
AOSTA (zgn) Nella seduta di mercoledì scorso, 20 maggio, con 26 voti di astensione (Union Valdôtaine, Centro Autonomista, Forza Italia, PD - Federazione progressista, AVS e Alleanza Verdi e Sinistra) e 9 voti favorevoli (Lega Vallée d’Aoste, Fratelli d’Italia, La Renaissance e Autonomisti di Centro), il Consiglio Valle ha respinto una proposta di legge in materia di costituzione di parte civile della Regione nei procedimenti per aggressioni ai danni di operatori delle Forze di Polizia, delle Forze armate, del Corpo valdostano dei Vigili del Fuoco, del personale sanitario e socio-sanitario, scolastico, del trasporto pubblico locale e dei volontari della Protezione Civile.
L’iniziativa legislativa, presentata dal gruppo Lega Vallée d'Aoste lo scorso mese di febbraio, si componeva di 2 articoli che sono stati illustrati dal capogruppo Andrea Manfrin: «La nostra proposta persegue un obiettivo politico e giuridico netto: sancire l’obbligo per la Regione di costituirsi automaticamente parte civile nei procedimenti penali relativi ad aggressioni commesse nel territorio regionale a danno di categorie di lavoratori che svolgono funzioni pubbliche essenziali, come le Forze dell’Ordine ma non solo».
«Se lasciamo la costituzione in giudizio alla valutazione politica del momento, quello che trasmettiamo è che il sostegno delle istituzioni è condizionato: non può essere così. - ha proseguito Andrea Manfrin - Stiamo parlando di persone reali, di uomini e donne che ogni giorno lavorano per la nostra sicurezza e per garantire i servizi pubblici essenziali alla nostra comunità. Categorie che ogni giorno sono esposte ad un rischio. Nel 2024, in Italia, si sono contate 2.695 aggressioni fisiche ad agenti o operatori di Polizia durante i controlli su strada; in Valle d'Aosta non facciamo eccezione. Riguardo al personale sanitario, in Valle d’Aosta nel 2025 si sono registrate 29 aggressioni con 48 operatori coinvolti. Ma ci sono anche gli autisti del servizio pubblico, così come la scuola, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile. Ecco perché è necessario approvare questa legge, come già fatto in Abruzzo, e fare in modo che i fondi recuperati vengano messi a disposizione di chi viene colpito, così come investiti in progetti di prevenzione e promozione della legalità».
«La principale obiezione che viene sollevata su questa legge è l'obbligatorietà della costituzione in giudizio della parte civile. - ha evidenziato il consigliere della Lega Corrado Bellora - Si tratta di un falso problema perché la parte civile che si è costituita in giudizio non è costretta a concludere nel caso in cui ritenga che la prova della penale responsabilità non sia stata raggiunta o il fatto non sia lesivo dell'interesse di cui è portatrice. Inoltre, la Regione può costituirsi parte civile per aggressioni ai danni di soggetti che non siano propri dipendenti, in quanto titolare di un interesse pubblico alla sicurezza del territorio. Si tratta, quindi, di una proposta di buon senso e di civiltà a costo zero: non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, essendo l'Avvocatura regionale già strutturata per gestire tali costituzioni senza ulteriori costi per l'amministrazione».
Non essendo stato approvato l’articolo 1, l’intera proposta di legge si intende respinta.