
AOSTA (fci) L'introduzione nell'offerta turistica valdostana degli chalet di lusso e il sostegno ai negozi di vicinato: il Consiglio Valle ha varato giovedì scorso, 11 giugno, a larga maggioranza, il disegno di legge di riforma delle attività turistico-ricettive e commerciali. Solo il gruppo di Avs si è astenuto.
Secondo Laurent Viérin (Union Valdôtaine), relatore del disegno di legge, la norma offre «strumenti di crescita competitiva per il turismo di fascia alta e, al tempo stesso, rafforza in modo stabile e sostenibile la rete di protezione a favore dei nostri territori di montagna, delle microimprese dei nostri borghi alpini e montani».
In particolare la norma rende strutturali i contributi a sostegno dei negozi di vicinato nei piccoli comuni: fino a 15mila euro una tantum per le nuove aperture e fino a 6mila euro annui per gli esercizi con fatturato inferiore a 120mila euro. La misura è estesa ai Centri polifunzionali di servizio, con contributi fino a 24mila euro annui per l'apertura e il mantenimento, al fine di garantire spazi integrati con beni essenziali e servizi di prossimità.
Tra le novità figurano pure l'istituzione degli chalet «haut de gamme», strutture ricettive di pregio per intercettare il turismo internazionale di fascia alta, e la possibilità anche per le imprese commerciali (non solo enti no-profit) di gestire gli ostelli, previa convenzione con il Comune.
Viene inoltre modernizzata la trasmissione dei dati sui flussi turistici: i gestori dovranno comunicare arrivi e presenze esclusivamente in via telematica, tramite la piattaforma regionale entro il giorno 5 di ogni mese, superando gli adempimenti cartacei e allineando le rilevazioni regionali agli standard Istat.
Infine, si introduce la diffida amministrativa per le violazioni sanabili fino a 5mila euro, che consente, in caso di prima infrazione nel quinquennio, di regolarizzare la posizione senza sanzione.
«Il settore turistico è trainante nella nostra regione, - aggiunge Laurent Viérin - legato all'agricoltura, alla nostra enogastronomia, alle bellezze naturali e ai beni culturali. Questo provvedimento sostiene il settore, rendendo una comunità attuale, sburocratizzando e senza dimenticare le piccole comunità e i presidi alpini e montani».