COGNE (zgn) E’ stato individuato e recuperato nella mattinata di lunedì scorso, 20 luglio, il corpo privo di vita della californiana Cristine Averill Schilling, 47 anni, residente a Saint-Pierre - si era trasferita in Valle d’Aosta dopo la pandemia di Covid con il marito e 3 figlie -, inghiottita giovedì 25 giugno dal torrente Valleille a Lillaz di Cogne. La donna si era gettata in acqua per recuperare il suo cane, un labrador, in un tratto particolarmente insidioso per la presenza di balzi rocciosi e pozze profonde.
Le ricerche erano partite subito con droni, elicotteri, sommozzatori dei Vigili del Fuoco e tecnici del soccorso speleo fluviale ma non avevano avuto successo. In questa stagione il torrente è particolarmente impetuoso e il livello dell'acqua si alza a causa della fusione del ghiaccio a monte. Il corpo della donna è stato individuato in un anfratto, non rilevabile in condizioni normali per la presenza di una cascata. Il recupero è stato condotto mediante la gestione del flusso dell’acqua per mezzo delle briglie a monte.
Hanno operato sul posto il Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco d'intesa con la Protezione Civile regionale e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Dopo le prime fasi di soccorso che avevano permesso il salvataggio immediato di due figlie della donna con l’impiego di un elicottero - che erano rimaste su una roccia nel torrente e avevano dato l’allarme - e un'ispezione preliminare fino all'85 per cento dei volumi idrici delle pozze interessate, le complesse condizioni idrodinamiche (elevata velocità dell'acqua, forti vortici e portata sostenuta) avevano imposto una sospensione temporanea delle immersioni dirette a causa delle ridotte possibilità di individuazione del corpo, delle condizioni avverse e per tutelare l'incolumità degli operatori.
A seguito di sopralluoghi condotti dai tecnici della Protezione Civile e dai Vigili del Fuoco lungo il tratto d'alveo interessato (esteso per circa 150 metri lineari), è stata individuata una soluzione ingegneristica specifica: la creazione temporanea di 2 invasi a monte tramite la chiusura meccanica programmata delle tubazioni di fondo di 2 briglie esistenti con una capacità di stoccaggio stimata in circa 4.500 e 2.500 metri cubi. Tale manovra ha consentito una finestra di “bassa portata” di circa 30 minuti utile all'esecuzione delle immersioni in sicurezza.