AOSTA Non solo hotel e seconde case, la stagione ha registrato numeri positivi anche per i rifugi alpini, i campeggi, gli agriturismi e gli ostelli della gioventù. Alla vigilia dell’estate «sul tavolo» vi erano numerose incognite, dal carovita alla crisi del carburante, fino all’incertezza del meteo, ma i primi bilanci mostrano una crescita generalizzata del flusso turistico in Valle d’Aosta.
“All’inizio della stagione vi era un po’ di preoccupazione, soprattutto in alcune valli come quella di Cogne che ancora mostra i segni dell’alluvione del 2024, e invece l’estate è andata davvero molto bene” dichiara Massimiliano Glarey, referente per l’Adava dei gestori degli agriturismi e proprietario dell’agriturismo La Ferme du Grand Paradis a Valnontey. “Il nostro è un turismo meno frenetico perché i clienti che scelgono gli agriturismi cercano la qualità e l’autenticità, la connessione con il mondo rurale e con i suoi prodotti che portano a staccarsi dalla vita frenetica di città”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Restelli, portavoce dei gestori dei campeggi e titolare del Villaggio Turistico Camping Cervino di Antey-Saint-André. “I numeri definitivi li avremo soltanto al termine della stagione ma per ora possiamo davvero parlare di un’annata eccezionale con almeno un incremento del 21 per cento rispetto al 2025” dichiara Matteo Restelli. “Da sottolineare anche un forte incremento di camper e tende che fanno segnare il tutto esaurito anche per le prossime settimane” aggiunge.
Pure per gli ostelli della gioventù, una decina nella nostra regione, il bilancio è ampiamente positivo ma qualche cambiamento si è manifestato. “In termini di flussi la stagione è stata sulla scia dello scorso anno però la clientela si ferma meno di una volta, spesso anche una sola notte” dichiara Roberta Squinabol proprietaria dell’ostello della gioventù Ou Crierel. “Ci sono sempre più turisti che stanno percorrendo i sentieri, che viaggiano a piedi e dunque non vivono la sosta in ostello come un soggiorno ma piuttosto come un momento di passaggio. Molti non usufruiscono del servizio di cena e addirittura in molti non fanno colazione” aggiunge Roberta Squinabol.
Un risparmio dovuto a un nuovo modo di viaggiare e anche probabilmente alla crisi che ha portato anche a un cambiamento del target. “Quest’anno non abbiamo avuto nessuno da fuori Europa. Ci sono stati tanti tedeschi, francesi, belgi e polacchi” precisa Roberta Squinabol.
Sulla stessa scia il quadro tracciato dai gestori dei rifugi alpini. “La stagione estiva in corso sta registrando un andamento complessivamente positivo per i rifugi alpini valdostani, con risultati sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno. Tra i fattori che hanno favorito l’affluenza vi sono certamente le temperature elevate, il clima particolarmente caldo, che hanno orientato molti turisti verso la montagna, percepita come una destinazione più fresca rispetto alle località balneari” spiega Moira Henriet referente dei gestori dei rifugi alpini in seno all’Adava. “La situazione presenta tuttavia alcune differenze tra i diversi comprensori. Le difficoltà di accesso ai percorsi più in quota nelle aree del Monte Bianco e del Cervino hanno indirizzato una parte degli escursionisti verso itinerari e rifugi più facilmente raggiungibili, come ad esempio quelli del Gran Paradiso” aggiunge Moira Henriet.
Tutti sono concordi nel rintracciare nel meteo favorevole e soprattutto in un mese di giugno oltre le aspettative i principali fattori di incidenza su quest’estate positiva anche se sul fronte dei consumi si registra una crescente attenzione ai costi. Se il mese di agosto è come sempre scenario principale del turismo italiano, anche quest’estate il flusso straniero è stato importante e ha coinvolto come sempre soprattutto francesi e spagnoli ma anche tedeschi e polacchi. “Per quanto riguarda i rifugi, la presenza degli ospiti stranieri si conferma comunque predominante e, in alcune strutture, raggiunge punte vicine all’80 per cento” evidenzia Moira Henriet. Un po’ a sorpresa, invece, soprattutto nel mese di giugno, ad usufruire dei servizi dei campeggi una corposa presenza di turisti provenienti dal Nord Europa, tra cui svedesi e norvegesi.
Sara Gal