
GRESSONEY-SAINT-JEAN (qdn) Si terrà sabato prossimo, 20 giugno, alle 11.30, la cerimonia di inaugurazione della Via Crucis - un tempo recinto dell’antico cimitero - al termine dei complessi lavori di recupero che hanno contemplato il consolidamento della struttura, il restauro delle pitture murali, la realizzazione di una nuova copertura, dell’acciottolato e dell’impianto di illuminazione. Il complesso monumentale, che oggi si presenta come Via Crucis a cappelle poligonali e porticato antistante, venne edificato nel 1567 per ordine del Vescovo di Aosta monsignor Ferragatta, che voleva che l’antico cimitero, davanti alla chiesa, venisse recintato. Solo nel 1806 il cimitero venne spostato dietro la chiesa dove si trova attualmente. Le 14 cappelle affiancate e disposte a C delimitano il sagrato della chiesa (edificata nel 1515) introducendo un piacevole contrasto tra l’austera facciata di questa e il raffinato gioco di volumi e chiaroscuri del porticato. Nel 1959 la quindicesima cappella venne demolita.
Il sagrato con la Via Crucis è uno dei luoghi simbolo per Gressoney. A partire dal 2019 un complesso restauro su progetto dell’architetto Mariagiovanna Casagrande, condotto con la supervisione della Soprintendenza per i beni e le attività culturali, ha permesso il consolidamento della struttura e il rifacimento della copertura in lose di pietra, seguito dal risanamento degli intonaci e dal ripristino delle tinteggiature ritrovate grazie a indagini stratigrafiche, che hanno riportato alla luce citazioni evangeliche scritte in gotico tedesco antico nelle lunette delle volte delle cappelle. È stato ricostruito l’acciottolato di pavimentazione seguendo il disegno originale seicentesco. Per la prima volta, infine, la Via Crucis è stata dotata di una moderna illuminazione a Led.
I lavori - costati oltre 200mila euro - sono stati finanziati dalla Regione, dal Gal VdA, dalla Cei con i fondi dell’otto per mille, dalla Parrocchia, dal Comune e dalla Fondazione Scuola e Rettoria di Trina, nel quadro del progetto “Il Sentiero dei Campanili” che prosegue nell’intento di restaurare le cappelle dei 4 Comuni dell’alta valle del Lys e renderle maggiormente fruibili come “monumento diffuso”.