FONTAINEMORE (qdn) Verranno restaurati gli stendardi del XIX secolo che accompagnano la storica Processione di Oropa. La chiesa parrocchiale di Sant ’Antonio abate di Fontainemore possiede 4 stendardi, utilizzati nella grande processione che ogni 5 anni vede una moltitudine di fedeli partire da Fontainemore per giungere l’indomani al Santuario di Oropa, dopo una notte di cammino e di preghiera.
Come testimoniano le immagini, almeno fino alla metà del Novecento gli stendardi venivano portati tutti e 4 in processione, mentre recentemente, per ragioni conservative, ne vengono utilizzati solo più 2.
Si tratta di insegne processionali generalmente costituite da un drappo di stoffa rettangolare di diversi colori, rifinito da frange e galloni in filato metallico, adornato da ricami e parti dipinte, teso su un bastone orizzontale, a sua volta sospeso a un’asta verticale e legato da cordoni.
Dei 4 gonfaloni di Fontainemore, 2 sono di color cremisi (rosso). Il primo, ancora oggi in uso, è realizzato in damasco di seta, dipinto su entrambi i lati, e presenta da una parte l’effigie del santo patrono della parrocchia, sant’Antonio abate, e dall’altra l'immagine della Madonna d’Oropa con il santuario biellese sullo sfondo in basso. Questo stendardo, secondo consuetudine, viene portato tenendo sul recto l’immagine della Madonna nella processione di andata e quella di Sant’Antonio abate durante il ritorno a Fontainemore.
Il secondo stendardo cremisi, verosimilmente appartenente alla confraternita del Santissimo Sacramento, è invece costituito da un tessuto in seta gros de Tours marezzato, ricamato con fili metallici dorati e dipinto da entrambi i lati, da una parte raffigurante la Madonna d’Oropa con i santi Giuseppe e Antonio e dall’altra il Santissimo Sacramento posto in un ostensorio accompagnato da 2 angeli.
Gli altri 2 stendardi, entrambi di soggetto mariano, sono realizzati in raso seta color avorio ricamati con filati di seta policroma. Il primo, attualmente ancora in uso, reca l’immagine della Vergine Immacolata accompagnata da rami di gigli e l’iscrizione “Ave Maris stella”. Il verso è in gros de Tours marezzato color azzurro con ricamato il monogramma di Maria.
Il secondo presenta 2 ovali dipinti con le immagini di sant’Antonio abate da una parte e della Vergine Immacolata dall’altra circondati da rose ricamate.
«La verifica dello stato di conservazione dei 4 gonfaloni ha evidenziato la necessità di un restauro: sono infatti presenti strappi che rischiano di allargarsi, fragilità del tessuto, fori e scuciture. Le parti dipinte presentano inoltre diffuse lacune e gravi decoesioni della superficie pittorica. - spiega Roberta Bordon, direttrice dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Aosta - La parrocchia ha pertanto incaricato una restauratrice specializzata a intervenire sui manufatti tessili, Tiziana Assogna di Chivasso, coadiuvata per le tele dipinte da Paolo Gili della ditta Mnemosyne Servizi di Torino, che ha elaborato il progetto di restauro che è stato approvato dalla Soprintendenza regionale. Il restauro, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, durerà circa 8 mesi e prevede la pulitura e il consolidamento dei tessuti, il loro lavaggio per tamponamento, il lavaggio di frange, galloni e nappe, il consolidamento a cucito su supporto in tela di cotone, il restauro dei dipinti, sui quali verranno effettuate operazioni di pulitura, consolidamento, stuccatura e reintegrazione, oltre alla pulitura e consolidamento delle aste lignee di sostegno».
Il costo totale dell’intervento ammonta a 33.818 euro comprensivi di Iva e della realizzazione di 2 appositi supporti di tensionamento per la conservazione e una migliore fruizione dei 2 stendardi non più in uso, custoditi in sagrestia. Per sostenere la spesa la Parrocchia di Fontainemore ha ricevuto grazie alla legge 27 del 1993 un contributo regionale di 27.054 euro.