Il Consiglio di Stato: «Riscrivere le regole per i contributi a favore delle persone con disabilità gravissima»

Data pubblicazione 20 Maggio 2026
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AOSTA (zgn) I criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi a favore delle persone con disabilità gravissima o affette da sclerosi laterale amiotrofica dovranno essere rivisti dalla Regione. Infatti il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso presentato dall’Associazione La Casa di Sabbia Onlus, assistita dal legale Sacha Bionaz, ha annullato la delibera approvata dalla Giunta regionale nel dicembre 2023. L’Associazione aveva contestato fin da subito l’assenza di un criterio di priorità legato all’Isee, in caso di fondi insufficienti e l’utilizzo invece del solo criterio cronologico, il «Trattamento discriminatorio causato dalla diversità delle soglie Isee tra le persone con disabilità gravissima affette da Sla (Isee di 90.000 euro) e gli altri beneficiari (70.000 euro) della misura», oltre all’obbligo di presentare un certificato attestante la “disabilità gravissima”.

Nel luglio 2024, il Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta, aveva stabilito che La Casa di Sabbia Onlus non avesse un interesse concreto ad agire - poiché i fondi stanziati in passato erano stati sufficienti - riconoscendo inoltre alla Regione un’ampia discrezionalità e ritenendo giustificabili le differenze di trattamento tra le persone affette da Sla e quelle con altre disabilità. Il Consiglio di Stato, invece, ha ribaltato quella decisione.

«Siamo molto soddisfatti, da tempo attendevamo questa pronuncia del Consiglio di Stato. Lo siamo soprattutto in relazione al primo motivo, quello della nostra legittimazione ad agire, che la Regione aveva messo in dubbio. - commenta in una nota l’Associazione La Casa di Sabbia - È un passaggio importante anche per riconoscere in futuro il ruolo delle associazioni nella tutela dell’interesse generale. Abbiamo sempre sostenuto questa posizione, prima ancora della delibera, anche nel confronto con la Regione e con l’Avvocatura regionale, ma non c’è mai stato margine di dialogo. Abbiamo agito nell’interesse generale e riteniamo che questa decisione avrà ricadute positive sulle persone. Ora la Regione dovrà riscrivere la delibera seguendo i principi fissati dal Consiglio di Stato. Non era una causa facile».