MegaMuseo, ricostruito il volto di un uomo dell'Età del rame

Data pubblicazione 13 Maggio 2026
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AOSTA (zgn) Ieri, venerdì 8 maggio, al MegaMuseo - Museo Archeologico di Aosta, è stato presentato il progetto di ricostruzione facciale forense dell'uomo dell'Età del rame. La presentazione, avvenuta nell'ambito della conferenza "Quando l'archeologia guarda negli occhi: la ricostruzione del volto dell'uomo dell'Età del rame", ha riconsegnato, dopo 4.000 anni, il volto a un individuo rinvenuto nel Dolmen II che custodiva i resti di 39 persone. Si tratta di un maschio adulto, tra i 45 e i 55 anni, vissuto durante la transizione verso la cultura del Campaniforme (2500 - 2200 a.C.), che porta nel cranio i segni non di una, ma di 2 trapanazioni superate. Nel 2026 il MegaMuseo ha avviato una collaborazione con la Arc-Team di Trento (responsabili di progetto Alessandro e Luca Bezzi, artista forense Cicero Moraes) per realizzare una Forensic Facial Approximation: la stessa metodologia impiegata in ambito investigativo per il riconoscimento di individui sconosciuti, applicata qui a un cranio di 4.000 anni fa. La ricostruzione è stata condotta interamente in ambiente digitale open source: scansione 3D del cranio, posizionamento di indicatori dei tessuti molli su base statistica europea, modellazione anatomica e scultura digitale. La calibrazione storica ha restituito al busto l'abbigliamento e gli ornamenti coerenti con il contesto culturale dell'epoca, con riferimento diretto ai reperti conservati nel museo: un volto credibile, fondato su dati osteologici, statistici e storici.

  • La ricostruzione del volto di un uomo dell’Età del rame
    La ricostruzione del volto di un uomo dell’Età del rame
  • e Generoso Urciuoli, direttore del MegaMuseo
    e Generoso Urciuoli, direttore del MegaMuseo