BUFERA SUL PAESE DOPO LA CIRCOLARE DI MONSIGNOR FRANCO LOVIGNANA «A TUTTI I FEDELI DELLA DIOCESI DI AOSTA»

Altolà del Vescovo: «A Verrès un luogo di culto non autorizzato dalla Chiesa». Yuri Jerusel: «Nessuna benedizione, e niente ostie. Ma quel posto è sacro»

Data pubblicazione 27 Maggio 2026
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VERRÈS (fci) «Cari fratelli e sorelle, da un po’ di tempo sono a conoscenza dell’apertura a Verrès di un sedicente luogo di culto non autorizzato dalla Chiesa, nel quale si tengono incontri di preghiera. Recentemente sono stato informato che durante tali incontri viene simulata un’adorazione eucaristica con relativa benedizione. Trattandosi di un atto molto grave, sento il dovere di informare tutti i fedeli della Diocesi che tali iniziative non sono assolutamente approvate dal Vescovo e si configurano, dal punto di vista canonico, come un abuso e un sacrilegio. Metto pertanto in guardia tutti i fedeli dall’accogliere l’invito e dal partecipare a simili raduni. Su tutti invoco la Benedizione del Signore».

Parole messe nero su bianco da monsignor Franco Lovignana, vescovo di Aosta, in una circolare datata martedì 19 maggio. Un documento che si è abbattuto come un ciclone sulla nostra regione, di certo non abituata a situazioni come questa. Figuriamoci poi a Verrès, dove è individuato il «luogo di culto non autorizzato» messo nel mirino dal Vescovo. A dire il vero tra gli abitanti del paese è lo stupore il sentimento dominante. Nelle chiacchiere da bar e tra una commissione e un saluto, è tutto un domandarsi - e domandare - a chi fa riferimento monsignor Franco Lovignana. Però tra una battuta e l’altra, succede che viene fuori un nome: Jerusel. «Provate a chiedere a lui». E Yuri Jerusel, molto noto in tutta la Valle d’Aosta - è della famiglia che negli anni ha dato il nome a un piccolo impero nel campo dei sanitari - non si tira indietro. Vicino al Conad, in un locale sotto un suo magazzino, due volte al mese raduna un gruppo di persone per pregare.

«Non è una chiesa, è un luogo di culto dove ci riuniamo bonariamente con altre persone, una volta o due al mese. Recitiamo il rosario, non viene offerta l’ostia, non viene fatta nessuna confessione, non c’è nessun rito particolare» afferma Yuri Jerusel. «Anche noi siamo “caduti dal pero” quando abbiamo visto tutto questo “can can”. Il Vescovo è stato invitato più volte, gli abbiamo chiesto di venire a trovarci, per vedere, inutilmente. Però se io posso pregare a casa mia come lei può pregare a casa sua, allora noi possiamo continuare a pregare a Verrès. E’ una cosa privata».

Però il Vescovo parla di «simulazione di adorazione eucaristica con relativa benedizione ». «Messe non ne abbiamo mai fatte. - risponde Yuri Jerusel - La benedizione? Semplicemente una persona si alza in piedi, dopo aver recitato il rosario, e facciamo il segno della croce. L’inquisizione nei nostri confronti è iniziata perchè abbiamo un ostensorio, che un parroco ci ha regalato, e lo mettiamo sul tavolo. Nel silenzio lo guardiamo e preghiamo».

E perchè vi ritrovate proprio in quel posto? «Quel luogo è sacro. Sono venuti sensitivi, professori, hanno misurato scientificamente l’energia che c’è ed è altissima. Probabilmente perchè quel terreno lo abbiamo comprato dai preti e prima chissà cosa era».

«Da noi le persone vengono, pregano, si trovano bene, trovano la pace, e come vengono se ne vanno. Un padre nostro, un salve regina, il rosario e stop. Però lì sotto, sui due pilastri portanti della struttura, sono venuti fuori due cuori sul cemento, disegnati. Che non sono stati realizzati dall’uomo. E’ una cosa sovrannaturale: l’apparizione di questi cuori lo rende un luogo sacro».

Yuri Jerusel non vuole nascondersi: «La porta è aperta, siamo lì per pregare. Tutto il resto mi fa ridere. Chi ci conosce sa che siamo persone di chiesa. Diversi parroci sono venuti, hanno detto una preghiera e se ne sono andati. Ogni 2 sabati ci troviamo alle 18, preghiamo fino alle 19, poi andiamo a mangiare una pizza tutti insieme. Mai fatto nessun annuncio, locandine o via social: nasce tutto dal passaparola. E vengono anche persone che stanno male, che hanno problemi: si mettono vicino a questi pilastri e ricevono energia».

Per Yuri Jerusel il punto di riferimento è papà Gidio: « E’ carismatico. Forse l’unico gesto che potrebbe ricordare l’agire di un prete è quando alza l’ostensorio e ringrazia Dio per tutto il bene che ci ha dato. Ma non ha mai fatto confessioni, non ha mai dato un’ostia. Siamo delusi dall’atteggiamento del Vescovo. Ma lo ringraziamo perchè adesso tanti ci stanno contattando e vogliono venire. E sono persone che credono in Dio, non in Yuri o Gidio Jerusel».

Cristiano Florio