Torna grande il liquore che ha fatto la storia L’Ebo Lebo è il “Miglior Amaro del Mondo”

Data pubblicazione 1 Maggio 2020
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Un amaro che affonda le sue radici nella storia ma che punta dritto verso il futuro. Soprattutto, un prodotto autenticamente valdostano. E’ l’amaro Ebo Lebo che nella sua versione Gran Riserva si è aggiudicato nella sua categoria gli importanti riconoscimenti di “Miglior Amaro Italiano” e “Miglior Amaro al Mondo” al concorso World Liqueur Award 2020 di Londra. I premi sono stati annunciati nei giorni scorsi al termine di un’edizione che si è svolta nonostante le difficoltà legate al Coronavirus, con tanto di degustazioni condotte “in remoto”.

Istituito nel 2013 e parte del prestigioso programma World Drinks Awards, quest'anno i World Liqueur Awards sono stati giudicati da un “panel” internazionale di quattordici esperti del settore. Tradizionalmente, la degustazione è completata a Londra, con il gruppo che si riunisce per giudicare tutte le voci. Tuttavia, a causa delle attuali circostanze straordinarie, tutti i “round” sono stati completati da casa per garantire la sicurezza dei soggetti coinvolti e la corretta valutazione dei campioni.

Lo storico amaro di Ottoz Ebo Lebo aveva conquistato un grande successo che lo aveva portato a diffondersi fin dagli anni Settanta sul mercato italiano e a diventare un marchio mitico della produzione locale con l’indimenticabile slogan “Con Ebo Lebo digerisci anche la suocera”. Poi, con il tempo, la sua fama è stata appannata dal passare degli anni.

Nel 2005 il marchio Ottoz entrò a far parte della grande famiglia delle Distillerie Levi e St. Roch con sede a Quart. Qui - in una realtà sempre più attenta all’innovazione e al legame con il territorio - l’Ebo Lebo è stato coinvolto in un processo di ringiovanimento e affinamento, con l’utilizzo di materie prime rigorosamente valdostane, di un pregiato alambicco discontinuo e di macchinari per l’imbottigliamento di ultima generazione.

«Siamo orgogliosi di ricevere questo premio così importante perché l’Ebo Lebo Gran Riserva non è solo prodotto in Valle d’Aosta ma è frutto ed espressione del suo terroir» commenta l’export manager Angelo Sarica. E’ ottenuto attraverso sapiente e segreto dosaggio di infusi di numerose erbe, tra le quali l’Achillea Millefolium – detta proprio “Ebo Lebo” nella lingua walser di Gressoney. Questa piantina prende il nome dall’eroe omerico Achille, che l’avrebbe utilizzata per guarire le ferite riportate in battaglia. Da qui la leggenda della piantina si amplia e arriva fino ai Salassi diventando il fondamento di una pozione magica a base di erbe che - sul modello di quella di Asterix - infondeva coraggio e forza sovraumana e permise al fiero popolo di resistere per decenni all’invasione degli eserciti romani.

«Rispetto alla ricetta originale, oggi l'Ebo Lebo Gran Riserva è arricchito con l’aggiunta di génépy e zafferano coltivati in Valle d’Aosta dall’azienda agricola Rosset, che gli conferiscono le sue eccezionali caratteristiche toniche e digestive senza nulla sacrificare al suo gusto pieno e al suo aroma inconfondibile. - continua Angelo Sarica - Rispetto a tanti amari oggi di moda, con una bassa gradazione e un gusto un po’ ruffiano e tendente al dolciastro, l’Ebo Lebo mantiene invece con orgoglio una nota marcatamente amara, che è stata apprezzata dai giudici del concorso londinese».

Attualmente la produzione annuale è di circa ventimila bottiglie e l’Ebo Lebo, oltre che in tutta Italia, viene esportato pure negli Stati Uniti grazie al gruppo d’importazione Dark Star capitanato da Joe Bastianich.