Riciclaggio al Casinò di St-Vincent. Scatta l’amministrazione giudiziaria

Data pubblicazione 3 Giugno 2026
Da giovedì scorso, 28 maggio, il Casinò di Saint-Vincent è sottoposto ad amministrazione giudiziaria
Da giovedì scorso, 28 maggio, il Casinò di Saint-Vincent è sottoposto ad amministrazione giudiziaria
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AOSTA (zgn) I militari della Guardia di Finanza di Aosta hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dal Tribunale di Torino - Sezione Misure di Prevenzione - con il quale, ai sensi del Codice Antimafia, è stata disposta l’amministrazione giudiziaria della Casa da gioco di Saint-Vincent.

Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica di Torino diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, rappresenta la prima applicazione dello strumento dell’amministrazione giudiziaria ad una Casa da gioco, «Individuata dagli inquirenti - precisa una nota della Finanza - quale contesto utilizzato per il riciclaggio di proventi illeciti e per lo scambio di valori in esecuzione di accordi di natura criminosa».

Tale attività è la naturale prosecuzione delle indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle di Aosta, su delega e con il coordinamento della Procura della Repubblica di Aosta diretta dal procuratore Luca Ceccanti, e che avevano permesso di individuare un presunto sistema di riciclaggio incentrato sulla Casa da gioco valdostana con sequestro, nello scorso mese di dicembre, di denaro contante, conti correnti, disponibilità finanziarie e immobili per circa 5 milioni di euro nei confronti di oltre 30 indagati, a vario titolo, per i reati di associazione a delinquere, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, ricettazione e corruzione di incaricato di pubblico servizio.

«Tali condotte delittuose, poste in essere all’interno della Casa da gioco, - precisa la Guardia di Finanza - avrebbero beneficiato di un’ingiustificata inerzia dell’amministratore e di altri dirigenti, tale che si è ritenuto che la società, per colpa, non abbia messo a punto una struttura organizzativa adeguata e idonea a impedire la commissione dei reati. In particolare, sarebbero emerse le lacune organizzative dell’ente, nonché l’atteggiamento passivo e agevolatorio dello stesso che ha, di fatto, consentito, dapprima, il diffondersi e, successivamente, il radicarsi di fenomeni illeciti, in particolar modo di corruzione e riciclaggio, senza impedirli in alcun modo. Infatti, i soggetti apicali del Casinò, non direttamente coinvolti nei reati contestati, pur avendo captato molteplici segnali d’allarme, non avrebbero assunto alcuna iniziativa concreta e diretta, sorvolando negligentemente sui rispettivi obblighi di controllo e segnalazione previsti, tra l’altro, dalla normativa antiriciclaggio.

Una condotta che avrebbe configurato la cosiddetta colpa di organizzazione in quanto l’azienda sebbene si fosse dotata, almeno sulla carta, di procedure volte ad impedire il verificarsi di fenomeni criminosi, nei fatti avrebbe disatteso le regole cautelari formalizzate nel modello organizzativo ex Decreto legislativo numero 231 del 2001. Il Tribunale della prevenzione, ritenendo l’odierna misura la sola idonea a rimuovere quelle “situazioni tossiche” che avrebbero creato l’humus favorevole affinché una Casa da gioco ampiamente rinomata si trasformasse in un ambiente facilmente permeabile ad attività illegali, ha disposto un “tutoraggio” ad opera di 2 amministratori giudiziari, nominati dalla medesima Autorità, che per un periodo iniziale di un anno eserciteranno specifici poteri di amministrazione al fine di eliminare le criticità rilevate».

Udienza per discutere l’applicazione del decreto

Si terrà martedì 14 luglio l’udienza davanti ai giudici delle misure di prevenzione del Tribunale di Torino per discutere il decreto di applicazione di amministrazione giudiziaria a cui da giovedì scorso, 28 maggio, è sottoposto il Casinò di Saint-Vincent.

L’atto è stato notificato dai militari della Guardia di Finanza di Aosta al presidente della Regione Renzo Testolin, in qualità di socio proprietario al 99,96 per cento, e al sindaco di Saint-Vincent Francesco Favre, socio allo 0,4 per cento.

