Oggi, sabato 18 aprile, durante l’assemblea dell’Associazione Olivicoltori Valdostani: “Siamo una realtà in crescita”

Costruire un frantoio a Donnas o a Hône. Si presentano le due alternative progettuali

Data pubblicazione 22 Aprile 2026
2 minuti di lettura

DONNAS (qdn) È un’assemblea importante quella di oggi, sabato 18 aprile, per l’Associazione Valdostana Olivicoltori. Alle 9, nel salone polivalente di via Binel, vengono infatti presentate le 2 ipotesi progettuali per realizzare - a Donnas oppure a Hône - un frantoio in Valle d’Aosta. La realtà dell’olivicoltura è in crescita nella nostra regione e da qualche anno ormai si parla della costruzione di un frantoio per evitare che gli olivicoltori valdostani siano costretti a portare le loro olive agli impianti di Settimo Vittone o addirittura a Trino Vercellese.

«Era il 2019 quando come vice sindaca di Donnas, insieme al sindaco Amedeo Follioley, iniziammo a parlare della necessità di un frantoio. - spiega Silvia Nicco, presidente dell’Associazione Olivicoltori Valdostani - In seguito si è costituita l’associazione e hanno manifestato l’interesse a ospitare un frantoio il Comune di Donnas, che in merito ha approvato una mozione all’unanimità nel 2023, e, comunicandolo all’allora assessore Marco Carrel, quelli di Hône, Arnad e Montjovet. È stato anche aperto un bando finanziato dalla Regione con 300mila euro. Intanto l’Unité des Communes Mont Rose, quando era presidente l’attuale assessore regionale all’Agricoltura Speranza Girod, ci ha concesso un contributo straordinario di 7mila euro con cui sono stati appunto realizzati da parte dell’architetto Sabrina Noro i 2 progetti di fattibilità per costruire il frantoio a Donnas o a Hône».

All’assemblea di oggi è attesa la partecipazione proprio dell’assessore Speranza Girod, così come dei sindaci di Donnas Matteo Bosonin e di Hône Alex Micheletto e dell’attuale presidente dell’Unité Mont Rose Marco Sucquet.

«Il frantoio di Settimo Vittone non è più sufficiente e non tutti possono portare le olive fino a Trino Vercellese. - prosegue Silvia Nicco - I soci della nostra associazione sono 80, con 5mila piante censite fino ad ora. Al corso appena terminato hanno partecipato 13 nuovi olivicoltori. La coltivazione degli ulivi riduce lo spazio lasciato a incolto. È un settore in crescita, che non si pone in contrapposizione ma in collaborazione con il mondo vitivinicolo. A questo proposito, è ottima la relazione con le Caves Coopératives de Donnas e stiamo avviando una sinergia con l’Ais per avviare corsi di degustazione di olio d’oliva».