
ARNAD (qdn) «In riferimento ai lavori di rettifica piano-altimetrica della Statale 26 nei Comuni di Arnad e Bard, chiediamo che siano mantenuti e garantiti, da ambo le parti della strada statale, gli accessi poderali che permettano l’immis - sione nelle proprietà agricole private, al fine di permettere la coltivazione e la conduzione dei fondi». E’ quanto si legge in una petizione che ha già ottenuto oltre cento sottoscrizioni. A promuoverla è un gruppo di proprietari di terreni nella piana tra Arnad e Bard - dove sono in corso i lavori di allargamento della Statale - preoccupati che al termine degli interventi gli accessi dalla Statale alle varie proprietà agricole vengano chiusi perché non adeguati alle attuali normative. «Di ufficiale non sappiamo nulla, nessuno ci ha messo per iscritto che gli accessi verranno chiusi né che rimarranno aperti. Ci sono però voci che girano che fanno pensare che potrebbe verificarsi la prima ipotesi. Per questo, senza nessuna volontà polemica, abbiamo deciso di promuovere questa petizione per fare sentire la nostra voce e sensibilizzare l’Ammi nist razione regionale sulla questione. - spiega Ilva Joly, referente dell’iniziativa - Vogliamo solo poter continuare ad accedere ai nostri terreni. Se gli accessi verranno chiusi non potremo più coltivarli. Una volta conclusa la raccolta di firme, la consegneremo alla segreteria del Consiglio regionale che la darà alla commissione competente per l’istruttoria. Vorremmo avere una risposta chiara e sensibilizzare sulla questione. Chiunque fosse interessato a firmare, purché nato o residente in Valle d’Aosta, mi può contattare al 349 8084791».
«Sono a conoscenza della petizione e la preoccupazione dei proprietari dei terreni è più che comprensibile. - dice il sindaco di Arnad Alexandre Bertolin - Per quanto l’Amministrazione comunale non sia competente sugli accessi che l’Anas rilascia ai privati, è una questione nota che stiamo attenzionando. In particolare, insieme al consorzio abbiamo avuto varie interlocuzioni con l’Anas sull’argomento. Il punto è che, con i lavori e la successiva riclassificazione di questo tratto della Statale 26, tutta la situazione attuale è stata oggetto di un riesame da parte di Anas e sono emerse criticità sulla maggior parte degli accessi storici. Anas non ha mai detto che avrebbe chiuso tutti gli accessi ma ha prospettato la chiusura di quelli attuali, e nello specifico di quelli che non rispettano le norme del codice della strada, ipotizzando però l’apertura di altri accessi che invece possono essere autorizzati. Nel contempo, mi risulta che il consorzio abbia cercato soluzioni alternative, analizzando la possibilità di risolvere il problema sviluppando una viabilità interna ai fondi che permetta di raggiungere gli stessi “bypassando” per quanto possibile la strada statale (sulla quale rimarrebbero pochi accessi strategici) ma utilizzando una viabilità più locale. A prova della buona collaborazione con il consorzio e con Anas, siamo ad esempio riusciti a risolvere il problema di uno di questi accessi, quello di fronte alla Trattoria L’Arcaden: attraverso una delibera di Giunta il Comune ha accettato la richiesta del consorzio di prendere in gestione i primi 40 metri della strada facendola in questo modo diventare di interesse pubblico e permettendone così l’autorizzazione. A dimostrazione che, laddove possibile, c’è la massima disponibilità di tutti a trovare soluzioni che permettano la continuità della gestione dei terreni rispettando le normative del codice stradale».
Daniel Quey