La società durante l’udienza potrà chiederne la revoca, mentre i 2 commissari Corrado Corradini e Ivano Berardi, che resteranno in carica almeno un anno, dovranno esprimere la propria valutazione «Circa l'atteggiamento assunto dalla Società dopo l’adozione del provvedimento». Da dicembre a oggi, durante le indagini i militari delle Fiamme Gialle hanno sentito a sommarie informazioni i dipendenti, i cassieri, oltre ai vertici della Casa da gioco valdostana. Tutti hanno avuto un atteggiamento di collaborazione, ma quello che emerge tra gli inquirenti «È la totale mancanza di conoscenza delle regole antiriciclaggio» a cui il Casinò è sottoposto. E proprio questo ha portato a chiedere e ottenere la misura di prevenzione.

I 2 presunti funzionari “infedeli” Cristiano Sblendorio, direttore dell’Ufficio marketing, e Augusto Chasseur Vaser, direttore dell’Ufficio cambi e fidi, sono stati licenziati dalla Casa da gioco.

La Presidenza della Regione precisa che «Il provvedimento ha disposto, nei riguardi della società, la nomina, per 1 anno, di 2 amministratori giudiziari, cui è stato affidato l’esclusivo compito di affiancare gli organi di amministrazione della Casinò spa, lasciando il normale esercizio di impresa in capo agli organi di amministrazione societaria», al fine dell’adozione di una serie di misure dirette a rivedere il modello organizzativo e a rafforzare, in particolare, i presidi di controllo sulle operazioni rilevanti ai fini della normativa in materia di antiriciclaggio. Secondo la Presidenza della Regione «La misura adottata dal Tribunale, come sottolineato nelle premesse del decreto, rappresenta un’iniziativa finalizzata ad azioni preventive e risolutive piuttosto che repressive, a favore della tutela dell’attività imprenditoriale e della sua trasparenza».

La Regione, nel prender atto della decisione adottata dal Tribunale, «Auspica che la misura disposta, attraverso l’operato dei professionisti indicati dall’Autorità giudiziaria, consenta alla Società la rapida individuazione delle criticità rilevate e l’implementazione di protocolli operativi a supporto della normativa antiriciclaggio e anticorruzione». Il Casino de la Vallée dal canto suo evidenzia che «La Società, già attiva in questi mesi in diverse iniziative di vigilanza e rafforzamento delle proprie strutture interne, si è resa disponibile a fornire la più ampia collaborazione agli Amministratori giudiziari». Il Casinò inoltre rassicura «I dipendenti e i clienti che le proprie attività proseguono regolarmente sia per ciò che riguarda la Casa da Gioco sia per ciò che riguarda i servizi alberghieri».

«Il Presidente della Regione venga a riferire in Consiglio»

In una nota congiunta La Renaissance valdôtaine e la Lega Vallée d’Aoste ritengono «Doveroso che il presidente della Regione Renzo Testolin venga a riferire in Consiglio Valle su quanto accaduto, sullo stato delle indagini per la parte che riguarda la Regione in qualità di titolare della concessione e azionista, sulle decisioni che intende adottare per tutelare l'interesse pubblico, e su come intenda garantire - anche in questa fase di amministrazione giudiziaria - la continuità occupazionale dei lavoratori del Casinò, che non hanno alcuna responsabilità per le condotte oggetto di indagine».

Sulla stessa linea è il commissario regionale Fratelli d’Italia Valle d’Aosta Walter Musso che chiede la «Convocazione urgente di un Consiglio regionale straordinario». Secondo la Direzione dell’Alleanza Uniti a Sinistra - a cui aderiscono Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista - «È venuto il tempo che il Presidente della Giunta regionale rassegni immediatamente le proprie dimissioni, senza attendere l’esito del ricorso sui limiti di mandato. Prima ancora delle sentenze e delle norme, è la realtà politica, amministrativa e morale a dire che questa esperienza di governo è arrivata al capolinea».