
AOSTA (mye) Nella prima giornata del festival Cinemambiente di Torino, mercoledì scorso, 3 giugno, è stato proiettato anche il nuovo lavoro di Filippo Maria Pontiggia “Averno”, che racconta il vulcanesimo dei Campi Flegrei. Aostano di 23 anni, un diploma alla scuola di cinema documentario ZeLIG di Bolzano, dove ora vive, Filippo Maria Pontiggia ha al suo attivo “Conigli al Cimitero”, con cui ha vinto il Premio studenti e una menzione al Trento Film Festival 2025 e altre riconoscimenti al Lago Film Festival e al Cervino Cinemountain. Ad Aosta cura per FrontDoc la sezione sperimentale e VR: Spazio X ed è parte dello staff del Cervino Cinemountain e del Bolzano Film Festival Bozen.
«“Averno” cerca di raccontare un luogo stratificato, - racFilippo Maria Pontiggia - i Campi Flegrei, il vulcano più pericoloso d’Europa, e quello più monitorato, mezzo subacqueo e mezzo emerso. Pozzuoli, la città su cui ci siamo focalizzati, si trova esattamente al centro di questo cratere. Il suo Rione Terra, quartiere storico con il duomo, durante gli anni Ottanta è stato definitivamente evacuato per una ricostruzione totale. Un posto turistico, panoramico, ma completamente vuoto, deserto, con l'assenza degli abitanti. In fondo viviamo tutti sopra un vulcano invisibile. Qualcosa che può esplodere da un momento all'altro, che potrebbe cambiare le nostre vite. Eppure continuiamo a vivere esattamente come le popolazioni flegree, a costruire, ad abitare, ridere, amare e ricordare. E forse solo in questo modo riusciamo a smettere di avere paura». Filippo Maria Pontiggia conclude: «Sicuramente anche la Valle d'Aosta non è esente da edifici in luoghi nei quali sarebbe stato meglio non costruire. Un po' come il vulcano nei Campi Flegrei. Questi posti che fanno convivere la possibilità di qualcosa che accada e allo stesso tempo la sopravvivenza e memoria del luogo mi affascinano».