ARNAD Successo strepitoso per la manifestazione. Domenica è anche piaciuto molto l’abbinamento con le batailles de reines

La Fehta dou Lar batte ogni record: serviti 10mila pasti

Data pubblicazione 9 Settembre 2026
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ARNAD (qdn) Ha battuto tutti i record la 53esima edizione della Fehta dou Lar. Per 4 giorni Arnad è stata la capitale della gastronomia valdostana con la manifestazione dedicata all’unico lardo europeo che può fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta. I numeri parlano da soli: 10mila pasti serviti dal ristorante e 60mila presenze stimate (con una crescita del 20 per cento rispetto al 2025). Nella giornata di domenica l’area La Keya è stata pacificamente invasa da una marea di gente - con tante persone provenienti da altre regioni, in particolare dal Piemonte - e fin dalla mattinata si formavano le prime code di clienti alle caratteristiche “casette” dei produttori. E’ piaciuto molto anche l’inedito abbinamento con l’eliminatoria delle batailles de reines (si veda altro servizio): migliaia di persone si sono fermate per guardare gli incontri tra le bovine, che per numerosi turisti rappresentavano una novità assoluta. «Era impressionante vedere come tanti rimanessero letteralmente incollati a guardare le batailles. - rimarca Ivo Joly, presidente dell’associazione Lo Doil che organizza la Fehta dou Lar - E’ bello che anche chi non conosceva questa tradizione ne abbia ricavato un’impressione positiva, di uno spettacolo avvincente, naturale e incruento. Per noi è stato positivo che una parte dei visitatori si fermasse a guardare i combats perché dava un po’ di “respiro” all’area degli chalet. Io ho creduto fin dall’inizio all’abbinamento con le batailles: i risultati ci hanno dato ragione, anche grazie all’eccellente lavoro dell’associazione presieduta da Roberto Bonin». «Il bilancio è da record assoluto. - prosegue Ivo Joly - Domenica l’affluenza è stata incredibile. Ma anche giovedì siamo partiti benissimo e c’è stato il pienone pure sabato. Solo venerdì le presenze sono state un pochino inferiori alle attese a causa delle condizioni meteo, ma complessivamente è andata alla grandissima. E’ per risultati come questo che lavoriamo. Anche lo street food negli spazi del Ristorante La Kiuva ha avuto un buon riscontro e il gelato al lardo ha suscitato curiosità: si è dato un servizio in più alle persone che hanno avuto la possibilità di sedersi un momento al fresco». Protagonisti assoluti sono comunque stati i prodotti gastronomici, sempre eccezionali, serviti al ristorante. «Sono piaciuti in particolare il lardo con miele e castagne, i salumi, il cinghiale, la salsiccetta e la seupa. - conclude il presidente Ivo Joly - Per questo successo voglio ringraziare gli oltre 400 volontari: ognuno nel suo settore ha dato il massimo!».

Daniel Quey

 

 

  • Il numerosissimo staff dello chalet di Diego Juglair
  • da sinistra, Martine Peretto, Luisa Valleise, Federica Valleise con davanti Remy Isabellon, Roberto Peretto, Elena Romeo e Sylvie Isabellon nello stand che porta ancora il nome del compianto Vittorio Janin - uno dei fondatori della Festa del Lardo, mancato nel 2014 - e dove è stata ricordata con affetto Irma Joly, nipote di Vittorio Janin, anche lei storico volto della manifestazione spentasi a 68 anni mercoledì 1° luglio scorso: la Fehta dou Lar è anche portare avanti le tradizioni una generazione dopo l’altra
    da sinistra, Martine Peretto, Luisa Valleise, Federica Valleise con davanti Remy Isabellon, Roberto Peretto, Elena Romeo e Sylvie Isabellon nello stand che porta ancora il nome del compianto Vittorio Janin - uno dei fondatori della Festa del Lardo, mancato nel 2014 - e dove è stata ricordata con affetto Irma Joly, nipote di Vittorio Janin, anche lei storico volto della manifestazione spentasi a 68 anni mercoledì 1° luglio scorso: la Fehta dou Lar è anche portare avanti le tradizioni una generazione dopo l’altra
  • Da sinistra Rita Challancin, Carlo Challancin, Rinaldo Bertolin, Ivana Vuillermin, Livio Bosonin e Graziella Vuillermin
  • Tanti sorrisi nella casetta di Lorenzo Borettaz
    Tanti sorrisi nella casetta di Lorenzo Borettaz
  • Da sinistra Peter Bataillon, Angelica Challancin, René Joly, Elisa Champurney, Beatrice Joly, Hervé Almici e Ilaria Joly
    Da sinistra Peter Bataillon, Angelica Challancin, René Joly, Elisa Champurney, Beatrice Joly, Hervé Almici e Ilaria Joly
  • Lo chalet di Fiorenzo Depré con, da sinistra, Sylvie Gaillard, Andrea Nordera, il cuoco Ernesto Sandon, Gilberto Nordera e Sonia Gasparini
    Lo chalet di Fiorenzo Depré con, da sinistra, Sylvie Gaillard, Andrea Nordera, il cuoco Ernesto Sandon, Gilberto Nordera e Sonia Gasparini
  • L’area La Keya affollata di gente nella mattinata di domenica
    L’area La Keya affollata di gente nella mattinata di domenica