AOSTA (zgn) Si concluderà domani, domenica 13 settembre, il Festival di Fine Estate, evento organizzato da Creature Montane APS, con il sostegno del Consiglio Valle e il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Linee guida per i Festival partecipativi 2026 che si propone di favorire la partecipazione attiva. Realizzato in collaborazione con la compagnia teatrale Palinodie, l’ente gestore della Maison des Artistes di Bard - spazio culturale innovativo e prima residenza artistica stabile in Valle D’Aosta riconosciuta dal MiC come Residenza per Artisti nei territori 2025-2027 - il festival annovera fra i partner Risonanze Network, Plus Aosta, Comune di Aosta, Aosta Pride.
Ad Aosta, al Teatro Plus, oggi, sabato 12, alle 21, va in scena Mio eroe, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Giuliana Musso, tra le voci più autorevoli del teatro di narrazione e d’indagine italiano, capace di unire ricerca sociologica, poesia, denuncia e comicità. Mio Eroe porta in scena le madri di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001 - 2014). Lo spettacolo vuole dare una nuova luce alla figura delle madri in lutto, creando un’occasione di riflessione sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana.
Domani, domenica 13, ultimo giorno del festival, alle 10 e replica alle 16 alla Maison des Artistes di Bard, l’anteprima nazionale di L’atto sospeso, performance di e con Emilia Verginelli. Il lavoro prende ispirazione da L’atto sospeso di Sara De Simone, che esplora ciò che accade quando l’eroe si ferma, il momento in cui l’azione lascia spazio all’esitazione, alla contemplazione e alla trasformazione interiore.
Attraversando figure come Achille, Oreste, Arjuna, Lancillotto e Orlando, lo spettacolo immagina un’epopea alternativa, fatta non di imprese e conquiste, ma di pause, vulnerabilità e possibilità. Un invito a guardare la sospensione non come immobilità, ma come uno spazio in cui può nascere un altro modo di agire.
Dalle 11.30 alle 16, con pausa pranzo collettiva Come un sigillo sul tuo cuore. Laboratorio di ricamo a cura di “Penelope esce sola” alias Stefania Minciullo, un momento creativo per fermare, con ago e filo, ciò che il festival ci ha lasciato. Parole, emozioni e piccoli pensieri prendono forma nel ricamo, trasformandosi in un ricordo personale da portare a casa. Un gesto semplice e poetico per custodire un frammento di questa estate e continuare, anche dopo il festival, a farne vivere le tracce.
Conclude il festival, alle 17, Rito di fine festival, momento conviviale per celebrare insieme la fine del festival alla MAB di Bard. Un brindisi per salutare la seconda edizione, condividere la gioia di esserci stati e, soprattutto, ringraziare tutte le persone che hanno partecipato, collaborato e reso speciale il festival. Un ultimo gesto insieme, prima di dare appuntamento alla prossima fine estate.
Nel fine settimana sarà inoltre possibile visitare le due installazioni ospitate nel borgo medioevale di Bard. Diario Visivo, Cartoline da Bard, mostra site specific con illustrazioni artistiche di Sofia Figliè, illustratrice freelance per case editrici, riviste italiane e internazionali e brand di moda e Diario Sonoro – Passato e Futuro, di Verdiana Vono con il supporto di Marta Lavit, installazione sonora e visiva immersiva che nasce dall’ascolto del territorio e delle persone che lo abitano.
Il progetto prende forma all’interno di una storica cantina del borgo, oggi inutilizzata, trasformandola temporaneamente in uno spazio di ascolto e di incontro. La mostra e il diario sonoro fanno parte della costruzione del diario di comunità all’interno del progetto TransIT. L’obiettivo di queste esperienze è di rendere le comunità dei territori attive e partecipi attraverso l’incontro con le pratiche artistiche.