
AOSTA (zgn) La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Torino ha stabilito di «Circoscrivere e specificare meglio il perimetro delle competenze» del Collegio degli Amministratori giudiziari del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent, nominato a fine maggio in relazione all'inchiesta giudiziaria sul riciclaggio, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla procura di Aosta.
In un provvedimento, firmato dalla presidente Costanza Isabella Goria, depositato mercoledì scorso, 29 luglio, si stabilisce che « Il perimetro dell'intervento degli Amministratori e il loro mandato debbano essere limitati all'attività tipica della Casa da gioco e all'attività alberghiera e di ristorazione prestata a favore dei così detti "clienti Vip", ossia ai settori risultati interessati dalle criticità emerse nel corso dell'indagine penale e già ampiamente illustrate nel provvedimento genetico».
La decisione fa seguito a quella di martedì 14 luglio scorso con cui il Tribunale aveva confermato l'amministrazione giudiziaria per il Casinò de la Vallée di Saint-Vincent. Il provvedimento era scattato a fine maggio nell'ambito delle indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura di Aosta, su un sistema di riciclaggio incentrato sulla Casa da gioco valdostana, nell'ambito delle quali a dicembre scorso erano state indagate una trentina di persone, tra cui alcuni dipendenti del Casinò, e sequestrati 5 milioni di euro.
Secondo il provvedimento del Tribunale di Torino, gli amministratori giudiziari del Casinò de la Vallée, Corradino Corrado e Ivano Berardi, «Sono chiamati a operare nell'ambito dei profili organizzativi, procedurali e di controllo funzionali alla prevenzione delle fattispecie di reato richiamate nel decreto applicativo, che possono verificarsi nell'ambito dei processi aziendali concernenti i giochi tradizionali ai tavoli e i giochi elettronici». I giudici della Sezione Misure di prevenzione ritengono pertanto che «Diversamente da quanto ipotizzato al momento dell'assunzione del provvedimento preventivo» sia opportuno «Consentire agli organi sociali di continuare ad esercitare le attività gestionali e proseguire nell'opera di revisione già intrapresa e finalizzata all'attuazione degli obiettivi fissati dalla misura di prevenzione, senza esautorarli dai loro poteri, attribuendo al Collegio degli Amministratori un parallelo potere di affiancamento, indirizzo, controllo, verifica, proposta, raccomandazione, approvazione e nulla osta in merito alle attività rilevanti per l'odierna procedura».
La richiesta di «Rimodulazione dei poteri degli amministratori giudiziari» era stata presentata dalla difesa della Casa da gioco con gli avvocati Maurizio Riverditi e Ascanio Donadio.