
AOSTA (mye) La partigiana Lola è arrivata fino al Trento Film Festival, dove sabato scorso, 25 aprile, la sua storia è stata raccontata nella proiezione del cortometraggio “Prima dell’Aurora” poi replicata giovedì 30.
«Arrivare a Trento è stato un bellissimo traguardo - racconta la regista e autrice valdostana Chiara Zoja - soprattutto vista la storia del festival e la sua centralità nel panorama di cinema di montagna. È stata la prima tappa di un percorso di distribuzione festivaliera che speriamo essere lungo. L’accoglienza è stata buona, si percepisce quanto il festival valorizzi la giornata del 25 aprile e creda nei valori da essa rappresentati. È stata un’occasione per parlare di Resistenza insieme a molte altre persone giovani. Sono molto grata al Trento Film Festival per avermi dato l’opportunità di raccontare la storia di Lola, iniziando a varcare i confini valdostani».
Chiara Zoja, aostana, 21 anni, studia cinema al Dams di Torino e racconta così l’origine del cortometraggio, che racconta l’ultimo viaggio della partigiana Lola, nome di battaglia di Aurora Vuillerminaz: «Due anni fa, nel 2024, sentivo l’esigenza di raccontare una storia di Resistenza ho iniziato a fare ricerche e ho conosciuto la storia di Lola, grazie anche all’Istituto Storico e all’Anpi Valle d’Aosta. Ho presentato il progetto a Match&Catch di Film Commission Vallée d’Aosta, dove ho vinto il secondo premio e ho cominciato a lavorare con i produttori di L’Eubage. La scelta è stata di intrecciare linguaggi diversi: fotografie d’archivio, interviste, passaggi in animazione che restituissero un volto a Lola. Inoltre, abbiamo deciso di tornare sui luoghi del suo ultimo viaggio a distanza di 80 anni, abbiamo riprese le montagne tra le quali sembra non essersi mai estinta l’eco dei suoi valori e della sua memoria. Attualmente, il film è in distribuzione con Siberia Distribution».
Nel cortometraggio di 14 minuti ci sono 3 testimonianze di oggi. Una delle voci, quella di Barbara Tutino, nota artista di Cogne la cui storia familiare è intimamente legata alla Resistenza, si sente anche nel trailer: «Cosa significa oggi fare Resistenza? Secondo me questo oggi si può imparare da Lola».
Aurora Vuillerminaz, staffetta partigiana della banda Verraz nella valle di Cogne, aveva il compito di creare collegamenti con la Svizzera. Nel 1944, nel rientrare a Cogne con un gruppo di fuoriusciti, viene fermata insieme ad altri a Villeneuve, dalla polizia fascista che la arresta e cerca di farla parlare, ma senza successo. Il 16 ottobre, a soli 22 anni, viene fucilata.
«Ho coinvolto nelle interviste, oltre a Barbara Tutino, altre 2 persone - aggiunge Chiara Zoja - Silvia De Gattis come esperta di cinema e Resistenza e Sofia Cossard in quanto nipote omonima di una donna coinvolta nella storia di Lola. Ho voluto ricordare anche i compagni di Lola che sono presenti nell’ultimo viaggio e che vengono uccisi con lei: Gino Donati, Emilio Macazzola, Giovanni Pavia, Ferdinando Giolli, Raimondo Lazzari, l’unico sopravvissuto. E poi i partigiani della banda di Cogne Adolfo Giulio Ourlaz, il “Dulo”, comandante e marito di Lola, Saverio Tutino, “Nerio”, padre di Barbara Tutino, Fleurette Actis, “Lelle”, amica stretta di Lola, Giuliano Calosci, marito di “Lelle”, i fratelli Giulio e Giorgio Elter, zii di Barbara Tutino».
A Trento sono presenti anche altri 2 film valdostani, il corto “Play Off” di Gaël Truc e “Courma et Courmayeur” di Elettra Gallone, unico lungometraggio italiano in concorso.