BRISSOGNE (fci) "Quello che è accaduto nel carcere di Brissogne, ad Aosta, è gravissimo. Per quasi 21 ore il reparto B2 è stato teatro di disordini, incendi e devastazioni, con oggetti e persino bombole di gas incendiate e lanciate contro gli agenti della Polizia Penitenziaria. E non considero questo un semplice episodio di disordine: è una situazione che ha sfiorato la rivolta e che ha messo seriamente a rischio l'incolumità del personale. Il fatto che non ci siano stati feriti è una fortuna, non può diventare un alibi per minimizzare quanto accaduto". Lo dichiara in una nota la senatrice Elisa Pirro, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle per la Valle d'Aosta, in merito ai fatti avvenuti venerdì scorso, 28 agosto. "Mi preoccupa soprattutto la condizione in cui gli agenti sono stati costretti a operare - aggiunge Elisa Pirro - con turni protratti per 12 ore e oltre, mentre fronteggiavano un'emergenza di eccezionale gravità. Chiedo al ministro Carlo Nordio di intervenire immediatamente, di fare piena luce sulla gestione dell'emergenza e di verificare la catena di comando e le condizioni organizzative dell'istituto. Non possiamo aspettare che ci scappi il morto per intervenire. Chi garantisce la sicurezza nelle carceri deve essere messo nelle condizioni di lavorare in sicurezza. Gli agenti della Polizia Penitenziaria non possono essere lasciati soli". "Un clima di guerriglia annunciato, frutto di un tracollo gestionale più volte denunciato ma sistematicamente ignorato". A scriverlo a sua volta è il Sinappe, il sindacato nazionale autonomo Polizia penitenziaria, che spiega come nella casa circondariale di Brissogne "la situazione è ormai giunta al punto di non ritorno". Venerdì 28 agosto, il sindacato afferma che "si sono verificati gravissimi disordini in più aree dell'istituto, accompagnati da gravi episodi di autolesionismo tra i detenuti. Un'emergenza ampiamente prevedibile". Non solo. Matteo Ricucci, vicesegretario regionale Sinappe, aggiunge: "Da giorni si respirava un'aria insostenibile. Nonostante tutti gli allarmi lanciati dal nostro sindacato, la Direzione ha sempre sminuito la gravità dei fatti, fornendo riscontri evasivi e svalutando il contenuto delle nostre note ufficiali. Scelte gestionali discutibili, l'assenza cronica di un Direttore fisso e la presenza di un Comandante con pochissima esperienza hanno trascinato il carcere di Brissogne in uno stato di completo abbandono. Il personale è allo stremo: costretto a turni di oltre 12 ore al giorno, spesso senza poter usufruire della pausa pranzo, in servizio per più di 20 giorni consecutivi e chiamato a coprire più posti contemporaneamente".