
AVISE (gs5) Due colli, due pubblici e una sola performance condivisa in alta quota. Domenica scorsa, 30 agosto, è andato in scena Summit Interplay, l’evento musicale che ha unito il Col Citrin, ad Avise, e il Col de Barasson, in Svizzera, trasformando il confine tra Valle d’Aosta e Vallese in uno spazio di ascolto, memoria e relazione. L’iniziativa, posta a continuazione e conclusione della collaborazione tra il Festival Etétrad e la Scuola di Formazione e orientamento musicale di Aosta, rientra nel progetto transfrontaliero Maia - Meraviglie Archeologiche Invisibili delle Alpi, di cui la Regione Valle d’Aosta è capofila.
Coordinato dal professor Enrico Montrosset, direttore artistico del progetto Maia, il concerto ha proposto una rilettura contemporanea dell’antica intervisibilità tra i due valichi, luoghi che in epoca romana ospitavano accampamenti militari che comunicavano attraverso riflessi luminosi e sonori. «Abbiamo ripreso le caratteristiche dei due siti e ripensato il concetto di comunicazione, soffermandoci sull’idea di interudibilità. - spiega Enrico Montrosset - Dodici musicisti sono saliti sul Col Barasson e diciassette sul Col Citrin, esibendosi in contemporanea. Attraverso un ponte radio il pubblico li ha potuti ascoltare come un unico ensemble».
Oltre cento persone hanno potuto così vivere un “silent concert” suggestivo, fruibile attraverso delle cuffie, che ha posto al centro l’idea di comunicazione come unione e capacità di ascoltare l’altro. «La preparazione è stata complessa, sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista musicale ma i docenti dello stage Cluster, che si è svolto all’interno del Festival Etétrad da lunedì 24 a venerdì 28 agosto, hanno lavorato sul concetto di tempo con partiture specifiche adattabili alle difficoltà dell’esibizione » conclude Enrico Montrosset.
A suonare sul Col du Barasson sono stati Antonio Cassone Semeria, Agnès Dall’Ara, Violaine Dall'Ara, Alberto Di Francescantonio, Anna Leoni, Yasmina Traore, Annalisa Vio, Samuele Nam Vu, insieme agli insegnanti Giorgia Gorret, Enrico Perelli, Francesco Raja Saeed Vio e al musicista svizzero Mael Godinat. A fare loro da contraltare sul Col Citrin invece, hanno suonato Alizée Bianquin, Véronique Centoz, Arline Chèvrere, Nicole Chèvrere, Michele Fanolla, Nora Figari, Luca Gambertoglio, Rachele Giudice, Agata Morandini, Valerio Morandini, Francesco Saccardo, Antonella Vanzo, Ravisha Anna Voivoda, insieme agli insegnanti Frédéric Bonnin, Simone Restuccia, Remy Vayr Piova, (anche vicario della Sfom) e al musicista svizzero Yves Cerf.
A coordinare l’intero progetto Enrico Montrosset, Sara Semeria, responsabile Sfom dell’area organizzativa e logistica, ed Enrico Montanari, coordinatore didattico della Sfom. Summit Interplay ha offerto così al pubblico un’esperienza immersiva, capace di intrecciare arte e territorio. In quota, dove la distanza diventa parte della scena, la musica è diventata il mezzo per riattivare idealmente una conversazione interrotta da secoli, facendo risuonare da un versante all’altro un patrimonio storico spesso invisibile ma ancora presente nel paesaggio alpino.
E proprio la storia è stata protagonista dei momenti precedenti al concerto con le archeologhe della Soprintendenza per i beni e le attività culturali Alessandra Armirotti e Gwenaël Bertocco che hanno spiegato l’antica comunicazione visiva attraverso l’uso di specchi.
Sara Gal