
AOSTA (ZGN) Prosegue la maxi inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Aosta che coinvolge il Casinò di Saint-Vincent.
Riciclaggio e corruzione
I filoni di indagine sono 2, riciclaggio e corruzione, a fronte di 33 indagati, tra cui 2 funzionari della Casa da gioco, ovvero il direttore dell’ufficio cambio e fidi Augusto Chasseur Vaser, 51 anni, che è pure assessore al Bilancio al Comune di Arnad — amministratore comunale dal 2002, ha ricoperto anche la carica di assessore all’Istruzione pubblica e ai Servizi sociali dal 2007 al 2012 e poi di vice sindaco fino al 2017 —, persona molto stimata in paese e ritenuta sempre corretta, al di sopra di ogni sospetto, come il direttore dell’ufficio marketing Cristiano Sblendorio, 59 anni, molto conosciuto e stimato ad Aosta.
Un sistema complesso
Risultano sotto accusa, tra gli altri, Mariano Rossi, amministratore della Rigenera Italia, ed Eligio Boscaro, legale rappresentante di Italfibre, e Riccardo Castagna, rappresentante legale della Metalfer.
Secondo l’ipotesi accusatoria, era stato messo a punto un complesso meccanismo che prevedeva innanzitutto l'emissione da parte delle società Metalfer e Italfibre di fatture false a beneficio di Rigenera per oltre 3 milioni di euro tra il 2023 e il 2024, ottenendo una detrazione indebita di IVA. Una volta incassato l’importo della fattura falsa, la società l'avrebbe trasferito sui conti personali di uno degli indagati, Massimo Martini, 49 anni, di Alba, che si sarebbe poi occupato di riciclarlo nella Casa da gioco di Saint-Vincent.
Le ipotesi degli inquirenti
Qui — sempre secondo gli inquirenti — Augusto Chasseur Vaser e Cristiano Sblendorio, in diversi e distinti episodi, avrebbero convertito in fiches le somme ricevute in contante, in violazione delle norme antiriciclaggio, dietro un corrispettivo in denaro.
Attraverso la simulazione di una vincita, la Casa da gioco avrebbe poi bonificato tali importi dando al denaro un’origine lecita. Tali somme “ripulite” sarebbero poi rientrate nelle società attraverso altre fatturazioni, ottenendo liquidità oltre che un risparmio di imposta.
Tra gli episodi contestati a Cristiano Sblendorio anche quello di aver garantito a Massimo Martini i benefit dedicati ai clienti “Vip 5”, permettendogli di pernottare gratuitamente al Grand Hôtel Billia e di accedere liberamente ai tavoli, potendo così facilmente monetizzare le fiches ricevute da Augusto Chasseur Vaser mediante giocate o simulazione di giocate ai tavoli.
Lo stupore dei funzionari
Illeciti che al momento non possono, evidentemente, che essere ritenuti solo ipotesi di reato — come peraltro ribadisce una nota del procuratore capo Luca Ceccanti, in cui ricorda che vale sempre «La presunzione di non colpevolezza delle persone sottoposte a indagini preliminari» —, a fronte di un blitz della Guardia di Finanza che martedì scorso, 2 dicembre, ha visto impegnati 150 militari in perquisizioni in tutta Italia per dare attuazione a un sequestro da oltre 5 milioni di euro disposto dal Gip del Tribunale di Aosta.
Durante tale operazione, fonti attendibili riferiscono dello stupore di Augusto Chasseur Vaser, che è stato prelevato da casa e portato al Casinò, ma anche di Cristiano Sblendorio, che era in ospedale e si è visto arrivare i finanzieri che gli hanno sequestrato il cellulare.
E tra gli indagati compare pure l’imprenditore portuale di Genova Aldo Spinelli. La sua avvocata, Sabrina Franzone, ridimensiona la vicenda: «L’accusa riguarda una somma in legittimo possesso, ritirata a Montecarlo e poi cambiata in fiches per lasciare una mancia. Il commendatore Spinelli era convinto della liceità, come mostrano le intercettazioni. Si parla di 1.000 euro: chiarirà tutto in buona fede».
Il commento del Gip
Dal canto suo, il Gip annota, riferendosi agli atti investigativi, che il presunto sistema di riciclaggio «ha fruito della mancata attivazione, anche in ragione dell’esiguo numero complessivo di segnalazioni di operazioni sospette, circa 130 dal 2022 al 2024, di iniziative e/o interventi volti alla mitigazione del rischio, denotando così un’assoluta inefficacia dei sistemi di controllo attuati all’interno della Casa da gioco».
La posizione del Casinò
In una nota, la Casino de la Vallée SpA si riserva «di agire legalmente verso chi ha operato nei confronti della società in modo fraudolento o sleale al fine di ottenere i conseguenti risarcimenti economici e morali. La stessa società conferma altresì di aver agito sempre in ottemperanza alle normative esistenti in materia di prevenzione del riciclaggio, come dimostrato dalle ispezioni, osservazioni e verifiche fatte in questi anni da parte degli organi di controllo interni ed esterni all’azienda».
La società si pone pertanto «al fianco delle istituzioni e delle Forze dell’Ordine nel contrasto alle attività illecite che hanno portato a questa indagine e aderisce con un forte impegno operativo e morale agli obiettivi dell’inchiesta, con grande rispetto per le persone coinvolte, ma con altrettanto netta repulsione per i fatti indagati».
Il caso in Consiglio Valle
Su richiesta del presidente della Regione Renzo Testolin, il Consiglio Valle è stato sospeso, in apertura della seduta di martedì 2 dicembre, giorno del blitz della Guardia di Finanza, per una riunione dei capigruppo.
«Per condividere con il Consiglio — ha spiegato — la notizia che abbiamo ricevuto a mezzo stampa e che ci ha portati ad effettuare i primi approfondimenti con la Casa da gioco, che è oggetto di un'indagine da parte della Guardia di Finanza».
In aula, il presidente Renzo Testolin ha aggiunto che «abbiamo messo a disposizione dei consiglieri le informazioni che la Direzione ci ha fornito, senza entrare nei particolari di cui non si conoscono ancora gli sviluppi, ma ci sembrava opportuno questo tipo di condivisione e sarà nostra cura fornire gli aggiornamenti quando disponibili».