, domenica 27, con il Coro Sant’Orso, lunedì prossimo – 28 luglio – ma alle 17 nel Salone Ducale con Nuove forme, antichi saperi, martedì 29 con Tradizione e modernità, la Fiera di Sant’Orso ai tempi dei social media e mercoledì 30 con il Coro La Vie est Belle.

Aspettando i 305 espositori della Foire d’été, che animeranno il centro di Aosta sabato 2 agosto dalle 10 alle 20.30, giovedì 31 il padiglione si rinnova per ospitare l’Atelier des métiers. Lo spazio degli artigiani professionisti sarà aperto giovedì 31 e domenica 2 dalle 10 alle 20.30, sabato 1° fino alle 22.30 e lunedì 3 sino alle 19.

In contemporanea, diffuso nel centro storico dalle 10 alle 19, sarà OrsOff, in collaborazione con L’Artisanà. Il “fuori fiera” coniuga arte e artigianato, grazie a più di 40 artigiani, artisti e musicisti, dislocati in posti pubblici e privati tra piazza della Repubblica e la Porta Praetoria. Tra gli ospiti anche Elham Aghili, fiber artist di fama internazionale.