
L’automa denominato “Il Suonatore di flauto”, progettato e realizzato dall'inventore valdostano Innocenzo Manzetti nel XIX secolo, è stato prestato al Technisches Museum di Vienna - il cui sito Internet può essere visitato digitando l’indirizzo www.technischesmuseum.at - dove è esposto da giovedì scorso, 17 dicembre, fino a giovedì 20 maggio, nell'ambito della mostra intitolata “Intelligenza artificiale”.
Si tratta di un'esposizione per riflettere sul ruolo dei robot nella nostra vita e nella nostra quotidianità. Un'occasione importante per immergersi in una sorta di Wunderkammer robotica utile a sondare le origini, gli sviluppi e i nuovi, repentini e sorprendenti orizzonti dell'intelligenza artificiale.
Con il supporto del BMK - il Ministero federale per la protezione del clima, l'ambiente, l'energia, la mobilità, l'innovazione e la tecnologia -, il Technisches Museum si propone, così, di fare luce sugli aspetti tecnico-scientifici, ma anche sui miti creatisi intorno al tema dell'innovazione tecnologica e di quel settore particolare chiamato ars electronica. Senza dimenticare, tuttavia, che ciò che è davvero importante in questo complesso sistema, è e resta l'essere umano.
L'automa del genio manzettiano, frutto di un lavoro iniziato nel 1840 e durato tutta la vita con costanti perfezionamenti, sbalordì il mondo intero. Considerando gli attuali robot capaci di comporre musica e suonare uno strumento, senza tema di smentita possiamo riconoscerne, ancora oggi, la straordinaria modernità.
“Il Suonatore di flauto”, del tutto simile ad un uomo per statura, forma e fattezze, composto di ferro e acciaio, rivestito di pelle di camoscio e con un volto di porcellana, tramite l'aria compressa che veniva immessa nel flauto, poteva suonare fino a dodici arie diverse in base ad un programma registrato meccanicamente su un cilindro attraverso un macchinario simile a quello delle pianole meccaniche.
«"La Feuille d'Aoste" del 1° ottobre 1861 - evidenzia l'assessore ai Beni Culturali, Turismo, Sport e Commercio Jean-Pierre Guichardaz - evidenzia come all'epoca, purtroppo, Innocenzo Manzetti non riuscì a far conoscere questa sua eccezionale invenzione e che la meraviglia che avrebbe dovuto girare l'Europa, rimase silenziosa e inattiva in un piccolo atelier della città. E' con grande piacere e profonda soddisfazione che, rispondendo alla richiesta del Technisches Museum di Vienna, possiamo dunque valorizzare ulteriormente la conoscenza di Innocenzo Manzetti e del suo genio decisamente in anticipo sui tempi attraverso un automa emblematico della continua ricerca dell'alter ego robotico iniziata col Servo automatico nel III secolo a.C.. Regolarmente esposto in uno spazio dedicato nel Centro Saint Bénin, ora l'automa, prestato per questa importante occasione, farà ancor più parlare di sé in un'epoca caratterizzata da tematiche e sfide di cui si fa prezioso testimone e ambasciatore pur essendo stato creato ben 170 anni fa».
genio in anticipo sui tempi
Al di là del telefono a Manzetti vanno ascritte molte altre geniali creazioni, tra cui l'automobile a vapore, il motore pneumatico - utilizzato per il suo celebre automa -, la macchina per la produzione domestica della pasta e un particolare tipo di calce idraulica.