Nell’ambito del progetto per la valorizzazione culturale delle miniere di amianto. La mostra visitabile fino a settembre

“Mine festival”: buona la prima a Emarèse

Data pubblicazione 24 Giugno 2026
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EMARÈSE (qdn) Si è chiusa con una buona partecipazione e un clima di grande convivialità la prima edizione del “Mine festival”, l’evento che da venerdì 12 a domenica 14 giugno ha animato Emarèse con tre giornate dedicate ad arte, musica, fotografia, parole, laboratori, incontri e momenti di comunità.

Nato all’interno del progetto “It’s MINE. Collaudi per la valorizzazione culturale delle miniere di amianto di Emarèse”, il festival ha proposto un modo nuovo di raccontare il territorio, come laboratorio culturale diffuso. La risposta è stata positiva fin dal primo appuntamento: abitanti, famiglie, visitatori, associazioni, artisti e realtà culturali hanno preso parte alle diverse iniziative in programma, contribuendo a costruire un festival amichevole, accessibile e vissuto dal paese.

A favorire la riuscita dell’evento anche tre belle giornate di estate anticipata, che hanno accompagnato il pubblico tra gli spazi del centro culturale Le Milieu, il forno comunitario di Erésaz e gli altri luoghi coinvolti. Il programma ha alternato mostre, concerti, reading, attività per bambini, laboratori per adulti e ragazzi, workshop e momenti conviviali.

Tra gli appuntamenti, l’inaugurazione della mostra “Voci Nascoste. Le lingue che resistono”, progetto promosso sul territorio dall’associazione La Clé sur la Porte ETS con il sostegno del Consiglio Valle, ideato e curato da Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino. La mostra presenta tre progetti fotografici commissionati ad Arianna Arcara, Antonio Ottomanelli e Roselena Ramistella dedicati al tema delle minoranze linguistiche nelle aree interne italiane con approfondimenti in particolare sul griko salentino, sulla comunità arbëreshe in Sicilia e sul patois valdostano. L’allestimento rimarrà visitabile fino a sabato 5 settembre prossimo.

«Come Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale - ha dichiarato il consigliere segretario Laurent Viérin - abbiamo sostenuto convintamente questo evento, proposto per la prima volta in una località come Emarèse, dove negli anni abbiamo investito molto sul Centre Abbé Trèves e sulla Maison Célestin. Sostenere le piccole realtà della Valle d’Aosta significa offrire loro l’opportunità di vivere anche attraverso la cultura e gli eventi culturali. La scelta di dedicare questa mostra, attraverso la fotografia e i contenuti audiovisivi e multimediali, alle minoranze linguistiche e in particolare al patois, proponendo uno sguardo esterno sulla nostra realtà linguistica, ha ulteriormente rafforzato la volontà di sostenere l’iniziativa».

Molto apprezzati anche gli appuntamenti musicali, dal dj set di Capiuz ai concerti dei Pitularita, Martina Gil, Marta Del Grandi e Helen Aria. Grande partecipazione pure per il corso di panificazione con Christian Trione, il pranzo di comunità “Pane buono” a cura dello chef Marco Mulia, il talk in collaborazione con Slow Food Aosta, le attività per bambini curate dal Cactus Film Festival, il reading di “Macaco” di Simone Torino e i laboratori della giornata conclusiva.

«La riuscita della prima edizione rappresenta un primo importante risultato per il percorso di valorizzazione culturale e turistica del territorio che accompagna l’intervento di bonifica delle miniere. - spiega Alessandro Ottenga - L’obiettivo è continuare a far crescere il progetto, rafforzando il coinvolgimento della comunità e il dialogo con le realtà culturali, associative e istituzionali che hanno contribuito alla nascita del festival».

«Sono molto grata per tutto ciò che abbiamo vissuto in questi tre giorni di “Mine festival”. - commenta Nicole Seris, presidente dell’associazione La Clé sur la Porté - Abbiamo registrato una presenza di pubblici molto diversificata e una partecipazione a tutte le attività al di là delle aspettative. Insomma, una prima edizione del Mine decisamente felice, con ospiti straordinari e un gruppo di lavoro sensibile, capace e affiatato. È stato tutto molto prezioso, abbiamo vissuto bei momenti di comunità, in compagnia di belle persone e avvolti da belle energie».

Il “Mine festival” 2026 è stato promosso dall’associazione La Clé sur la Porte in collaborazione con la Pro Loco di Emarèse, la Parrocchia di Emarèse e Slow Food Aosta, con la partecipazione di partner culturali tra cui Camera - Centro Italiano per la Fotografia e Cactus Film Festival, con il sostegno della Fondazione Crt, del Consiglio regionale e della Banca di Credito Cooperativo Valdostana, e con il patrocinio del Comune di Emarèse.

 

 

  • L’inaugurazione della mostra “Voci Nascoste. Le lingue che resistono” con, da sinistra, la fotografa Arianna Arcara, il consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle Laurent Viérin, il curatore di Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino Giangavino Pazzola, la presidente dell’associazione La Clé sur la Porte Nicole Seris e Alessandro Ottenga dell’impresa culturale Rèi
    L’inaugurazione della mostra “Voci Nascoste. Le lingue che resistono” con, da sinistra, la fotografa Arianna Arcara, il consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle Laurent Viérin, il curatore di Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino Giangavino Pazzola, la presidente dell’associazione La Clé sur la Porte Nicole Seris e Alessandro Ottenga dell’impresa culturale Rèi
  • I partecipanti al corso di panificazione
    I partecipanti al corso di panificazione