Successo di pubblico per l’esposizione dedicata a Rosalie D’Hérin Seris di Saint-Vincent

Nella chiesa di San Lorenzo gli scatti sorprendenti della prima donna fotografa della Valle d’Aosta

Data pubblicazione 26 Agosto 2026
Una fotografia scattata da Rosalie D’Hérin Seris nel suo studio di Saint-Vincent negli anni Venti del Novecento
Una fotografia scattata da Rosalie D’Hérin Seris nel suo studio di Saint-Vincent negli anni Venti del Novecento
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AOSTA (mpl) Sono le giornate dei tanti visitatori per i centri espositivi regionali di Aosta e in particolare notevole è l’affluenza, aiutata anche dalla vicinanza con il complesso monumentale di Sant’Orso, nella chiesa di San Lorenzo per ammirare la mostra dedicata a Rosalie D’Hérin Seris, la prima donna fotografa della Valle d’Aosta.

Un’iniziativa fortemente voluta da Daria Jorioz, responsabile del settore mostre ed appassionata di fotografia, che così ha voluto organizzare un omaggio particolarmente interessante a quella che si conosceva come Rosalie Seris di Saint-Vincent, perché così scriveva sotto alle foto.

Originaria di Montjovet, dove era nata nel 1871, Rosalie D’Herin fu protagonista di un percorso poco conosciuto ma anticipatore dei tempi. Sicuramente fondamentale fu il periodo di apprendistato - fotografico - svolto a Torino, frutto di un incontro fortuito con un fotografo ambulante, figura abituale nella Valle d’Aosta a cavallo di Ottocento e Novecento. Fu la scintilla che fece scattare un amore che divenne professione, a fianco a quella di sarta, con tanto di atelier di fronte all’Albergo Miramonti a Saint-Vincent, dove si sposò con Giovanni Seris e dove formò come fotografa la figlia.

Rosalie D’Hérin Seris per guadagnarsi da vivere fotografava i clienti delle fonti di Saint-Vincent, anzi quando possibile realizzava immagini di gruppo, con l’immanicabile scritta “Saluti da St Vincent” e il numero della fotografia, in modo che coloro che erano ritratti potessero poi acquistarla.

Tuttavia a fianco a questo lavoro di routine, necessario per mantenere studio e famiglia, Rosalie Seris (che si firmava “fotografa”) affiancava agli scatti più ufficiali un’attività di ricerca personale che la portava nella collina di Saint-Vincent e nei paesi vicini a riprendere fasi della vita quotidiana.

Bellissime sono le fotografie dei minatori di Champdepraz, dei segantini e dei muratori, come straordinarie appaiono le immagini dei matrimoni nei villaggi, che restituiscono un mondo popolato da donne con i sabots, calzatura tipica della Saint-Vincent agricola e rurale di quegli anni, e di uomini che orgogliosamente esibiscono la sigaretta, simbolo ostentato di un benessere raggiunto e da tramandare.

Tuttavia a colpire maggiormente sono i ritratti di giovani e meno giovani realizzati in studio. Al contrario degli altri fotografi valdostani a lei contemporanei Rosalie D’Hérin Seris denota un’ironia nella scelta delle pose veramente rara. Una dote che non veniva insegnata e che la rende veramente unica, guardandola oggi a 70 anni dalla morte, avvenuta nel 1956.

I suoi ritratti fanno sorridere e pensiamo che anche i personaggi fotografati si siano divertiti, prestandosi all’arte di Rosalie D’Hérin Seris.

Un’arte racchiusa nei 700 fototipi originali, negativi in bianco e nero alla gelatina-bromuro su lastra di vetro, che compongono il Fondo Seris, dai quali sono state estratte le 29 immagini di grande formato della mostra, stampate da Enrico Peyrot, alcune con procedimento ai sali d'argento, altre con tecnologia digitale.

«Rosalie D’Hérin Seris, la cui prima attestazione come fotografa è contenuta in un documento del 1899, - sottolinea la curatrice Daria Jorioz - può essere considerata una figura pionieristica non solo in Valle d’Aosta, ma anche in ambito italiano. In effetti la sua predilezione della luce naturale che accarezza i volti, la scelta di pose e ambientazioni non convenzionali, la prospettiva leggermente ribassata adottata per i ritratti singoli, l’inserimento nell’inquadratura di piante e scorci architettonici, rendono le sue immagini riconoscibili e il suo stile personale e mai scontato.»

Un bell’omaggio quindi ad una donna che, attraverso le sue fotografie, ha lasciato il segno di una determinazione e di una passione fuori dal comune, riuscendo ad imporsi in un settore che nei primi decenni del Novecento era prevalentemente maschile. La mostra dedicata a Rosalie D’Hérin Seris è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, con ingresso gratuito fino al 28 febbraio 2027.