L’autobiografia di Leo Vidi, la grande avventura di una vita dedicata alla montagna e allo sport

Data pubblicazione 23 Febbraio 2019
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Sabato prossimo, 2 marzo, alle 17, nell’aula magna della caserma Cesare Battisti ad Aosta, si terrà la presentazione dell’autobiografia di Leo Vidi, noto atleta del Centro Sportivo Esercito negli anni Settanta, Ottanta e Novanta “Leo Vidi. La montagna, la mia vita”. Con questo libro di 156 pagine con 109 fotografie, Leo Vidi ha realizzato il suo sogno: lasciare traccia di ciò che ha vissuto, dei suoi successi e dei suoi errori ma soprattutto del suo amore incondizionato per la montagna, in tutte le sue espressioni. Insieme alla sua compagna Elvira Venturella ne ha curato la stesura e in esso racconta decadi di impegni sportivi ed importanti risultati agonistici, conseguiti in diverse discipline.

Il noto cognein è stato, come ama definirsi, «Non un grande campione ma un buon atleta», nel fondo, nello scialpinismo, nello skiroll e nelle corse in montagna, dove è riuscito a collocarsi sul gradino più alto di podi nazionali e internazionali.

E’ stato una risorsa preziosa nel mondo militare e lo è tuttora in quello civile. Ha dedicato un tempo senza limiti a trasmettere la sua passione per uno sport di fatica fra i più antichi al mondo, lo sci nordico, allenando giovani leve, sia nell’ambito della Campagna Valligiana, iniziativa del Centro Addestramento Alpino, sia in numerosi sci club della Valle d’Aosta.

E’ inoltre un infaticabile motore di attività di volontariato, nell’associazione Psicologi per i Popoli - Emergenza Valle d’Aosta, di Protezione Civile e nel Soccorso Sanitario.

Il libro non racconta solo i suoi impegni sportivi più esaltanti ma rivela anche momenti intimi e significativi della sua vita familiare e angoli segreti del suo animo.

Leo Vidi nasce a Cogne il 30 aprile del 1954. Fino al 1968 partecipa solo a gare regionali, vincendo tre titoli valdostani di categoria e nel 1966 entra a far parte della squadra dell'Asiva. Nel 1969 partecipa ai primi Campionati Italiani della categoria Aspiranti a Tarvisio, piazzandosi al dodicesimo posto. Nel 1970 arriva la seconda rassegna tricolore della stessa categoria a Schilpario, in provincia di Bergamo, dove si piazza secondo dietro a Venanzio Ortis, che dopo questa parentesi di sci si sarebbe dedicato all'atletica, vincendo un Campionato Europeo nei cinquemila metri.

Nel 1971 entra a far parte nella squadra nazionale Juniores della Fisi nella quale rimane fino al 1974. A diciassette anni si arruola negli Alpini. E' atleta del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur fino al 1990 e dopo l'attività agonistica continua per molti anni a prestare servizio nell'Esercito ad Aosta come istruttore con il grado di primo maresciallo luogotenente. Tra i successi come atleta junior sono la vittoria ai Campionati Italiani con la staffetta 4 x 10 km - in squadra con Franco Blanc, Valentino Venturini e Fabio Cavagnet - nel 1973, la prestigiosa Coppa Kurikkala in Germania e la Coppa Consiglio Valle a Etroubles, entrambe conquistate nel 1974. Nel 1973 partecipa pure ai Campionati Europei di fondo in Russia. Dal 1975 al 1983 entra nella nazionale di sci di fondo e fa parte della squadra che è presente alle Olimpiadi invernali del 1976 di Innsbruck, in Austria: sono i tempi di Giulio Capitanio, Maurilio De Zolt, Carlo Favre, Tonino Biondini, Ulrico Kostner e Roberto Primus. Si dedica anche allo scialpinismo, che in quegli anni usa gli sci da fondo laminati, e nel 1975 giunge la sua grande occasione. Viene scelto dopo una dura selezione per far parte della squadra del Centro Sportivo Esercito con i fratelli Gianfranco Stella e Aldo Stella per il Mezzalama: la gara è cruciale perché in caso di vittoria, la terza, il Centro Sportivo Esercito si sarebbe aggiudicato definitivamente il Trofeo. Purtroppo subisce un infortunio riportando la frattura del malleolo esterno sinistro, tuttavia scende fino al traguardo del Gabiet su una gamba sola senza poter curvare e il team si classifica secondo. Successivamente inanella numerose vittorie in vari trofei della Valle d'Aosta come il Rollandoz, il Fiou, il Bozzetti, il Welf, il Fillietroz e conquista anche una vittoria al Trofeo Canins a Sella Nevea. Nel 1988 arriva secondo alla Patrouille des Glaciers, in squadra con Armando Chanoine e Gian Luigi Carrara. Nel 1976 vince la Marciagranparadiso e si ripete nel 1985, nel primo e unico anno in cui è ammesso il passo pattinato. La lista delle vittorie di scialpinismo si arricchisce di quattro primi posti ai Campionati Italiani Militari, di due primi posti ai Campionati Italiani, nel 1982 a Bognanco con Paolo Vairoli e nel 1984 a Rhêmes-Notre-Dame con Gian Luigi Carrara. Negli anni Ottanta si dedica anche allo ski roll. Con gli amici Riccardo Boita, Ferdinando Raspino e Cesarino Enchoz fonda lo "Ski roll Club Aosta". Nel 1982 nascono le gare e vince due Campionati Italiani di salita, nel 1983 e nel 1984. Continua con l'attività agonistica vincendo nel 1990 la quindici km dei Campionati Italiani Master di fondo a tecnica classica. La parola fine all'agonismo arriva nel 1994 a causa della rottura di un tendine di Achille: in trent'anni ha partecipato a più di mille gare tra sci di fondo, scialpinismo, ski roll, corsa in montagna e bicicletta. Nel suo curriculum c'è la partecipazione a ventinove edizioni dei CaSTA, i Campionati sciistici delle Truppe alpine, nelle quali riporta molte vittorie e alcuni piazzamenti; a cinque edizioni dei Campionati Mondiali Militari in Norvegia, Germania, Svezia, Svizzera e Francia; a gare militari in Iran, Spagna e Argentina. Dal 1991, dopo essere diventato maestro di sci di fondo e poi allenatore zonale, inizia il lavoro come allenatore di vari sci club: Gran San Bernardo, Morgex, Tersiva, Pollein, Chamolé, Fallère, Saint-Marcel, Saint-Barthélemy e tra le sue mani passano cinquecento ragazzi tra i quali Daniel Yeuillaz, Federico Pellegrino e Micol Murachelli. Nel 2011 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere della Repubblica per meriti sportivi.